Young Signorino, lode al manifesto culturale della nostra epoca (al pari di Marinetti)

1 1.402

«nel  centro  di  quei  tam-tuuumb

spiaccicati  (ampiezza  50  chilometri  quadrati)

balzare    scoppi    tagli      pugni      batterie    tiro

rapido    violenza     ferocia     regolarita    questo

basso   grave    scandere    gli    strani   folli  agita-

tissimi     acuti    della     battaglia     furia    affanno

orecchie                  occhi

narici                       aperti           attenti

forza   che    gioia    vedere    udire   fiutare   tutto

tutto    taratatatata    delle   mitragliatrici   strillare

a   perdifiato   sotto   morsi    shiafffffi    traak-traak

frustate        pic-pac-pum-tumb      bizzzzarrie»

La droga sta a Young Signorino come la guerra stava a Marinetti

No, non è Young Signorino. È Marinetti ed è nella storia della letteratura, come il massimo esponente del Futurismo, e per lui si sprecando definizioni tipo «l’autore utilizza metodi di stampa particolari inserendo caratteri tipografici di varie dimensioni, grassetto e corsivo creando in tal modo un effetto visivo in grado di riportare il lettore al centro della battaglia. Il testo, dal forte carattere visivo, si compone di parole in libertà, tecnica di scrittura futurista che prevede l’abolizione dei nessi sintattici tradizionali, il rifiuto di articoli, avverbi e aggettivi e l’uso di termini onomatopeici per riprodurre i suoni della guerra». 

Alfa- Alfa- Alfabeto ah uh
Ah uh
Ah uh ah
Alfa-
Alfa-
Alfabeto rappapappapappapà
Alfa-
Alfa-
Alfabeto hi ha
Hi ha
Hi ha
Alfa-
Alfa-
Alfabeto hi ha he hi
*versi vari*
Bu bu bu bu bu bu bu bu
SKRT

Fumo, fumo, fumo e rido
Mmh ha ha ha
Lei ride, ride, ride
Mmh ha ha ha
Alfa-
Alfa-
Alfabeto ah uh
Ah uh
Ah uh ah
Rari, rari, rari, rari
RAWR RAWR RAWR RAW
Scotta, scotta, scotta, scotta
*ansimare*
Sudo, bevo, passo e a letto
Mmh ha ha ha
Mia mamma mi crede pazzo
Mmh ha ha ha
Canto, canto, canto, canto
Ulalalalala
Sto indicando con il dito
Là là là là là là là
La schiaffeggio mentre ride
Mmh ha ha ha
Mangio, mangio caramelle
Gnam gnam gnam gnam
Africa, buon vino, passo(?)
Ku ku ku ku ku ku
Non mi piace questa tipa
Nah nah nah nah nah
Voglio la tipa del tipo
Uh uh uh uh uh uh uh
Sì, l’ho già lasciata incinta
Ahiahiahiahiahi
Parla, parla, parla. parla
Ba ba ba ba ba
Si si si si si-Signorino
Si si si si

RAWR RAWR RAWR RAW
*ansimare*

Ecco, questo invece è Young Signorino, e la sua hit Mmh ha ha ha.

Dal video di “Mmh Ha Ha Ha”, una bella immagine di Young Signorino

La vedete davvero la differenza? Eccezion fatta per la passione per la guerra, s’intende, punto di forza del Futurismo. O ancora, Signorino non potrebbe essere Dada? Non basta quello che sta producendo artisticamente per essere Dada? E chi lo stabilisce? Il ferro da stiro coi chiodi, visto da vicino, è esattamente quello che sembra e che possiamo enunciare: un ferro da stiro con dei chiodi piantati nella piastra, e anche malamente. Non basta parlare di solecuoreamore in tono lamentoso per essere un neomelodico? Di cosa stiamo parlando?

Hanno scritto, di questo ragazzo di diciannove anni, «Young Signorino infatti non è etichettabile in nessun modo, non si può definire cantante, né tanto meno rapper ma neanche trapper; i suoi testi sono per la maggior parte sillabe dette a caso, parole onomatopeiche, un mix neanche in rima di “droga” “puttana” “pasticca” che semanticamente legate tra loro potrebbero anche vagamente darci un senso di quello che vuole esprimerci». Questo è solo parzialmente vero, fermo restando che qualcosa dentro ci sconvolge l’anima all’idea che esiste il concetto di differenza tra rap e trap, e che vada definita: la definizione di Young Signorino è, parafrasando Charles Schultz, Logica Conseguenza.

