Jorge Luis Borges: l’autore delle realtà incredibili ed inaspettate

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Coloro che oggi hanno l’ardire di osservare e interpretare la realtà tramite la fantasia, come se essa nascondesse in sé qualcosa di più di quanto si possa vedere superficialmente, sono comunemente definiti borgesiani. Non si ricorda quindi senza motivo lo scrittore che fece di questo espediente la propria cifra stilistica più significativa, rendendo eterna la sua memoria: Jorge Luis Borges (Buenos Aires, 24 agosto 1899 – Ginevra, 14 giugno 1986).

Jorge Luis Borges
Jorge Luis Borges da giovane

I primissimi anni sono già rivelatori della propensione letteraria dell’autore argentino: a sette anni scrive infatti il suo primo racconto, mentre a nove traduce un testo di Oscar Wilde. Trascorre quindi il periodo dell’adolescenza in Europa, seguendo la famiglia e dividendosi, per quanto riguarda gli studi, tra Ginevra e la Spagna. In Svizzera ha modo di approfondire le conoscenza nel campo della lingua, in particolare per il tedesco, il francese e il latino, e di dedicarsi alla lettura dei più importanti autori europei. Quando si trasferisce a Siviglia, la sua carriera letteraria arriva a un punto di svolta: scrive i suoi due primi romanzi, rimasti per sempre inediti, e una sua poesia viene pubblicata su una rivista.

Negli stessi anni Borges decide di collaborare attivamente con Ultra, giornale letterario che pone come fine principale la diffusione del movimento ultraista. Nel 1923, dopo aver fatto ritorno a Buenos Aires con la famiglia, l’autore fonda la rivista Proa e pubblica il primo libro di poesie Fervore di Buenos Aires. Borges rivela sin da queste prime pubblicazioni la capacità di costruire un’opera in cui tempo e spazio non sono definiti, adottando eclettiche e potenti metafore.

Nel 1938, dopo la morte del padre, l’autore va in setticemia a causa di una ferita la testa: la situazione si rivela tanto grave che si ritrova in pericolo di vita. Tuttavia, è proprio questo il momento in cui Borges rivela maggior forza d’animo: la paura di perdere progressivamente la creatività lo portano a scrivere incessantemente. Sono questi gli anni in cui delinea capolavori cardine della sua carriera letteraria come Ficciones e L’Aleph. In questi racconti Borges crea trame intricate, sfruttando molti riferimenti eruditi derivanti dagli studi giovanili. Si delineano inoltre i temi che lo renderanno un autore memorabile e immortale per tutto il XX secolo: i simboli del labirinto, dei giochi degli scacchi, degli specchi sono solo alcune delle metafore che vogliono trasmettere la visione di un mondo intricato, pieno di significati nascosti come è quello che Borges vede. La grande, e forse anche sconfinata, cultura letteraria di Borges viene poi esaltata con più vigore in opere di saggistica quali L’altro, lo stesso (1964) e L’oro delle tigri (1972).

Jorge Luis BorgesGli anni ’40 e ’50 presentano tuttavia delle difficoltà per quanto riguarda le forti idee politiche che Borges aveva manifestato. Convinto oppositore di Perón, la salita al potere di quest’ultimo nel 1946 fa presto perdere all’autore argentino il posto di bibliotecario. Ciò nonostante, quando lo stesso Perón viene destituito nel 1955, Borges non solo si riguadagna il suo ruolo, ma anche la nomina di conservatore della Biblioteca centrale di Buenos Aires.

Gli apprezzamenti derivanti dalla critica e dall’opinione pubblica per la sua eccentrica produzione letteraria gli permettono presto di ricevere i primi riconoscimenti. Tra i più celebri si ricorda il Premio Nazionale della Letteratura (1957), il Premio Internazionale degli Editori (1961) e, insieme a Samuel Beckett, il Premio Formentor (1969). Rimane tutt’oggi incredibile, agli occhi dei suoi maggiori estimatori, il motivo per cui l’autore argentino non sia mai stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura. Tra le molteplici ipotesi, di cui alcune di natura strettamente politica, si è ritenuto che la commissione non abbia mai preso in considerazione il nome di Borges. Negli ultimi anni della sua vita la perdita della vista, malattia ereditaria, è causa di un veloce e progressivo peggioramento delle sue condizioni di salute. In seguito anche alla diagnosi di un grave cancro al fegato, muore a Ginevra il 14 giugno 1986.

Ho cercato, non so con quanto successo, di redigere racconti lineari. Non mi azzarderò a dire che sono semplici; sulla terra non c’è una sola pagina, una sola parola che lo sia, giacché tutte postulano l’universo, il cui attributo più noto è la complessità.

Jorge Luis BorgesLa peculiarità della produzione letteraria di Borges è quindi la capacità di sintetizzare incisivamente un variegato insieme di tematiche esistenziali e culturali, così da toccare le corde emozionali di molti dei suoi lettori. La fantasia e la bellezza tanto sconvolgente quanto straniante irradiata in ognuno dei suoi racconti descrivono paesaggi immaginari, privi delle coordinate spazio-temporali essenziali per collocarli razionalmente ma ricchi di percezioni sensibili che non necessitano di molte delucidazioni. Proprio per questo, il sogno costituisce la dimensione ideale per presentare realtà parallele e le molteplici prospettive da cui Borges permette di osservare la vita in quanto tale. Coloro che quindi accettano di fare propria la visione tanto fantomatica quanto riflessiva che Borges ha dell’esistenza umana si ritrovano tra le mani il potere di non fermarsi a una comprensione della realtà apparente, quanto invece penetrante ed inaspettata.

Maddalena Baschirotto per MIfacciodiCultura

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