Amedeo Modigliani al Mudec: l’Emozione si fa Arte

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Modigliani emoziona. Nel senso etimologico: dal latino emovère (ex = fuori + movere = muovere) letteralmente porta fuori, smuove qualcosa in noi. Ebbene, Modigliani è emozione pura. E il Mudec di Milano a questo grande artista ha restituito il più pieno significato.

Quando si parla di Modigliani, lo ammetto, non riesco ad essere obiettiva. Da quando lavoro nel mondo dell’Arte non c’è stato mai alcun altro artista in grado di farmi sentire partecipe della sua Arte, del suo modo di pensare e  di concepire il mondo e il suo talento. Sì, Modigliani sapeva molto bene che aveva uno strettissimo legame primordiale, inconscio, chissà forse genetico o semplicemente casuale ma allo stesso modo inequivocabilmente profondo con il mondo dell’arte.

Lo aveva capito quando disegnava presso la scuola di Micheli, allievo di Fattori, fondatore dei Macchiaioli. Lo aveva intuito in un vorticoso susseguirsi di emozioni irrefrenabili che gli aveva messo a soqquadro l’anima da adolescente quando si era trovato di fronte alle bellezze artistiche di Roma, Firenze, Venezia.

Modigliani, detto Dedo, giovanissimo sapeva quello che voleva essere: un artista. Un angelo dell’arte che restituiva agli occhi degli esseri umani quell’inconscio quasi metafisico da cui si sentiva avviluppato.

Lui, il Maudit italiano, per giocoforza fonetico di Modì come lo chiameranno poi una volta trasferito a Parigi, un angelo dell’arte? Sì, se si considera la sua genuinità nell’approcciarsi al mondo e nel cercare di restituirne autenticità pura e avvolgente. Sì, se si guarda all’interezza della sua intenzione artistica e la sua devozione alla Bellezza:

La Bellezza ha anche dei doveri dolorosi: creano però i più belli sforzi dell’anima

Amedeo Modigliani

Come poi testimonierà il suo primo grande estimatore e sostenitore parigino, Paul Alexandre, «Modigliani possedeva già radicata in sé la certezza del proprio valore». Valore che riuscì a rendere economicamente rilevante solo una volta morto, come è accaduto a tanti grandissimi artisti (pensiamo a Van Gogh…), ma valore assolutamente evidente per tutti coloro che erano parte della cerchia di artisti dell’epoca: ben lo sapeva Picasso, che nonostante si sentisse con evidenza dei fatti economici El Matador dell’arte già ai tempi di Modigliani, sapeva che quell’italiano era diverso dai suoi concorrenti. Era strano Modì, ma assolutamente affascinante il suo modo di fare arte. E l’estremo avvolgente valore di Amedeo Modigliani emerge ora al Mudec di Milano: prodotta da 24 ORE Cultura, ideata da Crossmedia Group e curata dal Professore di Storia dell’Arte Francesco Poli, la mostra si propone come un vero e proprio excursus multisensoriale che ricongiunge lo spettatore con l’esclusiva sensibilità dell’artista. Fotografie, filmati, musica dell’epoca e, naturalmente, proiettate come gigantografie spettacolari, le più belle opere dell’artista livornese che a suo modo riuscì a conquistare il cuore di Parigi, le sue donne e i suoi tormenti artistici.

Non poteva mancare una parte riservata al grandissimo amore per Jeanne Hébuterne, donna che lo amò con tutta se stessa al punto da non riuscire a sopravvivere al dolore dopo la morte per l’aggravarsi di febbre da tubercolosi del suo amato Modì. Jeanne Hébuterne si gettò dal quinto piano nella piena convinzione che solo così avrebbe potuto far ricongiungere le loro due anime. Non sappiamo se realmente ci è riuscita, vogliamo sperarlo. Certo è che i due corpi non si sono trovati vicini per molto tempo. Solo ora riposano congiunti al cimitero di Père Lachaise. Per lungo tempo alla povera Jeanne che in vita aveva commesso il “torto” (incredibile!!!) per la sua famiglia cattolica di amare un ebreo, artista e per lo più italiano senza un soldo, non venne concesso nemmeno un funerale. Sembrano passati secoli, eppure se si pensa che non sono neanche 100 anni vengono i brividi. Specialmente di questi tempi. Specialmente in un’attualità politica italiana (e non solo) così confusa e tendente alla chiusura mentale e non all’accoglienza della diversità.

A maggior ragione, allora, oggi immergersi nell’arte restituisce alle nostre sensibilità quella Purezza che troppo spesso non consideriamo importante.

Modì, d’altronde, ci aveva avvertito:

La vita è un dono dei pochi ai molti,

di coloro che sanno e che hanno

a coloro che non sanno e che non hanno.

Amedeo Modigliani

E qui la ricchezza che l’artista intende è tutta dell’anima.

Valentina Ferrario

Al Let’s Feel Good di Milano una conferenza speciale su Modigliani e Jeanne Hébuterne vi aspetta venerdì 22 giugno a partire dalle ore 20. Vi anticiperemo anche alcuni dettagli della splendida mostra del Mudec, assolutamente da andare a vedere 😉

Modigliani Art Experience
Mudec, Milano
Dal 20 giugno al 4 novembre 2018

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