Ma davvero voi pensavate di abbassare continuamente il tono e il livello, di assassinare i programmi scolastici, brutalizzare le materie umanistiche, portare le masse a disprezzare la cultura, dare diritto di parola 1-vale-1 a stuoli di analfabeti funzionali, riscoprire i peti ed i rutti dei film-barzelletta e chiamarli commedia all’italiana, chiamare romanzi i libri di Fabio Volo, fabbricare in tv i cantanti tutti omologhi, idolatrare le persone famose per essere famose, avere sportivi analfabeti nel novero delle persone più influenti del pianeta, sbavare per i royal wedding, mettere in piazza tutte le vostre miserie familiari, adottare a livello planetario la politica di espansione per l’espansione come se foste un enorme cancro, esaltare i cuochi come artisti, elevare a livello di espressione artistica l’artigianato creativo, scambiare per statisti individui dello spessore di un capo ultras, rivalutare apartheid, nazismo, leggi razziali, sessismo, bigottismo e lasciar soffiare questi venti liberamente – pensavate di vivere in tutto questo e molto altro ancora, impossibile da riassumere e da comprimere, in queste paludi stigie, e di non veder comparire un Young Signorino? Senza tener conto di storia o valenza musicale, abbiamo fatto diventare musica il rap, e adesso non volete il trap? Vanno sotto la medesima definizione di “musica” Ludovico Van e il più fulminato del DJ, e fate i distinguo su Young Signorino?

Filippo Tommaso Marinetti al suo meglio

Siamo su un piano inclinato come dei gravi che stanno rotolando, secondo un principio squisitamente fisico, in moto accelerato uniforme, e Young Signorino non è sicuramente il grave più grave – a parte il fatto che rivendico per lui la valenza di un propugnatore di un manifesto culturale al pari di Marinetti. Della biografia di costui difficilmente potrebbe importarci di meno, non ci curiamo di sapere se sia vero o meno delle dipendenze da psicofarmaci, delle case di cura psichiatriche e amenità assortire che fanno tanto Poeta Maledetto 2.0 (sì, ci sono stati anche quelli, e l’assenzio, l’oppio e gli annessi e connessi): un aspetto evidente, peraltro, è che lui o chi per lui non fa altro che applicare i principi che gli abbiamo insegnato, e mancando di qualsiasi qualità positiva ha scelto di diventare il nemico, l’antagonista, ché un nemico intorno serve sempre, come insegna Vecchioni – Gotham ne ha bisogno, ma ne aveva bisogno soprattutto Young Signorino, e noi abbiamo abboccato. Perché Young Signorino, o chiunque ne gestisca il fenomeno, è assai meno vacuo e patetico di quelli che gli si scagliano contro o lo sbeffeggiano, a partire ad esempio da una Dolcenera che, bontà sua, gli ha dato inconsapevolmente una ulteriore visibilità sicuramente immeritata ma alquanto utile, avendolo in pratica onorato di una cover, di cui molti non percepiranno nemmeno lontanamente l’ironia.

E sapete che c’è? Che tra una generazione, i nostri pronipoti guarderanno al Young Signorino di turno con lo stesso improvvido disprezzo che oggi riserviamo a questo povero ragazzotto che per trovare i suoi 15 minuti di visibilità ha dovuto persino tatuarsi un cerotto in faccia, paragonarsi a Marilyn Manson e raccontare di essere l’Anticristo (o che altro), e rimpiangeranno la profondità dei testi che oggi a noi paiono borborigmi (ma solo perché non vengono dai maître à penser alla Zalone-Boldi-Vitali). Poco o nulla serve ritirarsi sul Cucuzzolo del Misantropo a leggere poesia barocca, i gravi rotolano.

Rivedetevi Midnight in Paris: per il nostro futuro, questi anni forsennati saranno la Belle Époque. Personalmente, comunque, me ne vado: e vi lascio con Estrema Riluttanza e Logica Conseguenza.

Vieri Peroncini per MIfacciodiCultura

1 Commento
  1. fabio dice

    ho avuto più o meno gli stessi pensieri sul tema Young Signorino https://soundcloud.com/fabiomasetti/mmh-ha-ha-harinetti

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