Le cosmogonie di Jannis Kounellis in mostra a Milano

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Cosmogonia di oggetti comuni è la nuova esposizione, inaugurata lo scorso 7 giugno alla galleria C+N Canepaneri di Milano, dedicata all’artista recentemente scomparso Jannis Kounellis (Pireo, Grecia, 1936 – Roma, 2017).

Le jour ni l’heure, 1985

La personale si propone di commemorare il grande artista, ad ormai un anno dalla sua dipartita, con una selezione di opere realizzate da Kounellis nei decenni a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila. I lavori rappresentano una summa dell’imponente lascito di una delle figure più significative per l’arte contemporanea. I diversi elementi che compongono la mostra sono parte di serie costituite da 25 esemplari ciascuno, al contempo ogni pezzo rappresenta un unicum nel suo genere, esemplificativo della ricerca personale di Kounellis. Egli infatti colloca oggetti di uso comune, dai pastelli a strumenti musicali, in box metallici isolandoli ed elevandoli ad icona atta a rappresentare sé stessi. La composizione però non è sterile, bensì l’artista sporca volutamente la perfezione dell’oggetto con il proprio segno che può essere pittorico o grafico, caratterizzando il quadro/scultura con una matericità e complessità tipica della vita reale. L’insieme crea effetti di straordinaria dinamicità e relazione, tra gli oggetti e i segni gestuali, e tra interno ed esterno dell’opera. Si vengono perciò a creare tanti micro mondi delimitati dai confini delle scatole che racchiudono i singoli strumenti dell’uomo caratterizzati da un’esplosione di unicità. Le piccole cosmogonie danno vita a uno spettacolo che, come accade per il reale, assume un concreto significato entro certi limiti, i quali però spesso vengono oltrepassati per interconnettersi con altri micro mondi individuali. In Untitled (yellow train box), ad esempio il trenino adopera come binario un coltello per lanciarsi idealmente oltre lo spazio del quadro, mentre in Untitled (sewing machine) la macchina da cucire unisce apparentemente, attraverso la sua azione manuale, lo spazio interno della scatola con l’esterno. Ciascuna scatola contiene perciò una narrazione che si mostra come metafora dell’uomo, in quanto essere unico ed insieme parte di un ben più grande e complesso sistema che collega l’individuo al mondo.

Untitled, 1979

I box metallici proposti qui dalla galleria C+N Canepaneri per la personale di Kounellis, evidenziano un aspetto rilevante nell’economia generale della poetica dell’artista. Essi rappresentano infatti un legame che Kounellis ha con l’Arte Povera, ma al contempo una chiave di lettura del suo intero lavoro. L’artista nasce in Grecia ma deve il suo debutto e la sua crescita lavorativa all’Italia, è infatti a Roma dove nel 1960 tiene la sua prima mostra personale alla galleria La Tartaruga. Egli da subito manifesta con forza il proprio punto di vista affine ad un’arte di tipo collettivo e comunitario, allontanandosi dell’auto-celebrazione individuale, influenzato dall’espressionismo astratto e dall’arte informale, l’artista approda con gli anni verso stilemi legati ad una concezione poverista del momento creativo. Il percorso lavorativo di Kounellis procede attraverso dinamiche assolutamente personali, il tratto distintivo dell’artista si riconosce infatti nella scelta dei soggetti, degli elementi o perfino per le composizioni che esplorano lo spazio in ampiezza. Il carattere che nel tempo lo ha reso una figura di spicco nel panorama culturale mondiale viene riproposto sino al 15 settembre nella galleria milanese.

Jannis Kounellis – Cosmogonia di oggetti comuni
Galleria C+N Canepaneri di Milano
Dal 7 giugno al 15 settembre 2018

Carolina Cammi per MIfacciodiCultura

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