Salvatore Settis, il nuovo governo e la tutela costituzionale della cultura

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L’insolito governo giallo-verde si è appena insediato e accademici, operatori culturali e insegnanti della scuola primaria e secondaria si aspettano risposte incisive da Conte e i suoi ministri. La richiesta non proviene soltanto da noi operatori culturali e pedagoghi bensì anche da un gigante della cultura italiana nel mondo, il professor Salvatore Settis. Il curriculum di Settis parla da solo: laurea in archeologia, docente e direttore presso la Scuola Normale di Pisa e uno dei più forti sostenitori del No alla riforma costituzionale targata Matteo Renzi.

Salvatore Settis

Dopo aver sfidato l’esecutivo PD, Settis adesso incalza l’esecutivo Lega-5 stelle su cultura e istruzione. In una lettera pubblicata sul Fatto Quotidiano, il professore si chiede quali provvedimenti intenda adottare l’esecutivo in materia scolastica. Non c’è bisogno di ricordare quanto siano annosi i problemi che affliggono l’istruzione primaria e secondaria. Tagli continui, allieve e allievi il cui livello di preparazione è drammatico e, soprattutto, lo iato tra l’istruzione pubblica e privata. Non c’è stato governo che non abbia privilegiato l’istruzione privata (molto spesso in mano alla Chiesa cattolica) invece di investire generosamente su quella pubblica. In questo contesto assai problematico la cosiddetta “buona scuola” si è dimostrata tutt’altro che buona, con gli spostamenti forzati di insegnanti da un capo all’altro della penisola pur di avere un posto fisso. La mancanza di fondi per la scuola pubblica contrasta vistosamente con uno dei capisaldi della filosofia aristotelica, l’eudemonia. Con questa nozione, lo Stagirita si riferisce alla realizzazione personale, una realizzazione che deve necessariamente passare attraverso un sistema educativo di qualità che riesca a formare futuri cittadini razionali, pensanti e attenti.

Il premier Giuseppe Conte

Il discorso di Settis è molto più articolato, perché egli passa anche ad un’analisi della situazione dell’università italiana. Il sistema universitario riesce a formare quelle eccellenze che poi si trasferiscono all’estero per mancanza di prospettive, alle quali il neoministro dell’interno Matteo Salvini si è, come è suo costume, rivolto in modo discutibile. Quali misure intende adottare il professor Conte per risanare l’università? L’Italia, come è purtroppo noto, si fonda su un sistema baronale, che si realizza nei fatti coi deprecabili episodi di “raccomandazione” e con giovani e promettenti ricercatori che si trovano costretti al precariato con nessuna prospettiva di avanzamento di carriera. Nota efficacemente Settis che il presidente del consiglio dovrebbe conoscere bene la situazione poiché è titolare di una cattedra. Chi scrive nutre un forte pessimismo verso le possibilità di miglioramento della situazione: Lega e 5 Stelle non hanno finora dimostrato grande interesse per la conoscenza, vista la diffusione di bufale e false notizie in rete. Forse l’ottimismo della volontà non aiuta, solo il pessimismo della verità può guidarci.

Settis lamenta la mancanza di qualsiasi riferimento alla tutela dei beni culturali. In concreto, manca qualsiasi riferimento all’articolo 9 della Carta Costituzionale:

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Il governo Conte è animato da una consistente formazione di reazionari e pseudo-nazionalisti. Visto che si grida tanto “prima gli italiani” perché non si prendono provvedimenti che difendano in modo forte il principale bene italiano, cioè il patrimonio culturale? Di fronte all’imbarazzante silenzio dei due partiti egemoni al momento, viene anche da chiedersi quanto sia stato sincera la loro campagna contro la riforma costituzionale proposta da Renzi.

Il professor Settis ha rivolto al presidente del consiglio tre domande di assoluta rilevanza, le cui risposte (se positive) basterebbero a rendere l’Italia un paese migliore e anche più felice. L’Italia è a un bivio: o veramente il governo Conte riesce a dare delle risposte forti alla situazione educativa-culturale oppure (come prevedo) il paese continuerà a vivere nel buio della ragione. E di mostri se ne sono già generati a sufficienza.

Andrea Di Carlo per MIfacciodiCultura

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