“ESCHER. The Exhibition & Experience”: a Brooklyn la genialità di Escher

0 356

L’imperdibile mostra ESCHER. The Exhibition & Experience dedicata a Maurits Cornelis Escher è stata inaugurata a New York l’8 giugno 2018 e sarà aperta al pubblico fino al 3 febbraio 2019.

Escher

All’Industry city di Brooklyn, il genio poliedrico viene presentato al pubblico grazie ad Arthemisia, leader nell’organizzazione e realizzazione di esposizioni artistiche e culturali. La perfetta realizzazione della mostra nasce dalla collaborazione tra Arthemisia e i curatori, Mark Veldhuysen della Escher Foundation e Federico Giudiceandrea, profondo conoscitore e instancabile studioso dell’arte di Escher. Questa esposizione, la più grande che sia mai stata presentata negli Stati Uniti, con più di 200 opere, vuole esplorare il lavoro e la personalità di un instancabile artista che attraverso litografie, xilografie, incisioni su legno e disegni ha rappresentato la sua visione della realtà.

L’artista olandese, uomo di profondo spirito e brillante sapere, ha creato le sue opere conferendogli una forma d’alchimia sapiente, nella quale l’occhio deve farsi spazio procedendo in una visione che testimonia l’unione tra materia e spirito. Nonostante la massiccia presenza di scale perfettamente dritte e di specchi lucidi, la geometricità degli stessi non è perfettamente conciliabile in un ordine ma si organizza andando a comporre figure scientificamente logiche ma amalgamate in poliedriche combinazioni. La prospettiva cambia e individua linearità perfettamente tangibili all’occhio che però, se si avvicina un po’ di più, riconosce il disequilibrio armonico della composizione.

ESCHER. The Exhibition & Experience

La forma canonica di prospettiva ideata da Leon Battista Alberti viene accantonata, a fine ‘800 infatti inizia un certo fermento e insoddisfazione verso le forme canoniche di rappresentazione dello spazio che vengono stravolte da movimenti quali Espressionismo, Cubismo e Astrattismo. Anche Escher scardinerà dall’interno le leggi quattrocentesche realizzando situazioni limite nelle quali la percezione dello spazio è incerta, illusoria fino al punto di creare mondi onirici di trasformazione e metamorfosi. Le sue opere sono popolate da oggetti impossibili che vanno alle volte a suscitare sensazioni di angoscia, di un qualcosa di incontrollabile.

Sicuramente l’utilizzo di impianti curvilinei e di specchi convessi tipici dell’arte fiamminga vengono ripresi da Escher nelle sue opere, ricordiamo la litografia Mano con sfera riflettente realizzata nel 1935. Un esempio a cui avrebbe potuto far riferimento può essere l’opera del grande Van Eyck con il famosissimo Ritratto dei coniugi Arnolfini (1434) dove sullo sfondo vi è dipinto uno specchio. L’artista olandese attinge anche da un altro caposaldo dell’arte: Hyeronimus Bosch, non tanto per l’aspetto prospettico quanto per il senso di angoscia, stravaganza, un misto di fantasia e realtà di una ricchezza d’inventiva straordinaria.

Escher è perfettamente consapevole dell’ambiguità presente nelle sue opere nelle quali pervade una dimensione alle volte illusoria. Non dovrebbe colpirci che Escher si avvicinò anche al mondo del sapere alchemico inserendo significati nuovi nelle sue opere. Egli partì dallo studio dei solidi platonici e da quelli di Archimede, arrivando anche ad occuparsi dei cristalli, che secondo gli alchimisti rappresentavano la forma più pura di sapere, per applicarli in opere straordinarie come Cristallo del 1947 e Ordine e caos del 1950.

Un artista di fama internazionale visitato da più di un milione di persone nelle mostre tenutesi a Roma, Milano, Singapore, Madrid e Lisbona sconvolge ora il pubblico americano con un gioco di forme che cattura l’inconscio e lascia infinite possibilità di interpretazione.

ESCHER. The Exhibition & Experience
A cura di Mark Veldhuysen e Federico Giudiceandrea
Industry city, Brooklyn – New York
Dall’8 giugno 2018 al 3 febbraio 2019

 Laura Testa per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.