“Universo Fiorucci” a Venezia, racconto di una colorata rivoluzione

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È stata inaugurata il 23 giugno a Venezia una mostra capace di instaurare un unico ed incredibile dialogo tra moda e cultura: Universo FiorucciL’esposizione, allestita presso la moderna galleria d’arte Ca’ Pesaro e curata da Gabriella Belli insieme ad Aldo Colonetti, ritrae quella che è stata una vera e propria rivoluzione del costume avvenuta durante il secolo scorso ad opera di Elio Fiorucci.

Universo Fiorucci Egli, ideatore del mondo Fiorucci, pensava alla moda come una filosofia di vita, come una espressione dello spirito di un’epoca, che lui ha saputo interpretare alla perfezione, cogliendo i bisogni e facendo leva sugli stimoli che pulsavano all’interno società. Cavalcando l’onda tra i ’70 e gli ’80, Elio Fiorucci ha interpretato il subbuglio nel quale versavano gli italiani, che ballavano spensierati sulle note dei Beatles ma che, allo stesso tempo, avevano dentro i pesi dovuti alla lotta di classe che logorava la società.

Universo Fiorucci, quindi, ripercorre le tracce segnate da una vera e propria rivoluzione del costume, che ha portato l’avvento di una moda democratica e accessibile a tutti. Colori, trasgressione e cartelloni colorati hanno spazzato via il perbenismo che tingeva di grigio il mondo borghese di allora, portando una vera ventata di aria fresca.

Quella che si respira all’interno dell’esposizione affacciata sul Canal Grande della Serenissima, è un’atmosfera travolgente e quasi circense. Lo spazio è letteralmente invaso da luci colorate, abiti appesi e cartelloni pubblicitari, tutti ideati e realizzati da Oliviero Toscano, grande fotografo italiano legato a Fiorucci da una amicizia decennale. Proprio in questi scatti prendono forma provocazioni per celebrare la libertà sessuale delle donne, tutte vestite con gli iconici jeans marcati Fiorucci.

Toscani non è di certo l’unica personalità con cui Elio aveva a che fare; durante tutta la sua vita, infatti, questo grandissimo genio della moda, ha stretto rapporti con personalità celebri e scoppiettanti dal calibro di Andy Warhol fino a Gillo Dorfles, storico dell’arte deceduto recentemente a cui  proprio dedicata la mostra Universo Fiorucci.

Vediamo allora come stile, arte e architettura si mescolino, creando un cocktail che ha letteralmente sovvertito il modo di intendere e di fare moda. Dal 1967, anno di apertura del primo negozio Fiorucci a Milano, il marchio è sempre stato chiacchierato per la sua estrosità dovuta alla mente spettacolare che l’ha sognato e realizzato. Elio Fiorucci, infatti, è stato anche un veicolo di arte, ospitando nei suoi negozi numerose mostre. Si ricorda, per esempio, la prima personale in Italia di Keith Haring accolta nel suo salone, portando per la prima volta la New York Beat in Italia.

Universo Fiorucci  è quindi uno spazio in cui rivivere quell’universo proposto da Elio, un mondo tutto suo, apolitico e che non si prendeva troppo sul serio.

La gente mi ha sempre detto che amava il negozio Fiorucci perché era un posto dove ci si sentiva amati, dove c’era la musica, delle belle ragazze. Una terapia dell’amore. Oggi voglio continuare a dire che essere gentili è un dovere di tutti noi. Si possono fare le cose per amore.

Così egli riassumeva la sua filosofia, la stessa che poi negli anni l’ha portato al successo.

Universo Fiorucci
A cura di Gabriella Belli e Aldo Colonetti
Ca’ Pesaro, Venezia
Dal 23 giungo 2018 al 6 gennaio 2019

Annalaura Manfredini per MIfacciodiCultura

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