Elisabetta Pandolfino, la fotografa dei pensieri e della Luna

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Elisabetta Pandolfino è la fotografa dei pensieri e della Luna. Nata a Messina nel 1981, appassionata d’arte sin da bambina, a soli 5 anni inizia a suonare il sassofono per proseguire gli studi nel conservatorio della città. Ma, ben presto, l’amore per la natura, la porta a scoprire la fotografia scoprendo che ogni immagine rappresenta per lei un’emozione. Non solo fotografa ma anche operatrice video e grafica, si dedica all’arte in tutte le sue sfaccettature: «Sono alla ricerca del bello di ciò che la natura intorno a me può offrire e da essa trovo spunti per esprimere il mio pensiero fotografico».

Elisabetta Pandolfino

Negli ultimi anni la sua ricerca artistica è giunta a maturazione e la passione per la fotografia ha portato Elisabetta Pandolfino ad uno studio accurato che va oltre i limiti dei semplici e consueti supporti fotografici. Da qualche tempo, infatti, studia la luce sotto un altro punto di vista, attuando un modo per ottenere dalla macchina fotografica una scrittura direttamente dallo scatto. Elisabetta Pandolfino realizza dallo scatto fotografico, scrittura, parole e disegni direttamente impresse nella pellicola o nella scheda supportata. Tutto ciò avviene a mano libera, come se avesse tra le mani un pennello o una penna, sfruttando semplicemente la fonte luminosa della luna o altra fonte luminosa.
Le parole si sposano con la luce e con la pellicola tanto che nel Luglio 2016 presenta il libro d’immagini e parole auto-prodotto A due scatti da te…

Noi di ArtSpecialDay l’abbiamo intervistata per scoprire la sua tecnica unica al mondo (e ancora sconosciuta) ed i suoi scatti originali e romantici.

Parlaci della tua tecnica fotografica. Come nasce?

La mia tecnica fotografica si chiama “Scatto Mentale”. Nasce nel 2015 una sera d’estate, sulla veranda di casa mia osservando la luna piena, assopita nei miei pensieri, esclamai fra me e me pensando alla persona amata: «se potessi scrivere il tuo nome con la luna». Presi la mia macchina fotografica e puntandola verso la luna scattai una foto scrivendo qualche lettera, capì subito che potevo andare oltre disegnando così delle barche a vela con riflesso sul mare.

In che cosa consiste lo scatto mentale e perché è una tecnica unica quanto rivoluzionaria?

Elisabetta PandolfinoCome si può constatare, dopo innumerevoli ricerche effettuate sino ai giorni nostri, si evince che molti hanno sperimentato attraverso una luce posta davanti all’obiettivo disegni astratti muovendo un oggetto luminoso davanti alla macchina fotografica. Considerando i termini usati sino a questo momento “fotografia” (scrivere con la luce) e “light painting” (dipingere con la luce) , posso asserire che i termini risultano impropri, in quanto ciò che è stato documentato nel mondo, sino a oggi, non è altro che il risultato di un riflesso della realtà che l’occhio ottico impressiona. Io, invece, documento mettendo in discussione ciò che sino a oggi la storia della fotografia ci ha tramandato. Nessuno ha dimostrato che si può scrivere una parola, una frase o disegnare un’immagine non astratta ma leggibile, con un solo scatto fotografico. Nell’esecuzione di tale tecnica abbinata alla mente, l’occhio umano vede il nulla e, quindi, tale scatto è realizzato a mano libera puntando una fonte luminosa che essa sia, la Luna, una lampadina, una candela o altra luce. Dopo varie sperimentazioni asserisco che ogni mio scatto impressionato nella pellicola o scheda digitale, documenta un pensiero reale di comunicazione mentale.

Uno scatto complesso, quello di Elisabetta Pandolfino, dove oltre la padronanza e una conoscenza appurata del mezzo fotografico, la mente gioca un’importanza unica. Potremmo dire che la fotografia incontra il cervello?

Sì, Il cervello lavora incamerando pensieri che devono essere impressi sulla pellicola a occhi chiusi, ricordando di rispettare i fattori in precedenza elencati, realizzando non forme astratte, bensì pensieri e disegni comprensibili da chi le osserva. L’esecutore oltre a una padronanza fotografica, deve avere una capacità mentale di memoria nel momento dell’esecuzione, un rilassamento psicologico per ottenere una forte concentrazione per lo scatto prefissato.

Cos’è per te l’arte e che significato ha la creazione di un’opera?

Elisabetta Pandolfino
Con Maria Grazia Cucinotta

Tutto ciò che nasce dalla mia fantasia, è un elogio all’amore in ogni sua forma senza alcuna distinzione. Sia il libro A due scatti da te che lo Scatto Mentale nascono dall’amore perduto, ove traggo sempre un proseguimento allo stesso creando ogni volta qualcosa di positivo. Ritengo che l’amore anche quando smette di esistere abbia sempre un proseguimento di vissuto che si trasforma a chi come me crea arte, un dono all’anima nel ricordo dello stesso in qualcosa di magico, per suscitare emozioni a chiunque sappia osservare e trovare serenità.

Un’ultima curiosità, Elisabetta Pandolfino, il tuo motto?

«Oltre il limite dei miei occhi…attraverso la natura, con i miei scatti».

Valentina Certo per MIfacciodiCultura

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