#1B1W – “Arrivederci Piccole Donne”: remake moderno del classico della Alcott

0 105

Marcela Serrano è una scrittrice cilena che nei suoi romanzi parla del suo Cile, sempre con un’attenzione particolare alle donne e al femminismo. Scrive Arrivederci Piccole Donne nel 2004, pubblicato lo stesso anno in Italia edito da Feltrinelli, un romanzo, come la scrittrice ci fa intendere dal titolo, che vuole essere un remake del classico Piccole donne di Louise Alcott.

“Piccole donne”, 1869, copia della Houghton Library, Harvard University

Siamo nel Cile degli anni ’70, al Pueblo, un grande appezzamento terriero come nel mondo non ne esistono più, dove i ricordi delle quattro cugine Martinez prendono vita, raccontando la storia di chi erano, chi sono oggi e come lo sono diventate. La narrazione prende vita sulla falsa riga del classico della Alcott raccontando la storia di altre quattro piccole donne che crescono, e la loro personale battaglia contro il mondo. Non sorelle questa volta, ma cresciute come tali: quattro figlie uniche di quattro fratelli, che ogni estate andavano a passare al Pueblo le proprie vacanze dalla burbera Zia Castillia. Troviamo Ada, anticonformista e indipendente, amante dei libri e della lettura, tanto da farne il proprio mestiere, Lola bella e sensuale, per la quale l’aspetto esteriore è il centro dell’esistenza, la dolce e compassionevole Luz, sensibile e nata per aiutare il prossimo, e infine Nives, materna, con il sogno di metter su famiglia e fare la donna di casa, l’incarnazione di una femminilità di altri tempi.
Attraverso le memorie di un’infanzia passata alla casa del Pueblo e un presente che le ha costrette ad allontanarsi, assistiamo alle loro quattro storie, i racconti della vita di donne molto vicine ma tanto diverse, che dopo anni si rincontrano e ritornano nei luoghi della loro gioventù per la morte della loro balia. Ogni capitolo segue la storia di ognuna, anticipata da una citazione presa proprio dal Piccole donne originale, omaggiando così l’opera da cui prende ispirazione questo moderno rifacimento letterario, ma raccontandoci infondo la sua di storia.

Marcela Serrano, fotografia di Casa de América via flickr

Arrivederci Piccole donne è un romanzo che ci fa visitare le pittoresche terre del Cile ma anche viaggiare per il mondo: le vicende delle protagoniste sono ambientate da Bruxelles a Londra, da Tangeri alle campagne francesi. Il libro ci racconta trent’anni di cambiamenti, non solo dei personaggi, ma anche storici: parla dell’11 settembre cileno nel 1973 e la presa di potere di Pinochet e pure dell’11 settembre Americano, passando anche dalla guerra in Afganistan alla fame del Sudan. Tutti questi avvenimenti fanno da sfondo e contestualizzano storicamente la saga di questa grande famiglia, mostrandoci l’evoluzione delle sue protagoniste anche legata a queste date così importanti per i libri di storia.

La Serrano, ispirandosi a un pilastro della letteratura femminile, ci racconta di donne forti e diverse tra loro, donne che da sempre hanno saputo ciò che volevano e come sarebbero volute diventare. Donne che, nonostante siano nate in un contesto storico in cui la libertà e l’indipendenza femminile fosse ancora una realtà lontana, ottengono ognuna ciò che desiderano nel bene o nel male. Donne con il proprio carattere, con i propri pregi e con le proprie insicurezze, che non sembrano però una generalizzazione. Arrivederci Piccole Donne è un libro che parla d’icone femminili, in cui ogni donna può ritrovare un tratto comune, ma allo stesso tempo sono tutte rappresentazioni diverse di una femminilità che molto spesso in letteratura viene stereotipata e vista in maniera univoca, dimostrando in questo modo le migliaia di sfumature dell’animo femminile.

Arrivederci piccole donne, Marcela Serano, 2004 Feltrinelli Editore

Arrivederci piccole donne è un libro che oltre a essere ispirato esplicitamente a un classico, risulta impregnato anche dalle influenze dai grandi della letteratura latino americana. Leggendo la Serrano si trovano delle vicinanze a Isabel Allende e Gabriel García Márquez. Anche se l’autrice in questo libro non utilizza come espediente narrativo lo stesso realismo magico presente nelle storie di Marquez e della Allende, ritroviamo alcuni riferimenti e ispirazioni a questi due giganti della letteratura dell’ America del sud, come il parlare di una grande famiglia, dove le donne hanno un ruolo chiave per la narrazione, l’incestostuosità e alcuni camei all’interno del romanzo fanno pensare che Marcella Serrano abbia voluto omaggiare alcuni dei suoi predecessori.

Questo libro è una reinterpretazione in chiave moderna del grande classico da cui prende il nome, ma anche un romanzo intenso in cui vediamo scorrere come in un film le vite di quattro donne, che si aprono e si mostrano nella loro intimità. Una narrazione che fa appassionare alle storie delle Piccole donne del 2000, simili a quelle già vissute nel passato, ma che hanno una loro personale storia da raccontare.

Giorgia Chiaro per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.