Ella Fitzgerald: quell’orfana che venne adottata dal suo pubblico

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Ella Fitzgerald: 20 anni senza l'orfana adottata dal suo pubblico
Ella Fitzgerald

Una vita fatta di 70 album, 40 milioni di vendite, ben 13 Grammy Awards e un’estensione di 3 ottave. 79 anni di musica, senza quasi mai sosta, anche dopo una brutta operazione e un diabete invalidante al punto tale di farle amputare le gambe dal ginocchio in giù. Era il 15 giugno 1996 quando una delle leggende della musica si spegneva a Bevery Hills. Ventidue anni sono passati da allora, eppure la sua voce continua a risuonare luminosa e profonda proprio come allora. Il 25 aprile del 1917 nasce, da una famiglia di umili origini, Ella Fitzgerald.

Purtroppo, la futura Mama Jazz rimase orfana a soli 14 anni. Il dolore di essere una ragazza sola e di colore nella Grande America post guerra la segnerà per sempre: a New York passa la sua adolescenza tra gli orfanotrofi, rischiando addirittura di finire al riformatorio.

Come fuggire da una vita destinata a trascorre nella malavita, sola e senza l’amore dei genitori?

The only thing better than singing is more singing.

È ad Harlem, all’Apollo Theatre, che Ella scopre il suo talento, la sua bravura. Lei, così incline a fare amicizia ma anche così riservata e timida, si trasforma quando sale su un palco: è il 1943 quando una giovane Ella Fitzgerald viene illuminata dalle luci della ribalta.

Da quel momento in poi la sua vera casa, quel nido che così presto il destino le aveva negato, è rischiarata dai fari del palco e circondata dalle tende delle quinte. Improvvisamente, Ella non è più sola: ha il suo pubblico da cui sarà sempre amata, durante la sua lunga e leggendaria carriera.

L’anno seguente Ella abbandona le gare amatoriali di Harlem e entra in una band, la Tiny Bradshaw Band, dove Chick Webb: pur di averla tra di loro, Webb la mette apertamente in gara con la cantante ufficiale della gruppo. Inutile dire che il talento e la versatilità della Fitzgerald le fanno conquistare il posto. Addirittura, quando nel 1939 Chick Weeb, mentore della cantate, muore, la band cambia nome: inzia l’era di Ella Fitzgerald and her famous band. Ormai, però, non erano più i musicisti che la accompagnavano ad essere famosi:  Lady Ella diviene colei che si confronta con i grandi classici della musica jazz e si trova a incidere album con i più grandi della musica. Sono ben tre gli album che incide con Louis Armstrong, amico e collega con cui instaura un sodalizio artistico fatto di grandi rifacimenti dei classici: i loro timbri si mescolano ed accompagnano, il loro immenso background musicale arricchiscono le loro performance. Delle canzoni ormai monumentali prendono nuove vesti, come se fosse per il pubblico la prima volta, il primo ascolto.

Ella Fitzgerald: 20 anni senza l'orfana adottata dal suo pubblico
Louis Armstrong e Ella Fitzgerald

Mentre gira il mondo con la band, è sempre nel 1939 che trova l’amore: sposa Ray Brown, anche lui musicista. Ma, purtroppo, la carriera della cantante è ormai troppo ingombrante. Quella musica che aveva sostituito il vuoto lasciato dalla morte prematura dei genitori, improvvisamente, non lascia spazio più a nessun tipo d’amore

È il 1952 quando i due divorziano, consci di non poter più condurre un matrimonio che non trova momenti, spazi di condivisione. Ray Jr., figlio adottato dalla coppia, non sente però la mancanza di amore: lei, che aveva sperimentato sulla pelle i travagli di un bambino abbandonato, non perse mai tempo o occasione di donare tutto quell’amore a suo figlio. Mama Jazz sperimenta anche la maternità, anche se le luci della ribalta continuano a farla brillare nel mondo della musica.

Nonostante ormai sia una stella della musica jazz, però, non cancella le sue origini: è e rimane una donna nera. Il suo manager esigeva il massimo rispetto per lei e i musicisti, ovunque essi viaggiassero: non tollerava che potessero essere discriminati solo per il colore della pelle. Norman Granz è conosciuto da tutti per la sua battaglia per la parità di diritti.

Ma, anche se sei il manager di First Lady Song e porti in tour una delle leggende della musica, non puoi scappare dalla discriminazione. Ed è così che una sera, a Dallas, la polizia entra nel camerino della star e della sua band e porta tutti in galera.

Ella racconterà poi che, però, i poliziotti ebbero anche il coraggio di chiederle l’autografo, una volta giunta al commissariato.

Tra i tanti che lottarono contro lo sgarro inflitto ai più grandi musicisti del momento vi fu anche la capricciosa ma caparbia Marylin Monroe: fu lei stessa a chiamare il Mocambo, un night club molto famoso in quegli anni. Promise al proprietario che si sarebbe seduta ogni sera in prima fila se avesse reclutato Ella e la sua band. Di certo avrebbe mandato in visibilio la stampa: la Monroe, la bionda ragazzina che sembrava così lieve e vezzosa, si sedette ogni sera di fronte a quella donna nera che usava la sua voce come uno strumento qualunque.

Ella Fitzgerald: 20 anni senza l'orfana adottata dal suo pubblico
Ella Fitzgerald e Duke Ellington

Da allora, Ella non suonò mai più in piccoli club.

Nel 1987 ricevette addirittura dalle mani di Regan la National Medal of Arts come riconoscimento alla carriera. Si tratta di uno dei più grandi riconoscimenti americani per un’artita.

Nel 1986 viene operata al cuore e scopre di essere gravemente malata di diabete ma, contro tutto e tutti, continua a cantare come se nulla fosse. Purtroppo, si fermerà dopo l’amputazione delle gambe: l’età e la mancanza degli arti avevano fermato anche Lady Ella.

Il 15 giugno del 1996 Ella Jane Fitzgerald muore, affaticata dalla malattia. L’unica cosa che la fermò, l’unico ostacolo che non le permise di rimanere tra le luci della ribalta, tra l’amore di quel pubblico che aveva colmato il vuoto lasciato dalle due perdite subite in giovane età.

Mise sempre quel dolore nelle sue canzoni, nelle sue esibizioni. Duttilità vocale e emozioni si mescolarono nelle sue canzoni dando vita ad armonie nuove, sperimentazioni, nuove sonorità.

La voce di Ella era adatta ad ogni genere, si fondeva a qualsiasi sinfonia sfiorasse.

Perché, quello che contava davvero nelle sue canzoni, era l’amore.

I guess what everyone wants more than anything else is to be loved. And to know that you loved me for my singing is too much for me. Forgive me if I don’t have all the words. Maybe I can sing it and you’ll understand.

Suppongo che ciò che ognuno vuole più di ogni altra cosa è essere amato. E sapere che voi mi amate per il mio canto è davvero troppo per me. Perdonatemi se non ho tutte le parole giuste. Forse posso cantarvelo, e allora lo capirete.

Ella Fitzgerald

Questa sera, a partire dalle ore 20, il Let’s Feel Good di Milano dedica uno speciale aperitivo culturale e musicale alla storia della grande diva del Jazz che ancora a 22 anni dalla sua scomparsa rimane tra le stelle più brillanti del mondo della Musica.

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

1 Commento
  1. Emanuela Giuliani dice

    Condivido in pieno il pensiero della Dott. Marta Merigo : ” La cultura non è tale se non viene condivisa “.

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