“Da Magritte a Duchamp”: in autunno il surrealismo arriva a Pisa

0 1.715
Marcel Duchamp, L.H.O.O.Q.,1930

In occasione del decennale anniversario della Fondazione Palazzo BLU di Pisa, la Fondazione in collaborazione con il Centre Georges Pompidou di Parigi e MondoMostre presenta l’esposizione Da Magritte a Duchamp. 1929, il Grande Surrealismo dal Centre Pompidou dall’11 ottobre 2018 fino al 17 febbraio 2019 nell’antico palazzo sul lungarno pisano. A cura di Didier Ottinger il Centre Pompidou presterà i propri capolavori per la prima volta in Italia.

Un percorso di circa novanta opere mostrerà un movimento fondamentale del Novecento, il Surrealismo tra objet trouvè, dipinti, sculture e fotografie realizzate tra il 1927 e il 1935. Il nuovo modo di considerare la pittura, che sarà rivoluzionario per tutta l’arte del secolo, si sviluppa con la fine del primo conflitto mondiale come una vera e propria evasione per gli artisti dalla brutale realtà, ma è nel 1924 che il Surrealismo viene teorizzato in un manifesto dal poeta André Breton. Lo definisce un automatismo psichico puro, un’espressione dettata dal pensiero libero, fuori da ogni tipo di controllo. In concomitanza con le scoperte di Freud gli artisti della nuova avanguardia si propongono di liberarsi da qualsiasi schema o preconcetto e dare forma e voce alla propria immaginazione. Il desiderio, la fantasia, il sogno alimentano di un’energia nuova gli artisti in mostra.

Pablo Picasso, L’acrobate bleu,1929

A venire fuori saranno capolavori come Le double secret (1927) di René Magritte (1898-1967), scelto per la copertina dell’evento, che introduce il tema del doppio, molto usato dai surrealisti. Un viso scomposto che galleggia onirico al centro della tela serve per dimostrare la relatività della vita. Nulla è certo, con un solo significato, ma tutto è avvolto nel mistero e nella possibilità.

L’anno scelto nel titolo della mostra è però il 1929, un anno cruciale e di cambiamento all’interno del movimento stesso. I due letterati Breton e Aragon cercano, infatti, di avvicinare il Surrealismo ad un maggiore impegno politico modificando anche il titolo della rivista surrealista da Rivoluzione Surrealista a Il Surrealismo al servizio della rivoluzione e questo porterà delle spaccature interne. Il ’29 è anche l’anno dell’arrivo di Salvator Dalí a Parigi e dell’affermarsi della fotografia surrealista, come nuovo strumento di indagine del mondo, utilizzato in stili diversi da artisti del gruppo come Brassaï, Man Ray, Dora Maar.

Alberto Giacometti, Homme et Femme, 1928

La mostra si pone di rappresentare tutti gli appartenenti al gruppo con i loro modi diversi di realizzare un’opera, dai frottages ai collages di Ernst, passando per i rayogrammi, alle sculture assemblate da Alberto Giacometti ed infine il ready-made di Duchamp, come la nota Gioconda con i baffi (L.H.O.O.Q). In mostra anche i maestri Giorgio De Chirico e Picasso a cui il Surrealismo fu debitore, entrambi con le loro visioni metafisiche e scomposte della realtà influenzarono la maggior parte dei precursori del movimento. Ernst per esempio nel suo Rendez-vous des amis raffigurò De Chirico come un’erma classica al tavolo con tutti i surrealisti. Esposte in mostra a Pisa, provenienti dal Centre Pompidou, ci saranno opere inedite per l’Italia come le maschere in fil di ferro di Alexandre Calder, i disegni di Maurice Henry e di André Masson, e le fotografie surrealiste di Boiffard.

Da Magritte a Duchamp. 1929, il Grande Surrealismo dal Centre Pompidou è una mostra completa che ci immerge nel clima vivace e onirico del Surrealismo, l’avanguardia dell’inconscio e del relativo, che cambiò radicalmente il modo di fare arte con retaggi che si estenderanno fino alla fine del secolo.

Da Magritte a Duchamp. 1929, il Grande Surrealismo dal Centre Pompidou
A cura di Didier Ottinger
Palazzo Blu, Pisa
Dall’11 ottobre 2018 al 17 febbraio 2019

Alejandra Schettino per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.