Loro di Roma – Bacco e Mida: non è tutto oro quello che luccica

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Quali sono i valori morali che fanno grande un uomo? Ecco che il mito di Bacco e Mida viene in aiuto agli antichi Greci per spiegare loro quali sono le giuste virtù.

Fa’ che tutto quello che tocco col mio corpo si converta in oro fulvo.

Il mito

Si racconta che un giorno in Frigia un gruppo di pastori abbia ritrovato Sileno, precettore di Bacco, che vagava in solitudine e senza meta perché ubriaco. I pastori lo condussero così dal proprio re, Mida, che particolarmente contento, decise di dare il via a una serie di festeggiamenti in onore del dio. Finita la festa, accompagnò Sileno da Bacco, il quale offrì al re, come ricompensa, la possibilità di esprimere un desiderio. Fu così che Mida chiese e ricevette in dono il potere di trasformare in oro tutto ciò che toccava ma se ne pentì ben presto: il dono si rivelò essere piuttosto una punizione! Tutto infatti iniziò a trasformarsi in oro, perfino il cibo e le bevande! Mida quindi si era condannato da solo alla fame ed a una morte certa. Rendendosi conto del pericolo e dell’errore commesso, supplicò il dio di liberarlo da quell’infausto dono e Bacco, mosso a compassione, gli ordinò di andare a bagnarsi alle sorgenti del fiume Pattolo, che scorreva vicino alla città di Sardi: le acque avrebbero lavato via il suo dono. Da allora, leggenda vuole, che le acque del fiume si siano arricchite di sabbie aurifere.

Bacco e Mida nell’arte

Poussin, Mida alle sorgenti del Pattolo

Tra le opere d’arte più significative che rappresentano il mito, vi sono importanti esempi già nel mondo antico. Straordinarie sono infatti sia la coppa a figure nere del VI secolo a.C. conservata al Museo del Louvre in cui è rappresentato il momento iniziale del racconto, quando Sileno viene condotto al cospetto del re, sia la corniola intagliata di collezione privata con l’epilogo del mito, quando Mida si immerge nelle acque del fiume per liberarsi dal dono-punizione. All’inizio del Cinquecento è invece Baldassarre Peruzzi a rappresentare il mito di Bacco e Mida nella Sala del Fregio di Villa Farnesina a Roma, anche lui scegliendo il momento in cui il dio indica a Mida il fiume in cui “purificarsi”. Nicolas Poussin invece dedicherà più opere a questo racconto e le due esecuzioni forse più riuscite sono Mida dinanzi a Bacco e Mida alle sorgenti del Pattolo.

Il significato del mito

Peruzzi

Il mito del re Mida è uno dei racconti con il più alto livello di moralità del passato, perché rappresenta l’incapacità di cogliere i valori reali della vita. Il re infatti, potendo esprimere un qualunque desiderio, aspira ad un bene materiale, l’oro, non rendendosi conto, accecato dall’avidità, del pericolo che si cela in realtà dietro questa richiesta. È infatti solo per la bontà divina di Bacco che il re può salvarsi e tornare sulla retta via. I piaceri terreni della vita sono infatti destinati presto a finire: colui che gode delle ricchezze e dei piaceri terreni, non può preservarli in eterno…

L’Asino d’Oro – Associazione Culturale per MIfacciodiCultura

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