“Robin Williams: Come Inside My Mind”: un documentario ripercorre la vita dell’artista

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Robin Williams: Come Inside My Mind è un documentario prodotto dalla rete americana HBO che ripercorre la vita di Robin Williams. L’opera parte da una prospettiva inedita che, come possiamo intuire dal titolo, cerca di entrare nella mente dell’attore. Williams è stato uno degli attori più carismatici di Hollywood, capace di interpretare ruoli sia comici che drammatici che hanno lasciato un segno nella storia della cinematografia. Williams non era però solo questo. Era un uomo tormentato che ha deciso di porre fine alla sua vita impiccandosi nella sua villa in California nel 2014.

Ognuno custodisce qualche segreto profondo.

Robin Williams: Come Inside My Mind

Questa è una delle frasi che l’attore pronuncia nel trailer di questo documentario a lui dedicato. Trailer che ci offre immagini e filmati mai visti prima in cui Williams riflette su se stesso, condivide quelli che sono i suoi sentimenti con il pubblico e rivela ciò che lo motiva come attore. Un video nel quale emerge ciò che da sempre è stato più che evidente per il suo pubblico: era nato per calcare il palcoscenico e per divertire la gente. Robin Williams: Come Inside My Mind contiene anche diverse interviste a quelli che sono stati gli amici più stretti dell’artista.

Era a suo agio sul palco ma fuori dalla scene era come se dovesse rimettere in piedi i pezzi di se stesso.

“Will Hunting, genio ribelle”. Per questo ruolo Williams vinse l’Oscar come Migliore attore non Protagonista nel 1998

Queste le parole di Steve Martin dalle quali emerge come Robin Williams sia stata una persona diversa una volta smessi i panni dell’attore. La conferma di ciò la troviamo anche nelle parole del figlio di Williams, Zak, oggi trentacinquenne:

Mio padre non sentiva di avere successo ma era la persona più di successo che io abbia mai conosciuto. Attraverso questo documentario, che verrà trasmesso in anteprima il 16 luglio, si ha la possibilità di conoscere più a fondo l’uomo che c’era dietro i personaggi interpretati dall’attore in tanti anni di carriera.

La sensazione è quella di trovarsi di fronte ad una persona fragile e insicura. Niente a che vedere con l’immaginario dell’artista di successo. Eppure non è così raro trovarsi di fronte a persone del mondo dello spettacolo che combattono continuamente con i propri demoni interiori perdendo la battaglia. Il caso più recente che ha riempito per giorni le pagine della cronaca mondiale è quello dello chef americano Anthony Bourdain, cuoco, gastronomo, scrittore che nel libro Kitchen Confidential aveva raccontato la vita folle nelle cucine dei ristoranti newyorchesi: vodka, LSD, cocaina usate per sostenere i ritmi assurdi. Uomo tormentato che, come Williams, ha deciso di porre fine alla sua vita impiccandosi nella camera di un albergo in Francia. Stessa fine scelta un anno fa da Chris Cornell, cantante e musicista americano, frontman di gruppi come i Soundgarden e gli Audioslave.

Cris Cornell. Cantante e musicista, frontman di gruppi come Soundgarden e Audioslave morto suicida nel maggio del 2017

Ognuno di questi artisti ha raggiunto i massimi livelli nella propria carriera. Robin Williams è stato protagonista di film di successo tra i quali possiamo ricordare: Good Morning, Vietnam, L’attimo fuggente, Risvegli, Will Hunting, genio ribelle (per il quale vince l’Oscar come Miglior Attore non Protagonista nel 1998). Anthony Bourdain non solo ha raggiunto i vertici della cucina mondiale ma si è distinto anche come scrittore e presentatore di programmi di successo che hanno raggiunto milioni di spettatori in tutto il mondo. Cris Cornell è stato uno dei protagonisti di quella scena musicale che a metà degli anni Novanta è partita da Seattle per conquistare i palcoscenici mondiali. Per tutti e tre non sono bastati i successi, gli applausi, i riconoscimenti a placare quei demoni interiori con cui hanno combattuto per tutta la vita.

Daniela Dragoni per MIfacciodiCultura

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