Urban Pop Art: TvBoy porta in strada la politica del Bel Paese

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Ricordate il poster art che ritraeva il bacio tra il pontefice e il presidente americano, dove il Papa, abito bianco e aureola, bacia Trump, rappresentato con corna e mantello rosso? Il messaggio riportato sulla cintura del Pontefice era chiaro: «Il Buono perdona il cattivo». Ci furono polemiche e discussioni, ma era veramente voglia di far polemica oppure desiderio di celebrità? In verità era solo un augurio di riconciliazione tra due icone del contemporaneo: «Un bacio per superare i recenti scontri. Il bacio come un’unione tra bene e male, tra due immagini diametralmente opposte che si fondono suscitando ironia, stupore, curiosità o irritazione in chi le osserva» afferma l’autore del poster TvBoy, al secolo Salvatore Benintende, palermitano trapiantato a Barcellona, uno dei più importanti esponenti della street art in Italia. I suoi poster colorati di grandi dimensioni hanno fatto il giro del mondo. Salvatore li realizza in studio artigianalmente per poi affiggerli ai muri delle città. Acrilici, pennelli e colla di farina sono le sue armi di battaglia con una buona dose di ironia e sarcasmo: con questi strumenti racconta la politica in Italia meglio del TG, senza ipocrisia, lontano da mezzi termini e sempre con toni scherzosi elabora le sue installazioni.

TvBoy, Lista di cose da fare per salvare il paese

Un altro bacio celebre di TvBoy è quello tra Salvini e Di Maio, apparso recentemente sui muri di Roma e prontamente rimosso. TvBoy è inarrestabile e porta in scena pungenti immagini per profonde riflessioni: i primi passi del premier Giuseppe Conte, i rapporti tra Usa, Russia e Italia all’indomani del G7. Uno dei suoi ultimi lavori trova spazio in piazza della Torretta, di fronte alla sede dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio. L’immagine mostra Conte che tiene tra le mani la sua “Lista di cose da fare per salvare il paese”: tutta una serie di concetti, che, seguiti da un punto interrogativo, appaiono più come quesiti che certezze da mettere in atto. L’artista riflette ironicamente sulla fatica da impiegare per cambiare un paese come il nostro, l’Italia, con tutte le sue peculiarità e contraddizioni. Per quanto lo slancio e la volontà possano essere lodevoli, il compito è arduo e nessuno conosce il principio di questa impresa. Qualche metro più avanti, ecco spuntare in via del Fico, lì, all’angolo con via di Monte Giordano, il Tridente: Trump, Putin e Conte posano indossando le maglie delle rispettive nazionali di calcio. L’opera, ispirata ai Mondiali di calcio ora in corso, di cui purtroppo quest’anno la nostra cara Italia non ne fa parte, è una riflessione sull’alleanza di governo e sul fronte comune Usa-Italia per riportare la Russia nel G8.
L’ultimo lavoro di TvBoy vede invece protagonista la sindaca Virginia Raggi in una veste insolita, spassosa: un agente del decoro urbano con in mano un rullo e un poster su cui si legge “Viva le buche, abbasso i murales”. In altri paesi d’Europa e del mondo, questi eventi d’arte sono visti come attrazione per i turisti e quindi valorizzati, in Italia vengono cancellati, perché mettere in luce delle realtà scomode rimane sempre una sorta di “reato”. – Virginia, non prendertela, ma dopo la brutta figura fatta al Giro d’Italia ci sta anche questa!

TvBoy, Viva le buche abbasso i murales

L’artista si firma come un “collettivo” accompagnato dalla nota: «Il collettivo TvBoy non rilascia al momento ulteriori dichiarazioni riguardo l’opera», ma la mano… la riconosciamo, è comunque quella di Salvatore Benintende.

TvBoy sceglie la strada come luogo dove presentare le sue riflessioni d’artista perché a differenza di una galleria si presenta come uno spazio “democratico” accessibile a tutti. L’opera esposta in strada ha la capacità di stupire e sorprendere all’improvviso lo spettatore, che può toccarla con mano può viverla a pieno. La strada è un luogo libero dove la creatività si esprime in assoluta libertà ma, una volta messa in strada, si rischia di perderne il controllo. Il lavoro viene cancellato, deturpato, ma non importa perché l’idea, il messaggio rimangono, come la documentazione fotografica e i video.

Grazia Nuzzi per MIfacciodiCultura

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