24 giugno 1901, in una galleria parigina inizia la carriera di Pablo Picasso

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È il 24 giugno 1901 quando a Parigi, presso la galleria in Rue Lafitte, vengono esposte per la prima volte le opere dell’artista Pablo Picasso. Il mercante d’arte Ambroise Vollard, lo stesso che tre anni dopo lanciò Matisse, aveva infatti dato fiducia all’appena ventenne pittore spagnolo, che era approdato nella capitale francese un anno prima. Ambroise era un lungimirante commerciante d’arte e, grazie alla sua galleria, molti dei movimenti avanguardisti del Novecento sono stati resi noti. Fu infatti lui che negli anni, oltre a Picasso, lanciò artisti come Gauguin, Van Gogh e Chagall, vendendo le loro opere a importanti collezionisti europei e americani. Durante quell’occasione, nel 1901, sono state acquistate diverse opere di Picasso ad un prezzo stracciato; le stesse che erano poi destinate, nel giro di pochi decenni, a diventare le più ambite e quotate del mondo dell’arte.

Nel 1900, a soli 19 anni, Pablo Ruiz y Picasso era arrivato nella ville lumiere con lo scopo di visitare l’Esposizione Universale, dove era esposta una sua opera nel padiglione dedicato alla Spagna. Una mattina d’autunno di fine settembre, alla stazione d’Orsay con pochi soldi e una scatola di colori, inizia il viaggio che lo portò alla fama mondiale.

Pablo Picasso rimane fin dal primo momento affascinato dal clima parigino, dall’atmosfera che era possibile respirare tra le strade della capitale, impregnata di fervore culturale. Lui stesso affermerà che Parigi, al contrario di Barcellona, non era frequentata da «pittori locali» che dipingevano «quadri idioti».

Durante la sua permanenza, Picasso aveva avuto la possibilità di trovare una grande varietà di simboli e di stimoli artistici visitando in primo luogo le retrospettive di grandi artisti come Delacroix e Courbet e avendo la possibilità di accedere a gallerie con collezioni di quadri ricchi e famosi come quella del Museo del Louvre. La sua arte è stata così fortemente influenzata dallo stile parigino, vissuto tra le botteghe e le gallerie di città. Sono molto evidenti le correnti  simboliste e post impressioniste nei suoi primi quadri, chiaro lascito di questo periodo trascorso in Francia.

Dal 1901, anno della prima mostra, al 1904, Pablo Picasso ha attraversato il cosiddetto Periodo Blu. Le opere attinenti a questi anni sono attraversate da una malinconia profonda, soprattutto causata dalla morte dell’amico Casagemas, suicida per le pene d’amore causategli da una giovane ragazza conosciuta proprio a Parigi durante il soggiorno insieme all’amico Picasso. L’inquietudine dell’artista si riversa quindi in un monocromatico blu, espressione del suo disagio interiore.

Quella del 1901 è solo la prima occasione che viene concessa all’artista andaluso. Nel corso del secolo, infatti, sono state molteplici  e acclamate le mostre a lui dedicate che hanno contribuito a rendere visibile il suo talento senza fine. Pablo Picasso, infatti, partendo da quella prima esperienza nella galleria parigina, è diventato uno degli artisti più ambiti e riconosciuti del Novecento. Egli, mancato nel 1973, ha lasciato sue tracce lungo l’intero secolo adattandosi anche ai cambiamenti e agli sconvolgimenti che hanno contraddistinto periodi difficili.

Attraversando movimenti e correnti culturali, è ricordato per aver fondato, insieme a Braque, il Cubismo, che ha portato un grande stravolgimento nel mondo dell’arte.

Ancora oggi sono molte le mostre ed esposizioni che ricordano Pablo Picasso e che permettono agli amanti dell’arte di apprezzare i capolavori di un genio. In autunno sarà possibile visitare a Palazzo Reale di Milano l’esposizione Picasso il Mito, uno dei tanti esempi che dimostrano quanto questo artista sia ancora attuale e amato nonostante il secolo passato.

Annalaura Manfredini per MIfacciodiCultura

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