“Help the Ocean”: un segnale di SOS lanciato dal futuro

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L’8 giugno in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani si è svolta a Roma, presso la Basilica Giulia nel cuore del Foro Romano, la conferenza stampa di Help the Ocean. L’iniziativa, ideata dall’architetto ed artista Maria Cristina Finucci in collaborazione con la direzione del Parco Archeologico del Colosseo, ha permesso di raccontare il processo che ha portato alla realizzazione del progetto di sensibilizzazione alla tutela dell’ambiente intrapreso dall’artista 5 anni fa.

Le drammatiche conseguenze dell’inquinamento, la tutela del nostro patrimonio ambientale, il rispetto della natura, il futuro dell’uomo e della società, sono tutti temi molto cari all’architetto lucchese che, nel 2013, ha fondato un nuovo stato federale: il Garbage Patch State. Si tratta letteralmente dello stato della macchia di spazzatura, costituito dalle isole di plastica drammaticamente apparse negli oceani in questi anni. Queste isole, veri e propri atolli galleggianti, sono il simbolo di una moderna negligenza antropica, che testimonia la persistenza di un sistema produttivo che non sa, ancora oggi, vedere al di là del proprio orizzonte di business e che dimostra costantemente un’emblematica incapacità di integrare in maniera armonica i concetti di produttività e sostenibilità. Si stima infatti che, ogni anno, siano circa 8 milioni le tonnellate di plastica che vengono immesse nei mari di tutto il mondo. Per non parlare del fenomeno della micro-plastica: la particellizzazione dei rifiuti plastici dovuta all’azione degli eventi atmosferisci, dei raggi ultravioletti e dell’ondosità dei mari. Questo materiale diventa quindi un veleno silenzioso che distrugge interi ecosistemi, contaminandoli dall’interno ed entrando subdolamente a far parte della catena alimentare.

La suggestione proposta dall’artista balza subito agli occhi e alla mente, se si pensa all’intento provocatorio di installare quest’opera nel cuore del Foro Romano, un luogo di ritrovamenti archeologici, pieno di fascino e storia.

«La nostra speranza – ha dichiarato Alfonsina Russo, direttrice del Parco Nazionale Archeologico del Colosseo – è che l’area archeologica più importante e visitata di Italia possa coinvolgere il pubblico nazionale ed internazionale sul significato fondante della memoria del passato… Solo un suo uso corretto, infatti, potrà garantire la conservazione del pianeta e quindi dare un futuro al nostro passato».

Maria Cristina Finucci

Help è una immensa struttura dal significativo valore, non solo sotto il profilo quantitativo-volumetrico (per realizzarla, infatti, sono state u

sate ben 76 gabbie metalliche foderate con una rete rossa, contenti circa 6 milioni di tappi di plastica) ma soprattutto sul piano comunicativo, in relazione al messaggio di cui si fa portavoce. Vista dall’alto, infatti, l’imponente installazione va a costituire le 4 lettere della scritta HELP.

Maria Cristina Finucci immagina la sua opera come una sorta di ritrovamento archeologico del futuro, un futuro verso il quale ci stiamo già inesorabilmente avvicinando. Ed è questo ipotetico ritrovamento che deve esercitare un ruolo fondamentale: Help the Ocean non è solo una richiesta trasversale d’aiuto ma è un monito alle future generazioni, un graffio policromo di polistirene che stride volontariamente in un ambiente fatto di storia, prefigurando la narrazione di una emblematica “età della plastica”. Attraverso la sua opera, l’architetto che, nel 2014, ha ricevuto il Premio Mela d’Oro dalla Fondazione Bellisario, lancia un segnale d’allarme e, al contempo, un monito per le generazioni future, con una potenza simbolica che sfida le leggi dello spazio e del tempo.

«Help the Ocean – come ci racconta la stessa artista – è un grido d’allarme, che non si limita all’importanza della questione ambientale, ma che pone al centro l’individuo e l’intera vita sul pianeta». E l’impatto visivo di questa enorme scultura di plastica sarà reso ancora più potente dalla installazione luminosa realizzata da Enel X. Il progetto di illuminotecnica è stato creato in modo da valorizzare l’opera e permettere la sua visibilità durante le ore notturne, donandole una maggiore e più intensa forza espressiva.

«Siamo estremamente soddisfatti di aver dato un contributo concreto alla valorizzazione e amplificazione del messaggio di HELP ha dichiarato Francesco Venturini, il responsabile di Enel X – un messaggio che è collegato alla tutela dei mari, del territorio e a un utilizzo consapevole e razionale delle risorse».

Help the Ocean

Help the Ocean vuole aprire una finestra su un problema apparentemente invisibile, meglio ancora “trasparente”, così come trasparente è la plastica disciolta nel mare, la quale si confonde col colore dell’acqua pur permanendo, inquinando e mettendo in pericolo la salute dell’ambiente e dell’uomo. Essa è anche un’opera capace di attivare un meccanismo di allerta, un segnale trasversalmente captabile che ci ricorda che non tutto è perduto e che è ancora possibile salvarci.

Help the Ocean è stata quindi l’occasione per adoperarsi in una riflessione sull’ambiente e la direzione che l’uomo contemporaneo gli sta attribuendo. In una società ad alta velocità, in cui prevalgono le esigenze della produzione è importante ritagliare uno spazio per osservare e osservarci, identificando i limiti di un sistema che, se così interpretato, potrebbe distruggere gli equilibri ecologici dell’intero pianeta.

Help the Ocean
Parco Archeologico del Colosseo, Roma
Dall’8 giugno al 29 luglio 2018
Con la collaborazione ed il sostegno della Fondazione Bracco

Stefano Mauro per MIfacciodiCultura

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