J.J. Abrams: custode della fantascienza dalle serie TV al cinema

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Il suo nome è capace di unire tutti gli appassionati di ogni sfera dell’intrattenimento. Che si tratti di cinema, musica, serie TV o letteratura non fa differenza, il suo marchio è diventato un segno indelebile e inconfondibile nel grande e nel piccolo schermo: stiamo parlando di J.J. Abrams (Jeffrey Jacob Abrams, New York, 27 giugno 1966): scrittore, produttore, regista e sceneggiatore, una tra le menti più prolifiche del mondo dell’intrattenimento. Nato a New York e cresciuto a Los Angeles da famiglia ebrea, nel 2005 la rivista People lo ha inserito nella lista delle 100 persone più influenti di Hollywood.

J.J. Abrams

Perché Abrams è così importante per il mondo del cinema e della TV? Per rispondere a questa domanda non basta riassumere in poche righe tutta l’intensa attività a cui si è dedicato fin dall’età di sedici anni. Una produzione immensa, che mette in luce non solo tutto l’eclettismo e la sua creatività sconfinata, ma in particolare la sua capacità a dar vita a personaggi e scenari che sono entrati prepotentemente nell’immaginario comune, soprattutto se parliamo di ambito televisivo. Capacità, questa, non solo propria di un abile scrittore, ma anche di un furbo e intelligente produttore che sa bene come muoversi nel complicato mondo seriale e cinematografico (universi che oggi, come tutti sappiamo, si intrecciano alla perfezione).

J.J. Abrams vede la sua consacrazione sull’altare della Settima Arte con la sceneggiatura di Armageddon – Giudizio Finale: film del 1988 diretto da Michael Bay e scritto a quattro mani con Jonathan Hensleig, si tratta di un vero e proprio colossal fantascientifico in cui il dramma si mescola all’avventura in una lotta all’ultima sangue per la salvezza del pianeta Terra. Da allora, J.J. Abrams si è imposto nel panorama della fantascienza: si è cimentato nella monumentale impresa di Star Trek, ha collaborato con Steven Spielberg per Super 8, ha lanciato nel 2008 Cloverfield, ha festeggiato i suoi 25 anni di carriera diventando capofila della nuova trilogia di Star Wars. Un ritorno, quello delle Guerre Stellari, che ha diviso molto la critica e il pubblico: non è certo la prima volta che Abrams prende le redini di progetti storici e marchi già consolidati nel panorama cinematografico (come Star Trek, ma anche la sceneggiatura di Mission Impossible III), eppure mai come in Episodio 7 – Il risveglio della forza è emerso tutto il lato di fan devoto della saga. Il risultato? Un prodotto che omaggia e cita continuamente gli inizi della trilogia originale,senza mai fare davvero il passo più lungo della gamba, senza correre rischi che ha lasciato completamente nelle mani del suo successore, Rian Johnson. J.J. Abrams dirigerà anche il capitolo finale della trilogia sequel, la cui uscita è prevista per il 2019.

Lost

Ma è soprattutto in televisione che il suo nome si impone: entra nel mondo seriale nel 1998 con Felicity, terminata quattro anni dopo. Il successo di Felicity gli permette di fondare la propria casa di produzione, la Bad Robot, e dare avvio al consolidato rapporto con l’emittente ABC, la quale ha trasmesso le sue Alias, serie tv che mescolava spionaggio e fantascienza, proprio come Fringe, che cavalcò la cresta dell’onda per cinque stagioni in onda dal 2008 al 2013, ma anche Six Degrees e A proposito di Brian.

Ma è con Lost che arriva il successo planetario: la serie tv cult che ha intrattenuto milioni e milioni di spettatori per ben sei stagioni, un mondo che ha contribuito notevolmente alla rivoluzione seriale degli ultimi dieci anni. Considerata una delle serie tv più importanti di sempre, è nota per la sua trama complessa, gli intrecci che ribaltano le solite convenzioni spazio temporali e tante innovazioni sotto ogni punto di vista. Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sentito parlare dei naufraghi dimenticati su quell’isola sperduta. Particolarmente felice anche la sua collaborazione con Jonathan Nolan, fratello minore del più noto Christopher, con cui ha lavorato nelle vesti di produttore per Person of Interest e Westworld, la fortunata serie tv targata HBO appena giunta alla fine della seconda stagione.

E come se non bastasse, Abrams ha abbracciato anche il mondo della letteratura, esordendo con un romanzo insolito nella sua trama e nella sua struttura: La Nave Di Teseo. Un intreccio che il lettore ricostruisce attraverso indizi, messaggi scritti a mano, cartoline e rebus lasciati dai due protagonisti della storia, un uomo e una donna che comunicano attraverso il libro lasciato nella biblioteca, quello stesso libro che i lettori stringono nello stesso istante tra le loro mani. Poteva una personalità nerd e stramba come quella di J.J. Abrams scrivere un normale romanzo? Ovviamente no.

Un personaggio fondamentale, dunque, per gli appassionati di cinema e non solo, un nome che ci ha regalato perle intramontabili, come il famoso discorso del presidente degli Stati Uniti in Armageddon o, meglio ancora, la scena finale di Lost, che vi riproponiamo qui.

Carmen Palma per MIfacciodiCultura

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