IMRSV Arts, ovvero come diventare curatori a 25 anni

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Arrivare a Berlino e iniziare una nuova vita: per molti ragazzi è solo un sogno a occhi aperti, ma che per Marco Locatelli, venticinquenne di Bergamo, si è realizzato. Dopo aver iniziato un percorso che non gli dava soddisfazione, ha deciso di prendere in mano una situazione che gli stava stretta e cambiare direzione: è così che un quasi ingegnere ha preferito l’arte contemporanea e una vita che molti definiscono “precaria” alle certezze granitiche delle scienze applicate, dando vita a IMRSV Artsun progetto molto particolare ed affascinante.

Eitan Rieger, Waldwualle

«Ho studiato nanotecnologie al Politecnico di Milano e ho iniziato la magistrale in Design & Engineering, senza mai finirla: non ero felice di come stava andando la mia vita, ma non sapevo come fare per cambiarla. Mi ha aiutato un amico tedesco, conosciuto durante l’Erasmus, che mi ha ospitato a Berlino molte volte finché non ho preso la decisione di trasferirmi». Ciò che ha fatto scattare la voglia di cambiamento è la passione per l’arte contemporanea: «voglio aiutare gli altri a comprendere l’arte contemporanea e mettermi in gioco io stesso, sfruttando le nuove tecnologie».

Per iniziare questo percorso Berlino, città che Marco già conosce e ama, è il luogo perfetto: «è una città dove ognuno può realizzare il proprio potenziale, ci sono molti giovani che provano a inventarsi una vita, come artisti o creando start up». Che abbia fatto bene a provarci lo capisce subito: in pochi giorni trova lavoro in una galleria d’arte e in un anno diventa manager, imparando sia l’aspetto di gestione dell’arte sia migliorando come artista. Lavorare in galleria non solo è un grande successo di per sé, ma è anche punto di partenza per una grande avventura autonoma nel mondo dell’arte. È proprio in galleria che conosce Genefer Baxter, una ragazza americana che condivide la sua visione sull’arte contemporanea: «Quando io o Gen presentiamo una mostra in galleria sentiamo sempre dei commenti a mezza bocca come “potevo farlo anche io”. Abbiamo capito che c’è un problema di comunicazione tra gli artisti e il pubblico». I due hanno così un’idea: creare eventi dove il pubblico interagisca con le opere presentate, che saranno create con le nuove tecnologie (proiezioni, animazioni, realtà virtuale e realtà aumentata) per esplorare nuove modalità espressive, ma anche incuriosire le persone con un linguaggio dell’esperienza quotidiana.

Alla fine dell’anno scorso nasce allora IMRSV Arts – da leggere immersive – una piccola compagnia che crea eventi artistici per aziende, che vanno dalla piccola agenzia immobiliare alla Jegermeister o Spotify: ancora i proventi sono altalenanti, ma Marco e Gen sono fiduciosi. Per realizzare gli eventi hanno contattato la Grover, una startup berlinese che affitta strumenti tecnologici di qualsiasi tipo, che è diventata loro partner per la sperimentazione artistica. Insomma, le capacità tecniche non sono state rinnegate o messe da parte, sono lo spunto per andare oltre allo status quo nel nuovo mondo che Marco ha scelto.

Marco Locatelli negli uffici di IMRSV Arts

Il primo evento Nature in binary, realizzato alla fine del 2017, è stato una prova generale ben riuscita: i due hanno coinvolto sei artisti con cui hanno creato opere che riproducessero la natura con mezzi tecnologici. Di questi giorni invece è un cambiamento molto importante per IMRSV Arts: Marco e Gen hanno inaugurato il 12 maggio un coworking artistico, lo spazio IMSRV in cui ospitano circa 15 artisti che vogliano mettersi in gioco con loro, partecipare agli eventi non solo come artisti ospiti ma supportando la direzione artistica di Marco e Gen. L’obiettivo è quello di creare una comunità artistica, persone che lavorano insieme, si “contaminano” uno con l’altro e acquisiscono familiarità: spesso gli artisti lavorano in solitudine e non sanno che, magari, anche un altro artista sta facendo una ricerca simile; per questo un luogo come lo spazio IMRSV può avere un ruolo fondamentale nel mondo artistico berlinese.

Credo che la storia di Marco Locatelli sia di grande ispirazione: decidere di mettere da parte un futuro che, per quanto poco stimolante, era senza dubbio solido non è cosa scontata. Per lui invece è stata una scelta a cuor leggero, forse l’unica possibile.

E io? E voi? Cosa siete disposti a fare per inseguire la vostra stella?

Chiara Buratti per MIfacciodiCultura

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