“A modo nostro”: i cinesi che vivono in Europa protagonisti del nuovo romanzo di Chen He

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Via Paolo Sarpi a Milano è considerata la Chinatown italiana per l’alta concentrazione della comunità cinese e di esercizi commerciali gestiti dai suoi membri

A modo nostro è un romanzo altamente realistico che getta lo sguardo sulle comunità cinesi che vivono in Europa. Conviviamo con loro nelle nostre città, eppure non sappiamo quasi nulla di loro al di là dello stereotipo per cui sono tutti uguali. La loro cultura, le loro vicissitudini, la loro sensibilità, la loro visione del mondo, quello che fanno: a pensarci bene tutto di loro ci è estraneo. Chen He in questo suo romanzo ci racconta altro.

Nato nel 1958 a Wenzhou, nel sud della Cina (provincia dello Zhejiang), la vita di Chen He è essa stessa degna di un romanzo. Letteralmente esordisce nel 1984 con una serie di racconti, dieci anni dopo (1994) si trasferisce in Albania, a Tirana, dove avvia un commercio di medicine cinesi. Rapito a scopo di riscatto, viene liberato dalla polizia e nel 1999 si trasferisce a Toronto dove oggi vive con la famiglia. Nel 2010 pubblica il romanzo Sarawok, storia di un soldato cinoamericano che ha combatte la Seconda Guerra Mondiale nell’esercito canadese e nel 2012 esce in Cina A modo nostro, di cui Sellerio ha acquisito i diritti mondiali, caso unico nel mercato editoriale internazionale.

Il Capodanno cinese è una delle festività più importanti festeggiate dalla comunità in ogni parte del mondo

Il romanzo si muove tra Cina ed Europa raccontandoci di quei cinesi che lasciano il loro paese per trasferirsi nel Vecchio Continente. Il protagonista è un uomo che lavora come autista in una società di trasporti nella città di Wenzhou, città natale dello scrittore, situata in quell’area da dove provengono il 90% dei cinesi che si trasferiscono in Francia e Spagna. Un fatto tragico lo colpisce e lo costringe a lasciare il proprio paese: la moglie, da cui si era separato anni prima, muore a Parigi in un incidente stradale. Come unico parente l’uomo deve recarsi in Francia per il riconoscimento del corpo. Il racconto di questo inaspettato viaggio si intreccia così con quello della vita della donna, prima in Cina e poi in Francia. Originaria anche lei di Wenzhou, la donna apparteneva ad una famiglia influente: il padre era un importante quadro del partito durante la Rivoluzione Culturale. Per il marito quel viaggio inaspettato è un’opportunità unica che lo porterà anche a scoprire la vita e le sofferenze passate di quella che è stata sua moglie. Entrerà in contatto con quelli che sono gli eredi della Rivoluzione cinese che la conoscevano, casta potente e di grande prestigio politico che cambierà il suo destino.

A modo nostro
A modo nostro

Chen He si muove su questo doppio binario che gli permette di costruire un romanzo altamente realistico. L’autore utilizza alcuni stilemi del genere noir occidentale per raccontarci una cupola criminale, avida e corrotta. Questo suo muoversi su più livelli ci permette però anche di conoscere lo “sguardo cinese”, ovvero come gli espatriati osservano noi e le nostre abitudini, la nostra storia e la nostra cultura. È uno sguardo che ci viene mostrato, forse, per la prima volta e che per un lettore europeo è una vera e propria rivelazione. L’espresso italiano che è denso come salsa di soia, ogni formaggio un cibo dall’odore repellente, Atene una capitale ricca di incomprensibili rovine che andrebbero ricostruite: la storia diventa lo sfondo perfetto per lo svelamento reciproco di mondi e culture completamente diversi.

Il romanzo prende vita e si trasforma in qualcosa d’altro e di più profondo, uno sguardo nuovo ed inedito sui cinesi. Chen He attraverso il suo libro ci fornisce l’unica chiave di lettura che porta all’integrazione: la conoscenza vera e profonda dell’altro, delle sue radici, delle sue abitudini, del suo sguardo sul nostro mondo. In questo senso la sua è un’operazione perfettamente riuscita.

Daniela Dragoni per MIfacciodiCultura

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