#EtinArcadiaEgo – “Uffizi Live”: a Firenze le arti dialogano fra loro

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Si parla spesso in ambito museale della necessità di ampliare la fruizione dell’ambiente espositivo. O voi, che credete ancora che una Venere o un Tondo basti a stupire il pubblico, temo dobbiate rimanere delusi. La verità è che il museo inteso come semplice sequela di opere d’arte anche ben sistemate fatica ogni anno di più a richiamare l’interesse di visitatori sempre più esigenti. Come creare nuova freschezza in ambienti che per natura spingono a compiere un salto nel passato? Agli Uffizi, probabilmente il museo simbolo del patrimonio culturale italiano, è partita la terza edizione di Uffizi Live, un ciclo di eventi performativi che ogni martedì accompagnerà i visitatori dentro una nuova esperienza museale.

Uffizi Live ha preso il via per la terza volta il 12 giugno scorso, e continuerà per tutta l’estate secondo lo stesso schema: ogni martedì sera, con apertura speciale alle 19, fino al fine settembre, le sale del museo fiorentino saranno teatro di esibizioni di artisti performativi, danzatori, musicisti, in quello che sembra un vero connubio delle nove Muse, le antiche dee delle arti greche. Dee sorelle, come ribadisce il direttore Eike Schmidt. Intervistato, Schmidt si è detto entusiasta del progetto Uffizi Live, confidando nel fatto che possa essere la perfetta occasione per mostrare al mondo lo scopo principe del lavoro: «è nostro compito tutelare l’arte in tutte le sue espressioni, rappresentando e promuovendo le nove Muse, fra cui anche quelle della musica, della poesia, del teatro e della danza. Le arti sono sorelle fin dall’antichità».

Già, la comunanza delle arti: un’idea che è stata propria dei secoli antichi (non a caso le Muse sono pensate e rappresentate dai greci antichi come sorelle) e che ora, paradossalmente nell’epoca della specializzazione settoriale quasi estremizzata, sta tornando prepotentemente alla ribalta. Ed ecco che in Uffizi Live gli artisti che occuperanno le sale saranno chiamati a rapportarsi con esse. Non si tratta infatti di un semplice corollario, quasi un’estensione della cornice, ma piuttosto un dialogo fra diverse forme artistiche, che dovranno relazionarsi per dare al pubblico la visione di un tutt’uno, di un corpo artistico unitario, arricchito e non diviso dall’essere composto di mille e mille sfaccettature.

Uffizi Live è senza dubbio parte di quel rinnovamento del concetto di esposizione e fruizione delle opere d’arte che appare sempre più necessario. L’avvento delle nuove tecnologie ha già da anni invaso le nostre vite quotidiane e modificato la concezione comune di moltissime parti della nostra esistenza che si credevano immutabili. Uno dei più colpiti, spesso in negativo, è proprio il mondo culturale, forse uno degli ambienti (purtroppo) più spiccatamente conservatori. L’utente dei nostri giorni non può più essere spinto verso un museo vecchio stile, in cui le opere sono messe al centro di tutto e tutto l’ambiente ruota intorno a loro. Tutti noi, con gli smartphone a portata di mano, siamo assuefatti da fotografie e immagini di eventi, luoghi e opere d’arte. Nulla potrà mai togliere l’emozione che si prova guardando un grande capolavoro dal vivo, ma di certo l’utente non può più tollerare l’idea di visitare un ambiente museale solo per un’opera. Il Museo deve cessare di essere un polveroso santuario di conservazione, e trasformarsi definitivamente in un ambiente dinamico che produce arte, in cui la cornice dell’esposizione diventa invece centro e valorizza i capolavori al suo interno. Basti pensare alla grande fioritura delle case-museo, in cui le collezioni sono presentate nel loro habitat naturale, lasciando loro spazio di esprimersi al meglio uscendo dalla vecchia retorica della parete bianca.

Uffizi Live sarà uno dei grandi eventi della Firenze culturale estiva, con un grande numero di artisti pronti a lasciarsi ispirare dai capolavori al suo interno, e dar loro una voce diversa, un po’ più vivace.

Uffizi Live 2018
Uffizi, Firenze
Dal 12 giugno al 25 settembre 2018

Luca Mombellardo per MIfacciodiCultura

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