#EtinArcadiaEgo – Torino, nuova teca digitale all’Accademia delle Scienze

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Accademia è senza dubbio un termine che richiama un sentimento aristocratico del sapere: nella visione popolare, influenzata anche e soprattutto da letteratura e cinema, l’Accademia rappresenta un ambiente elitario, spesso lussuoso e assolutamente esclusivo. Così effettivamente sono state molte delle accademie di studi che nel corso dei secoli passati hanno raccolto il sapere e gli intellettuali che ne costituivano il megafono, sebbene limitato. Oggi, il sapere ha scoperto i canali digitali, e i tempi delle Accademie come centri di sapere sembrano ormai lontani, ma una di queste ha saputo valorizzare il proprio patrimonio straordinario, trasformandosi da luogo di diffusione parziale a centro specializzato di conservazione della cultura passata. Stiamo parlando dell’Accademia delle Scienze di Torino.

Accademia delle Scienze di Torino

Fondata nel 1757, l’Accademia torinese ha costituto per svariati anni un rilevantissimo centro di studi scientifici a livello europeo. Sebbene il comprovato tradizionalismo del Ducato di Savoia e la scarsa propensione dei Savoia verso la cultura (celebre la descrizione che fece l’Alfieri dell’istruzione scolastica piemontese, bollata come “anni di ineducazione”) rappresentassero un ostacolo o quasi, il patrimonio custodito dall’Accademia di Torino fa invidia a molte altre istituzioni culturali. Tuttavia, l’interesse scientifico che governava l’Accademia favorì un incontro col governo sabaudo, che provava comunque un certo interesse verso le nuove invenzioni meccaniche e le scoperte scientifiche che caratterizzarono il XVIII secolo. Così dunque l’Accademia ha potuto e può tutt’ora vantarsi di possedere all’interno del suo già prestigioso patrimonio le lettere che tra il 1847 e il 1850 Alessandro Manzoni e il naturalista e linguista piemontese Giacinto Carena si scambiarono sull’uso del dialetto e dei termini tecnici. Un rapporto epistolare che si inserisce nel grande arsenale degli interessi tecnici per la lingua italiana nascente del poeta milanese. Non solo: in epoca sabauda le richieste di brevetto pervenivano al duca (che sarà Re dopo il 1861) con grandi tavole illustrate, che spaziavano dalla tipografia all’illuminazione alla meccanica; tra queste, un meccanismo di sicurezza per le carrozze in caso di fuga dei cavalli, una sorta di airbag ante litteram, e queste tavole sono tutte conservate all’interno dell’Accademia, dove venivano spedite e catalogate dopo la presa visione.

Oggi l’Accademia si è trasformata in un ente di diritto privato senza fini di lucro. Mutato è anche l’obiettivo: esserne soci resta un grandissimo riconoscimento «ma il nostro compito è soprattutto la conservazione, la tutela e la diffusione del sapere» dice Elena Borgi, responsabile della biblioteca e dell’archivio storico dell’Accademia di Torino e responsabile di quella che appare come una delle più importanti imprese di conservazione storico-artistica attualmente in atto in Italia. Infatti, come si è visto, le tavole realizzate per sottoporre i progetti ai sovrani hanno un enorme valore artistico, oltre naturalmente a un’importanza storica che ha pochi eguali.

Accademia delle Scienze
Accademia delle Scienze di Torino, Sala dei mappamondi

Non pochi tuttavia i problemi sorti in campo conservativo, ma i pazienti interessati sono ben diversi da quello che si potrebbe pensare: «Internet, la rete, la posta elettronica, sono stati un cambiamento velocissimo a cui nessuno era preparato» continua Borgi. «Quanta corrispondenza abbiamo perso da quando c’è la posta elettronica? Account cambiati, documenti non più leggibili, PC irrecuperabili. Il paradosso è che le lettere degli anni 50, scritte a mano, le conserviamo tutte. Io sono piena di atti di convegni su cd-rom che non riesco più a leggere». La (triste) bellezza del cartaceo, che resiste più dell’obsoleto analogico e del digitale non al passo coi tempi.

In occasione di Archivissima, evento organizzato nella capitale piemontese proprio riguardo a enti e patrimoni come questo, l‘Accademia delle Scienze di Torino presenterà una nuova teca digitale, contenente ben 652 volumi digitalizzati del patrimonio librario dell’Accademia a libero accesso, grazie a una piattaforma messa a punto in una partership con Internet Archive, che va a sostituire obsolete reti locali ormai del 2014, recenti cronologicamente ma ormai preistoriche dal punto di vista tecnologico. Tecnologia dunque, al servizio del passato, in una collaborazione che sembra sempre più decisiva per dare un buon futuro ai patrimoni culturali.

Luca Mombellardo per MIfacciodiCultura

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