Filippo Timi in “Favola” di Sebastiano Mauri, un film sulle ossessioni

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Il 25, 26, 27 giugno sarà in sala il film di Sebastiano Mauri Favola con protagonista Filippo Timi. Il cast conta su Lucia Mascino, Luca Santagostino, Sergio Albelli e su un cammeo ritagliato per Piera Degli Esposti. Prodotto dalla Palomar, in collaborazione con Rai Cinema e distribuito dalla Nexo Digital, dopo aver partecipato all’ultima edizione del Torino Film Festival è stato scelto per inaugurare il 21 giugno il Festival Mix Milano.

“Favola” con Timi e il cane

Il film, versione cinematografica del lavoro teatrale scritto dallo stesso Timi, ci conduce nell’America degli anni ’50, scintillante e borghese, ossessionata dal bisogno di normalità. Mrs Farytale (Filippo Timi) e Mrs Emerald (Lucia Mascino) misurano quotidianamente il livello di benessere raggiunto, ma segreti e bugie sgretolano la facciata perfetta svelando un’infelicità reale. Distinguere cosa è finto e cosa non lo è diventa fondamentale e per cominciare diciamo che Mrs Fairytale nasconde più di un segreto intimo sotto quei vestiti vaporosi che pesano quanto i capelli ondulati alla perfezione. L’appartamento in cui vive è zeppo d’insidie, tra esse un barboncino impagliato (particolare davvero horror) che simboleggia la vera essenza della padrona. Strizzata nei vestiti a corolla dai colori confetto e in una identità sessuale limitante, Mrs Fairytale è stufa di sembrare normale in formato salotto. Il sentimento nei confronti dell’amica Emerald, maritata con un uomo che la tradisce con i giovanotti, cresce e cambia direzione: non si tratta più di sopravvivere scambiandosi confidenze, bensì di uscire insieme dagli appartamenti-gabbia in cui entrambe svolazzano sbattendo qua è la. A fermare la fuga c’è però l’istituzione del matrimonio, personificata da un’eccezionale Piera Degli Esposti nella parte di Mother (senza nome, basta il ruolo). Con un impalcatura di bigodini monumentale è a guardia distratta del carcere dei sensi e dell’anima.

Il tono impresso al film dal regista Sebastiano Mauri è da black comedy, grazie alla fotografia azzeccata e alla scenografia da bazar che gli attori rendono credibile. È normale così discutere d’invasioni aliene o progettare un delitto nel soggiorno hollywoodiano in cui, come nei film di Hitchcock, c’è una pistola nascosta nel posto in cui generalmente c’è la cassaforte.

Piera degli Esposti

Lasciando la giusta dose di curiosità sugli sviluppi della storia di Mrs Fairytale e di Mrs Emerald, si possono aggiungere dettagli su scelte che riguardano il film. Si è concentrata la proiezione in tre giorni per dare il senso di un lavoro che, come a teatro, ha delle date “vive” che bisogna appuntarsi e ricordare. Il titolo Favola poi allude alla possibilità di passare dal sogno alla realtà sciogliendo le contraddizioni della vita, con un atto di coraggio o di follia.  Per questi motivi ci si è interrogati sulle somiglianze del film con altri del passato: da quelli con Doris Day per i vestiti e le acconciature a quelli con Rock Hudson per i toni melodrammatici, ma pure per l’ambiguità sessuale. Filppo Timi. il protagonista, nelle interviste ha confessato la fatica fatta per calarsi nei panni di una donna, non soltanto per l’impegno di un trucco lungo e faticoso, ma anche per lo stress psicologico che lo ha portato a perdere 20 kg, non ancora recuperati. Il motivo principale era una sensazione che le donne conoscono bene e che l’attore ha sintetizzato così: «Come donna mi sentivo sempre sotto giudizio».

Favola è dunque un film sull’identità, di genere e individuale, squadernato in forma di divertissement collettivo. Segno che certe tematiche possono finalmente essere affrontate con la cifra narrativa della battuta e del colpo di scena, senza scadere nel caricaturale o all’opposto nel genere parallelo di film adatto solo a trangender e gay. Era ora!

Maria Rosaria Porcaro per MIfacciodiCultura

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