Lia Levi: “Questa sera è già domani” vince il Premio Strega Giovani 2018

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Risale alla scorsa settimana la proclamazione della vincitrice del Premio Strega Giovani 2018: si tratta di Lia Levi, con il romanzo Questa sera è già domani pubblicato dalle Edizioni E/O.

Una giuria composta da ragazzi di età compresa tra i 16 e i 18 anni, rappresentanti di 55 tra licei e istituti tecnici diffusi su tutto il territorio italiano ed estero (tra loro hanno, infatti, hanno votato anche licei di Parigi, Bruxelles, Buenos Aires, Addis Abeba e Berlino) ha decretato con i suoi voti la vittoria della scrittrice pisana. Tra i votanti, anche i ragazzi del Carcere Minorile di Nisida e alcuni giovani che hanno usufruito della piattaforma Teen! Space, un’applicazione che permette ai ragazzi tra i 13 e i 18 anni di condividere l’interesse per l’arte, la cultura e la letteratura.

La scelta del pubblico giovane richiama all’attenzione il vivo interesse che la tematica del romanzo ancora suscita nelle nuove generazioni. Questa sera è già domani, infatti, è ambientato nella Genova del 1938, non un anno qualunque, ma il periodo esatto durante il quale vengono promulgate in Italia le infami Leggi Razziali, di cui oggi viene tristemente celebrato l’ottantesimo anniversario, proprio perché certe barbarie non vanno dimenticate. Il romanzo narra le vicende di una famiglia ebrea e le relative vicissitudini dei vari personaggi che la compongono. Estremamente forte la tematica dell’accoglienza, forse più attuale che mai; nonostante l’imperversare dell’odio razziale, c’è ancora la speranza di poter rimanere nella propria terra d’origine o è necessario fuggire? In tal caso, ci sarà un paese pronto ad accogliere i profughi ebrei che sono costretti a scappare da un regime di persecuzione e di terrore?

Forse, proprio davanti a tali tematiche, i giovani giurati ai quali è stato chiesto di votare, hanno avuto come la sensazione di poter comprendere a fondo una realtà fatta di fuga verso altri paesi e di ricerca disperata di accoglienza.

Questa sera è già domani

Lia Levi lo racconta perché lo ha vissuto per davvero. Classe 1931, nasce a Pisa da una famiglia piemontese di origine ebraica e lo sa bene cosa significhi dover affrontare il problema della guerra e della persecuzione razziale. Troverà la sua salvezza nel collegio romano delle Suore di San Giuseppe di Chambéry, dove si nascose con le sue sorelle nel 1943. Da quel momento il suo futuro sarà nella scrittura: sceneggiatrice e giornalista, pubblicherà un numero sostanziale di opere e di romanzi sia per adulti che per ragazzi. Nel 1967 fonda e dirige il mensile di cultura ed informazione ebraica dal titolo Shalom. Il suo primo romanzo lo pubblica nel 1994 e si intitola Una bambina e basta, un racconto autobiografico in cui l’autrice narra la sua vicenda all’epoca delle persecuzioni razziali, come fosse un flusso di coscienza.

Il tema della produzione di Lia Levi verte, dunque, su quel passato oscuro che ha segnato tutte le nostre discendenze e che nonostante le nuove generazioni vivano come avvenimenti distanti da questo loro presente, riescono a capire e ad assimilare, al punto che hanno ritenuto opportuno votare l’autrice come vincitrice di uno dei premi letterari più prestigiosi. C’è ancora spazio, dunque, per la memoria e ciò significa che il ruolo della letteratura è profondamente importante. Come sostiene la stessa Lia Levi:

È sull’eterno mistero dell’animo umano che, in fondo, la letteratura continua ad indagare.

Lucia Giannini per MIfacciodiCultura

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