Giuseppe Mazzini: il patriota che portò in Italia l’idea di nazione

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Giuseppe Mazzini: il patriota che portò in Italia l’idea di nazione
Giuseppe Mazzini

Giuseppe Mazzini, attraverso le sue idee politiche e filosofiche, contribuì alla nascita di uno stato unitario, l’Italia: nacque a Genova, il 22 giugno 1805.

La sua figura si deve collocare a partire moti risorgimentali del 1830-31. In questo secondo biennio (il primo fu nel 1820-1821) di rivoluzioni che attraversarono l’Europa, Mazzini diffuse tra i patrioti democratici l’idea che l’unità italiana si sarebbe potuta raggiungere attraverso una lotta di popolo.

Nel 1827 aderì alla Carboneria, ma sarà proprio la sua attività da cospiratore a costringerlo all’esilio, dopo l’arresto nel 1830. Nell’esilio, che trascorre a Marsiglia, prese forma la sua personale idea politica: l’originaria ispirazione democratica si mescolava con una componente mistico-religiosa. Infatti Dio, secondo Mazzini, si identificava  con l’umanità.

Credeva inoltre nel principio di associazione: sopra l’individuo c’era la famiglia, poi la nazione. In questa ottica tutti dovevano adoperarsi per raggiungere il bene comune. L’idea di nazione era imprescindibile in Mazzini, che lottò, infatti, per liberare l’Italia dall’impero asburgico. Il suo programma politico era estremamente chiaro: l’Italia doveva rendersi indipendente ed essere unitaria e repubblicana: non eera ammessa la monarchia e rifiutato il federalismo. La via per l’indipendenza dunque era solo una: l’insurrezione popolare.

Per raggiungere il suo scopo, nel 1831 in Francia, fondò la Giovine Italia: proponendo sempre un legame inscindibile tra idea e azione, iniziò a fare proseliti soprattutto tra i giovani che erano esaltati dall’azione contro i governi. Azioni che spesso ebbero una tragica fine: soprattutto l’esito fallimentare della spedizione in Savoia rappresentò un duro colpo per il prestigio di Mazzini e la sua associazione. In questo periodo egli conobbe una vera e propria crisi di coscienza, che lui definì tempesta del dubbio, che fu causata dal sentimento di colpevolezza per aver sacrificato molti giovani patrioti. Convinto però dell’importanza della sua missione, riuscì a riprendere la sua attività: non a caso, la critica che gli veniva mossa più frequentemente riguardava soprattutto la sua intransigenza, la sua ostinata convinzione.

Giuseppe Mazzini: il patriota che portò in Italia l’idea di nazioneNel 1849 nacque la Repubblica Romana, centro della rivoluzione democratica, governata da un triumvirato: Armellini, Saffi e Mazzini. Sebbene questa esperienza rappresenti il prototipo di Repubblica mazziniana, le truppe francesi entrarono a Roma e sancirono la sua fine. Irriducibile, a Ginevra nel 1853 fonda il Partito d’azione. Preparò quattro anni più tardi una nuova insurrezione nell’Italia meridionale con Carlo Pisacane, a Sapri. Qui però, non ci fu l’attesa adesione dei contadini e delle masse popolari: il moto fallì e Pisacane, ferito, si uccise per non cadere prigioniero delle truppe borboniche. Dopo l’unificazione, fu candidato alla Camera ed eletto, nel 1866, ma in virtù della sue condanne precedenti l’elezione fu annullata. Vinse una seconda volta, due mesi dopo, e l’elezione fu di nuovo annullata. Il 18 novembre vinse ancora. La Camera convalidò la vittoria, ma fu lui questa volta a rifiutare per non dover giurare sullo Statuto Albertino.

Grandissimo intellettuale, amante di Goethe, Shakespeare, Foscolo e Dante, Mazzini fu uno dei più grandi personaggi del Risorgimento. Il suo finalismo era orientato verso il dovere, ma anche verso la purificazione di ogni egoismo. Fu, dal punto di vista intellettuale, un innovatore che conferì all’Italia l’idea di nazione, basata sul principio di associazione. Inoltre le sue idee ispirarono anche la fondazione, nel 1895, del Partito Repubblicano Italiano (PRI). Per poter garantire un progresso all’Italia, Mazzini sostenne fortemente il concetto di Unità, strutturata sulla Repubblica. Il suo rifiuto dell’individualismo, stride un po’, per usare un eufemismo, con i valori dell’Italia e del mondo attuale. Da ciò ne consegue che manca anche quell’unione popolare, tanto cara a Mazzini, orientata verso un fine comune.

Dopo l’ennesimo arresto, Giuseppe Mazzini rientrò in Italia clandestinamente. Visse nascosto nella casa di Pellegrino Rosselli, a Pisa, dove cambiò nome in George Brown. E dove morì, malato da tempo, il 10 marzo 1872.

Ebbi a lottare con il più grande dei soldati, Napoleone. Giunsi a mettere d’accordo tra loro imperatori, re e papi. Nessuno mi dette maggiori fastidi di un brigante italiano: magro, pallido, cencioso, ma eloquente come la tempesta, ardente come un apostolo, astuto come un ladro, disinvolto come un commediante, infaticabile come un innamorato, il quale ha nome: Giuseppe Mazzini.

Klemens von Metternich

Francesco Dalla Casa per MIfacciodiCultura

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