“Manifesta 12”: a Palermo un giardino d’arte contemporanea invade la città

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A Palermo, Capitale della cultura italiana 2018, è ora in corso la biennale itinerante d’arte contemporanea Manifesta 12, giunta alla sua dodicesima edizione. La rassegna, che si protrarrà fino a novembre, porterà in scena spettacoli teatrali e workshop, concerti, mostre e installazioni e, come una fresca ondata d’arte, invaderà pacificamente i luoghi più belli del capoluogo siciliano.

Davvero affascinante è il concetto-chiave sulla base del quale è stato ideato e realizzato l’evento: circa vent’anni fa il biologo francese Clèment sviluppava la teoria per cui il mondo potesse essere definito come un immenso “giardino planetario”. Nella sua concezione Clèment pensava alle moltitudini di specie animali, piante e tipi umani che costantemente entravano in contatto, mescolandosi e realizzando una sorta di impollinazione incrociata, destinata a moltiplicarsi negli anni e a costruire un ecosistema sempre più variegato, così come nella città di Palermo si fondono e si integrano, a volte anche silenziosamente, tante diverse culture. Emblematica a tal proposito è l’opera di Francesco Lojacono che, nel 1875, dipinge Veduta di Palermo. Osservando i protagonisti rappresentati sulla tela, si intuisce come già da allora la città rappresentasse un modello di convivenza interculturale, in una storia che aveva visto il susseguirsi delle dominazioni dei greci, degli arabi e dei normanni.

Da una nota dei curatori che raccontano il quadro del più grande paesaggista siciliano si legge:

Gli alberi d’ulivo provengono dall’Asia, così come il pioppo tremulo arriva dal Medio Oriente, l’eucalipto dall’Australia, il fico d’India dal Messico, il nespolo dal Giappone. Anche gli alberi di agrumi, considerati ancora oggi un simbolo caratterizzante la Sicilia, sono un frutto introdotto dalla dominazione araba.

Al centro di tutto vi è proprio il concetto di giardino planetario, che innesca una serie di rimandi alla presenza reale nella città degli storici orti.

Il giardino botanico di Palermo, fondato nel 1779, nacque come laboratorio in cui coltivare, studiare, sperimentare, mescolare le diverse specie – continua la nota dei curatori – l’Orto Botanico di Palermo diventa metafora e principale ispirazione di questa edizione di Manifesta 12, che sceglie di sviluppare l’idea di “giardino”, esplorandone la capacità di aggregare le differenze e generare vita da tutti i movimenti e flussi migratori.

Manifesta 12

Questo vasto giardino cittadino della cultura, che si estenderà nelle altre zone di Palermo, sarà incentrato su tre grandi sezioni tematiche:

  • Garden of Flows, che affronterà le tematiche relative alla vita delle piante e alla cultura del giardinaggio, realizzando un viaggio, non solo fisico, all’interno dell’Orto Botanico.
  • Out of Control Room, sarà l’occasione per approfondire una tematica quanto mai attuale: i flussi globali, un mondo in continuo mutamento socio-demografico e il rapporto tra potere e migrazione.
  • City on Stage, infine, sarà un laboratorio atto a riintensificare le potenzialità di sviluppo legate al territorio, attraverso la realizzazione di progetti culturali che prevedano sinergie tra forze locali e partner internazionali.

Inoltre, spetterà al Teatro Garibaldi il compito di ricorpire un ruolo centrale durante la rassegna. Esso, infatti, diventerà la location per la proiezione di documentari e film ma sarà anche la sede di dibattiti, ospitando i numerosi workshop ed eventi pubblici in programma. Manifesta 12 sarà quindi un evento straordinario, una manifestazione capace non solo di costruire un percorso sul piano della narrazione artistica, ma anche di svilupparsi su quello del tempo e dello spazio, conquistando anche la dimensione fisica degli ambienti cittadini. In questa prospettiva, Manifesta 12 si articolerà come un grande sistema diffuso di mostre, ciascuna delle quali sarà ospitata da location e palazzi storici imperdibili: su tutti l’orto botanico del ‘700, realizzato in pieno secolo dei lumi e ora sede dell’Università, poi ancora Palazzo Butera meraviglia barocca che affaccia sul Foro Italico, con la suggestiva vista del golfo di Palermo.

Davvero numerosi, inoltre, gli artisti coinvolti che hanno deciso di portare il loro contributo a questa rassegna. Dal cinese Zheng Bo allo statunitense Micheal Wang, dalla libanese Rayyane Tabet alla svedese Malin Franzén, fino ad arrivare al palestinese Khalil Rabah e alla brasiliana Maria Teresa Alves, solo per citarne alcuni.

Così, anche la variegata diversità culturale e le più disparate provenienze degli artisti, mossi da ogni parte del mondo per partecipare a questo evento, fanno di Manifesta 12 non solo un laboratorio di diffusione e contaminazione multiculturale ma, soprattutto, uno strumento di condivisione della diversità, che consente di rivalorizzare quest’ultima in un’ottica di arricchimento umano, attraverso un percorso di suggestioni artistiche, intimo e al contempo permeante e diffusivo.

In una città posta al centro del Mediterraneo, crocevia tra tre differenti continenti, Manifesta 12 si appresta ad assumere un ruolo estremamente suggestivo e interessante, soprattutto in chiave simbolica. Essa, infatti, nell’ottica dei curatori si pone di fronte ad un ambizioso obiettivo: tracciare nuovi e possibili scenari per il futuro incombente, percorrendo un sentiero di mutua conoscenza e integrazione, nel secolo che ha visto la crisi dell’Occidente globalizzato e il crollo dei pilastri valoriali sui quali è sorta la democrazia; quelle stesse fondamenta che, per lungo tempo, hanno sorretto il concetto moderno di civiltà.

Manifesta 12
Varie sedi, Palermo – Capitale della Cultura 2018
Dal 16 giugno al 4 novembre 2018

Stefano Mauro per MIfacciodiCultura

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