#perlaGloria – Aquarius, lettera a uno, nessuno, 629

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Sto per parlare di Aquarius. Sto per parlarne e so che questo equivale a vestirsi da bersaglio durante una competizione di tiro a segno, ma non posso e non voglio evitarlo.

Partiamo dal primo dato. Questa manovra mi repelle, mi disgusta, mi nausea. Giusto per essere chiari sulla mia posizione, senza dare spazio a possibilità di interpretazione.

Aquarius

Gli altri dati certi sono che: sì, sono perfettamente consapevole che vada rivista la politica sull’immigrazione; che esiste una tratta di esseri umani reale su cui si specula e si guadagna; che la bontà disinteressata è un miracolo che assomiglia a un miraggio; che sui gommoni non ci sono solo bravissime persone che vorremmo come vicini di casa.

So solo che ci sono delle PERSONE. E questa definizione di per sé non è necessariamente garanzia di qualcosa di buono.

Ma sono PERSONE, esseri umani, una categoria di cui mi sento parte e faccio parte.

Questo è quello che conta. Quello il primo estremo che dovremmo prendere in considerazione.

Qualche giorno fa qualcuno mi ha fatto una domanda, mi ha chiesto se avrei altrettanto a cuore la questione se su Aquarius ci fossero dei bianchi. Come se esistesse una differenza, che per me non esiste. Come se qualcuno possa essere più persona di un’altra. Più meritevole di compassione, più meritevole di attenzione.

Adesso faccio io un po’ di domande.

Voi avreste tutto questo stesso odio se su Aquarius ci fossero dei caucasici invece che esseri umani con un’altra nuance di pelle, un altro fonema, una provenienza ai vostri occhi cenciosa, meno rispettabile anche se non abbastanza malmessa per permettersi di chiedere aiuto sulla soglia dei vostri zerbini con scritto Welcome?

Voi che ritenente che quasi nessuno di quegli umani meritino reale compassione e benevolenza, perchè non scappano tutti dalla guerra, mettereste piede anche solo per due ore in Libia o in quei territori che definite CASA LORO?

Voi vi sentireste a vostro agio stipati su una barca in mezzo al mare, senza conoscere la vostra destinazione, senza sapere cosa vi aspetta ancora un volta?

Voi lascereste casa vostra scappando come ladri se ci fosse anche solo una possibilità di poterci rimanere, lì dove siete nati, lì dove tutto vi è famigliare, senza paura e tormento?

La risposta è no.

Ve lo dico io. E lo so perchè anche io sono VOI, visto che la distinzione tra un VOI e un LORO vi piace tanto. Lo so perché anche in me esiste una parte gretta che pensa di poter capire cose che non si sogna nemmeno.

AquariusNoi rispondiamo no a queste domande, perché siamo quelli che fanno sceneggiate di fronte ai luculliani buffet sulle navi da crociera perché non ci sono i biscotti che siamo abituati a mangiare nelle nostre cucine, che gridiamo alla tragedia quando abbiamo un po’ di mal di mare, che ci paralizziamo dalla paura se la nave trova mare grosso.

VOI, NOI, siamo questo. Questo e molto altro, lo so. Non viviamo tutti vite facili e agiate. E questa non dovrebbe essere un alibi, ma uno spunto per sviluppare quell’empatia ormai sconosciuta.

E no, non è perchè si vive nella carenza che tutto deve essere accettato. Perchè quando dite che dovrebbero dire grazie, LORO, per il solo fatto che non siano stati lasciati a imbolsirsi lividi in mare state dicendo questo.

State parlando di PERSONE, come voi, che valgono così poco ai vostri occhi che dovrebbero già ringraziare il fatto che gli venga permesso di poter respirare la vostra aria.

Non mi sento minacciata da altre PERSONE, mi sento minacciata da chi pensa di poter dare un peso specifico differente alle PERSONE.

Continuate ad avere paura dello straniero, armatevi pure per l’invasione, io intanto resto seduta sulla sponda dell’Adriatico con il fucile in mano ad aspettare ancora che ci conquistino gli albanesi.

Gloria Sacchi per MIfacciodiCultura

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