“L’Universo Verde” di Alik Cavaliere in mostra a Milano

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Il 27 giugno è stata inaugurata la mostra dell’artista contemporaneo Alik Cavaliere (Roma, 1926 – Milano, 1998). La personale è parte di un progetto diffuso delle istituzioni comunali di Milano che intendono promuovere l’arte contemporanea su tutto il territorio cittadino. L’Universo Verde è un’esposizione antologica, realizzata ad opera della curatrice Elena Pontiggia, che sarà visitabile sino al 9 settembre 2018.

Un progetto che si inserisce nel palinsesto Novecento italiano, che traccia all’interno della programmazione culturale della città un percorso di conoscenza e approfondimento del secolo scorso e che fa parte della proposta dell’estate artistica milanese dedicata ai protagonisti della contemporaneità.

Alik Cavaliere
Omaggio a Magritte

Queste le parole dell’Assessore alla Cultura Del Corno in merito alla mostra/progetto per l’estate 2018, in cui la città di Milano decide di celebrare lo sculture italiano in occasione del ventennale dalla sua scomparsa. Un uomo che deve in parte la sua formazione lavorativo-ideologica alla città meneghina, nella quale ha vissuto per gran parte della sua vita.                        Le opere dell’artista Cavaliere sono state spalmate su più sedi rappresentanti alcuni dei più illustri punti di riferimento culturali. L’intento è stato quello di creare idealmente un percorso all’interno della città alla scoperta della storia creativa e personale di una delle figure più significative per la scultura e l’arte contemporanea.

Il fulcro centrale della mostra è stato collocato nella Sala delle Cariatidi e nel giardino di Palazzo Reale, il quale ospita una nutrita selezione di sculture che colgono l’essenza del lavoro di Cavalire attraverso una disposizione che tende a stratificarsi cronologicamente e stilisticamente. A cominciare dalle  monumentali Metamorfosi realizzate negli anni Cinquanta disposte nel giardino, sino all’allestimento interno. Le scelte curatoriali inducono le opere a discostarsi dall’ambiente circostante facendole emergere in tutta la loro concretezza terrena ma al contempo aulica, instaurando un dialogo con l’opulenza degli ornamenti, a cominciare da Quae moveant animun res. Omaggio a Magritte e Monumento alla mela entrambe del 1963, a cui si aggiungono le opere coeve a tema prettamente naturale associato al ciclo vitale Tibi suavis dedala fellus submittit. La terra feconda di frutti e Il tempo muta la natura delle cose.

La fine di un amore

Altro concetto presente all’interno degli spazi di Palazzo Reale è la gabbia personificata da E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce del 1967 e W la libertà. L’esposizione procede così in punta di piedi con un percorso cadenzato che si conclude con la scultura Grande pianta. Dafne del 1991. L’imponente composizione fa emergere appieno il tratto citazionista di Cavaliere, nella Dafne egli riprende la storia del celeberrimo mito narrato nelle Metamorfosi di Ovidio, per rielaborarlo e coglierne il momento della trasformazione come ricongiungimento della figura umana con la natura. Un’unione, più che un distacco, nella quale l’individuo può trovare rifugio, conforto oltre ad un legame indissolubile.

Alik Cavaliere è stato un vorace e poliedrico fautore di una molteplicità di scelte tematiche, alla natura accosta altre tipologie di rappresentazione narrativa, che per la mostra sono state esposte presso il Museo del Novecento. All’interno del percorso espositivo dell’istituzione che più di tutte è votata al contemporaneo, sono state collocate le opere provenienti dal ciclo Le avventure di Gustavo B. Il personaggio costituisce una miniaturizzazione dell’artista  ed è un interprete di storie surreali plasmate plasticamente in piccole scenette teatrali.

Albero per Adriana

Proseguendo con gli spazi della mostra diffusa è possibile contemplare nel giardino del cortine d’onore a Palazzo Litta l’opera E sarà sempre di tutti quelli che credono con la loro arte di defraudare la natura realizzata nel 1967. La scultura bronzea Raccontorealizzata nel 1966, e W la libertà del 1976/77 sono invece visitabili alle Galleria d’Italia. Una vera e propria chicca è costituita da una selezione di stampe e di incisioni, tra cui Attraversare il tempo, esposte all’interno degli spazi dell’Università Bocconi, ed infine presso Il Centro Artistico Ailk Cavaliere si raccoglie una nutrita serie di lavori di varie dimensioni.

Alik Cavaliere è stato un perenne viandante dell’arte sorvolando stili, correnti, arti e storia reinterpretando e facendo confluire il proprio pensiero all’interno delle sue opere. Ha attinto dalla storia dell’arte, spaziando dallo stile Liberty alla Pop Art, cui aggiunge richiami alla letteratura e alla filosofia che comprendono un arco temporale infinito, da Lucrezio sino a Leopardi. Da queste mescolanze egli ha saputo dar vita ad un universo plastico unico poggiato sul mito, sul passato, sul materiale ma sopratutto sulla contrapposizione ciclica che coinvolge la vita, la natura, la morte e l’arte. Esse unite dalla matericità scultorea, che è al contempo strumento e fine, vengono simultaneamente contestualizzate ed elevate ad interpreti silenziosi del nulla e perciò di tutto.

Alik Cavaliere. L’Universo Verde
A cura di Elena Pontiggia
Varie sedi
, Milano
Dal 17 giugno al 9 settembre

Carolina Cammi per MIfacciodiCultura

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