Mauro Staccioli alla Galleria il Ponte: tondo pieno-tondo vuoto e ambiente

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Alla Galleria il Ponte di Firenze è in corso una breve mostra su Mauro Staccioli visitabile fino al 27 luglio, realizzata insieme all’archivio dell’artista, venuto a mancare il 1° gennaio di quest’anno. Si tratta di una preparazione alla vera e propria retrospettiva che è stata inaugurata il 13 giugno alle Terme di Caracalla a Roma, visitabile fino al 30 settembre. L’esposizione alla galleria fiorentina presenta soprattutto modelli di opere poi effettivamente svolte nell’ambiente, oltre alla riproduzione di un intervento che fece alla galleria Studio Sant’Andrea a Milano nel 1975.

Mauro StaccioliMa chi era Staccioli? Nato a Volterra, si esprimeva soprattutto attraverso l’arte ambientale, cioè quella branca dell’arte contemporanea in cui le opere vengono poste all’interno di contesti coi quali devono comunicare per acquisire significato. Questo anche per reazione ad una certa cultura che è stata sovrana durante tutti gli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento, ovvero la virtualizzazione delle creazioni artistiche. Le opere d’arte, era stato postulato, creavano uno spazio virtuale diverso da quello con cui si ha normalmente a che fare. Già con Lucio Fontana però si avvertì un sonoro taglio, cioè quando s’adoperò a squarciare la tela per ricercarvi uno spazio ulteriore, per creare un meticciato tra pittura e scultura, al fine di contravvenire alle strettissime leggi del modernismo, che voleva le due espressioni ben separate. Concettualmente simile, con Progetto per Grande parete Staccioli fa spuntare una lama da un muro di cemento – quindi bidimensionale – un movimento contrapposto a quello di Fontana che prevedeva una direzione esterno-interno.

Mauro StaccioliL’arte comunica aggressività nei confronti dello spettatore, oppure è un aculeo di riccio, il quale si rinchiude in se stesso per evitare molestie: d’altronde in quegli anni i rapporti tra arte e spettatori si stavano incrinando, visto che il concettualismo l’aveva allontanata dalla strada e dai cittadini, che allo stesso tempo non volevano capirla.

Mauro Staccioli è probabilmente molto più conosciuto per le sue strutture tonde, visto che sono una sua cifra stilistica. Tra gli esemplari più famosi ci sono quelli che ha posto intorno alla sua città natale, Volterra, insieme ad opere di altre forme: queste possono incorniciare un determinato punto del panorama o per permettere un approccio diverso dell’escursionista con il paesaggio; altra opera era il contrafforte appoggiato alle mura del carcere vecchio di Verbania, dove vi era una spina sia nella zona concava che in quella convessa. La lettura di quest’opera è complessa, potrebbe infatti significare l’equivalenza tra dentro e fuori, quindi una liberazione spirituale di quelli rinchiusi dentro, oppure, essendo appoggiato al muro, potrebbe essere un contrafforte, che quindi è infettato dall’aria tesa e spinosa all’interno dell’edificio.

Mauro StaccioliMauro Staccioli è stato un artista che è sempre riuscito a stupire e ad invertire le articolazioni architettoniche, riuscendo ad armonizzare  materiali non certo naturali in contesti paesaggistici senza però deturparli, anzi arricchendoli.

La mostra alla galleria Il Ponte è sicuramente un’ottima anteprima di ciò che succede a Roma, dove le sculture, questa volta in scala reale, entreranno in contatto con le Terme di Caracalla.

Mauro Staccioli
A cura di Alberto Fiz
Galleria il Ponte, Firenze, via di Mezzo, 42/b
Dall’11 maggio al 27 luglio

Alex D’Alise per MIfacciodiCultura

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