Francesco Clemente e “Napoli è”: a Casa Madre il suo personale racconto

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Francesco Clemente torna a Napoli con una nuova personaleNapoli è, fino al 14 settembre 2018 a Casa Madre. Le iconiche immagini della sua città natale vengono trasfigurate, sdoppiate e fatte convivere con immagini nuove, esotiche e quasi oniriche in una serie di venticinque acquarelli. Una nuova forma di cartolina, che echeggia le famose vedute, plasmandole in qualcosa di completamente nuovo. La transavanguardia di Francesco Clemente si impossessa di quanto più tradizionale e stereotipato ci sia della bella città e restituisce una Napoli animata da creature che ne ridefiniscono l’ambiente e l’essenza stessa.

Francesco Clemente

Le sublimi immagini del suo paesaggio vengono sapientemente riprodotte da un copista indiano e rendono tutta la bellezza senza tempo delle gouaches ottocentesche. Ma quella di Napoli è una bellezza in trappola, schiava di immagini preconfezionate, quasi imprigionata in una moltitudine di copie che la vogliono sempre uguale a sé stessa, immutata, statica. Ecco allora, che quelle immagini si moltiplicano, si sdoppiano nell’opera e vengono abitate da elementi nuovi, frutto di metafore spesso oscure, stranianti e determinate a raccontare una storia diversa. La Napoli è di Francesco Clemente diventa una citazione nella citazione, una corsa tra mondi paralleli dove tutto l’essere dell’artista e della sua città si incontrano e si mescolano in un fortunato gioco di suggestioni e ricordi

La memoria dell’avo Salvatore Fregola, esponente di una delle famiglie più illustri di pittori napoletani nell’Ottocento, quell’atmosfera immutata con i colori sublimi del suo paesaggio e i suoi monumenti più celebri,  sono l’elemento di partenza per trarre un nuovo concetto di rappresentazione, dove la realtà si sdoppia come in uno specchio. I viaggi, la passione per l’orientalismo e il vissuto dell’artista si mescolano alle celebri vedute e creano immagini inedite, mai banali.

Il ritorno di Francesco Clemente a Napoli e a Casa Madre, luogo delle sue prime esposizioni, è il ritorno importante di un’artista che ha portato la sua concezione dell’arte in giro per il mondo, senza mai sradicarsi dal suo luogo di origine. La sua è un’arte di sperimentazione, che ha abbracciato tutte le tecniche dall’affresco all’incisione, dalla scultura ai murales. Nelle sue opere, si ricorrono quasi distratti motivi decorativi di ogni tipo, che prendono spunto dall’arte orientale come dall’antichità classica, senza mai dimenticare il legame profondo con la cultura popolare. Ha collaborato con Andy Warhol e Jean-Michel Basquiat, esposto a Londra e New York e sperimentato nuove tecniche. Il successo americano, non l’ha mai allontanato dalla sua Napoli,  come in una sorta di eterno ritorno nella sua carriera. Nel 2003 il Museo Nazionale di Napoli, in collaborazione con la Fondazione Donna Regina, gli ha dedicato un’antologia e nel 2004 Clemente ha realizzato per il Madre Ab ovo,  un’ opera site specific che fa rivivere i tradizionali pavimenti maiolicati con inserimenti zoomorfi. Nel 2014 ritorna negli spazi di Piazza dei Martiri di Casa Madre con un’altra esposizione, curata da Eduardo Cicelyn, in un trionfo di bandiere. L’arte camaleontica dell’artista, la sua incessante ricerca d’espressione e l’estrema fiducia nel gesto creativo hanno attraversato la sua variegata produzione, sempre in lotta con una rappresentazione lontana dall’essere.

Napoli è diventa una delle tante espressioni del suo fare creativo, dove rappresentazione e interiorità smettono di essere due mondi a sé stanti e si incontrano. Gli acquerelli esposti raccontano una visione personale di Napoli, filtrata da ricordi ed esperienze intime, riconsegnate sapientemente al suo pubblico. Le bellezze della città, negli iconici tratti ottocenteschi  si animano di nuova vita, senza mai perdere quella sublime e quasi eterea tipicità. Ci sono il Vesuvio, il mare e i celebri palazzi, tutto quanto è impresso ed associato a Napoli ritorna, senza deludere il suo spettatore, ma ci sono anche palme, corpi e animali.

La rappresentazione dei luoghi incontra la rappresentazione interiore, in un gioco di sovrapposizioni e corrispondenze. Francesco Clemente, in questa personale omaggia la città partenopea e Casa Madre, facendo rivivere non solo un’arte tanto cara agli estimatori del genere, ma rinnovandola con nuove suggestioni.

Francesco Clemente, Napoli è
Casa Madre, Napoli
Dal 24 maggio al 14 settembre 2018

Martina Conte per MIfacciodiCultura

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