“BI-FACE”, le opere “Bifacciali” di Franco Mazzucchelli in mostra a Milano

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È giunto al secondo capitolo il ciclo di mostre On Rreflection, curato da Sabino Maria Frassà e ospitato presso lo spazio Gaggenau DesignElementi HUB di Corso Magenta 2, a Milano. Il 20 giugno scorso è stata infatti inaugurata BI-FACE, la personale di Franco Mazzucchelli in programma fino al 3 agosto, che presenta per la prima volta al pubblico la serie dei cosiddetti Bifacciali, otto opere inedite realizzate nel corso degli ultimi due anni che completano il celebre ciclo della Bieca Decorazione (conosciuta anche solamente come BD).

La rassegna ON REFLECTION nasce da una collaborazione tra il progetto no-profit per l’arte contemporanea Cramum e il prestigioso marchio di design Gaggenau, e vedrà susseguirsi fino al dicembre prossimo altri due artisti: Ivan Barlafante e Maria Wasilewska. Il filo conduttore di tutte le quattro mostre è il tema, declinato secondo le diverse sensibilità degli artisti, del confronto e del rapporto che si instaura tra riflesso e materia, reinterpretando i confini e i ruoli dell’arte ai nostri giorni.

Franco Mazzucchelli in occasione di BI-FACE, si interroga, non senza una vena di acuta ironia, sul significato e il valore odierno dell’arte contemporanea ponendo l’accento su una questione fondamentale: «Che senso ha creare quadri oggi?». Con i suoi Bifacciali l’artista milanese cerca, a questo proposito, di offrire uno spunto di riflessione mettendo in discussione i concetti classici di quadro e scultura. Le sue opere sono infatti dei quadri impossibili da appendere, che non possiedono né fronte né retro, e che allo stesso tempo hanno le fattezze della scultura. Questo gioco di dimensioni e ruoli indefiniti crea un effetto di curioso straniamento, che induce lo spettatore ad abbandonare le proprie certezze e i propri punti di riferimento riguardo alle forme canoniche delle opere d’arte. Anche i materiali con cui le opere sono state realizzate, grazie alla collaborazione con la Tornitura Morella, contribuiscono ad accrescere questo senso di disorientamento.

I Quadri Bifacciali sono infatti composti di legno ricoperto da una lamina di materiale riflettente, rivestita a sua volta da uno strato di Pvc trasparente, materia da sempre presente nell’opera di Mazzucchelli. La trasparenza della materia plastica concorre così, insieme alle distorsioni create dal metallo specchiante, alla distruzione dei confini tra opera e spazio, proiettando dettagli dell’ambiente circostante all’interno dell’opera stessa e portando l’occhio dell’osservatore a perdersi tra i vari piani delle composizioni. Unico particolare posto al fine di evitare la dispersione dello sguardo è, in ogni opera, un dettaglio di colore rosso vivo che svolge la funzione di catalizzare l’attenzione.

Le opere confluite all’interno di BI-FACE, a lungo studiate e meditate, sono il frutto di una costante ricerca che ha inizio negli anni ’70, quando Franco Mazzucchelli elabora la proposta per un’abitazione del futuro, la stanza gonfiabile che diversi anni dopo si svilupperà nei cosiddetti quadri gonfiabili, dando vita alle prime. Attraverso questo questo suo ultimo ciclo di lavori, l’artista milanese vuole indurre l’osservatore a una riflessione dai toni graffianti sui limiti dell’arte al giorno d’oggi, dove l’aspetto estetico tende sempre più spesso a prevalere sul messaggio che l’opera d’arte vuole trasmettere.

BI-FACE
A cura di Sabino Maria Frassà
Gaggenau DesignElementi HUB, Milano
Dal 20 giugno al 3 agosto 2018

Beatrice Obertini per MIfacciodiCultura

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