Salvatore Settis: il difensore del patrimonio culturale italiano

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Professore Settis, laurea ad Honoris causa in architettura presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria
Professore Salvatore Settis, laurea ad Honoris causa in architettura presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria

L’Italia può annoverare tra i suoi accademici personalità di altissimo profilo internazionale e dalle capacità non comuni, tra queste vi è senza dubbio Salvatore Settis (Rosarno, 11 giugno 1941). Il suo curriculum parla da solo: laurea in Archeologia classica e attività di insegnamento presso la Scuola Normale Superiore di Pisa dal 1968 fino 2012, all’attività accademica ha affiancato numerosi ruoli di direzione presso le istituzioni culturali di tutto il mondo (tra cui quello di direttore del Getty Center for the History of Art and the Humanities di Los Angeles dal 1994 al 1999), nonché numerose onorificenze, tra le quali tre lauree ad honoris causa (due in giurisprudenza conferite dalle Università di Padova e Roma “Tor Vergata”, ed una in architettura da parte della Università “Mediterranea” di Reggio Calabria). Sempre in prima linea nella campagna per la tutela del patrimonio culturale italiano, Settis si pone una delle voci più autorevoli all’interno del panorama intellettuale italiano.

Tra le sue pubblicazioni più recenti si segnala Paesaggio Costituzione cemento. La battaglia per l’ambiente contro il degrado civile (2010), in cui Settis racconta la storia del progressivo logoramento delle radici etiche e giuridiche della tradizione italiana di tutela del paesaggio, prima di tutto partendo dalla costatazione della perdurante disapplicazione dell’articolo 9 della Costituzione italiana, dove si fa riferimento alla promozione della cultura e ricerca scientifica e alla tutela del patrimonio storico-artistico italiano. Il professor Settis critica aspramente la distinzione, tutta italiana, che si è fatta fra i concetti di promozione e tutela del patrimonio storico e paesaggistico, e la conseguente spartizione delle due attività in capo allo Stato e alle Regioni (ai sensi dell’art.117 della Costituzione).

Paesaggio Costituzione cemento. La battaglia per l'ambiente contro il degrado civile (Einaudi, 2010)
Paesaggio Costituzione cemento. La battaglia per l’ambiente contro il degrado civile (Einaudi, 2010)

Settis assume che tale spartizione di competenze si è posta come base per le continue lotte intestine tra le istituzioni (identificabili nelle varie leggi in materia di tutela dei beni culturali e paesaggistici, tra cui la legge istitutiva del Ministero dei beni culturali degli anni ’70, già ai suoi esordi definito come una “scatola vuota” da autorevoli giuristi come Sabino Cassese) al fine di avere piccoli manipoli di potere, gestiti in funzione della soddisfazione delle esigenze clientelistiche dei partiti. Le elargizioni indiscriminate di permessi per costruire, con la conseguente crescita ingiustificata dell’urbanizzazione del territorio alla luce della stagnazione demografica che ha colpito l’Italia negli ultimi decenni, nonché il soffocamento del territorio comportante l’aumento dei livelli di inquinamento, sono i risultati di irresponsabili scelte politiche, tramutatesi in leggi e provvedimenti, che hanno sostanzialmente tradito l’intento dei costituenti che redissero l’articolo 9. In tutto ciò i continui tagli inferti alla spesa pubblica nel settore (tra le più basse in Europa), consistenti in minori risorse economiche e umane non hanno fatto altro che rendere la situazione ancor più patologica, anche dal punto di vista sociale a seguito dell’altissimo tasso di disoccupazione tra i ragazzi laureatisi in materie attinenti tale settore.

La critica di Salvatore Settis è marcata e assolutamente condivisibile: da un lato lo Stato ha invogliato i ragazzi a specializzarsi in tali settori a seguito della moltiplicazione di corsi di laurea presso pubbliche università, ma dall’altro da anni ha bloccato le assunzioni. Il risultato è la diffusa l’insufficienza quantitativa e qualitativa del personale museale, nonché la sua età avanzata. Tutti elementi che si pongono all’opposto del disegno costituzionale.

articolo 9 della Costituzione italiana
Articolo 9 della Costituzione italiana

A seguito dell’esperienza maturata all’estero, Settis afferma la necessità di concepire la protezione e la promozione dei beni culturali come un unico processo individuabile nella tutela: un’unica attività nella quale la valorizzazione è strumentale alla protezione e non pone in antitesi i due concetti riducendoli alle idee di conservazione statica e mercificazione. Dunque mettere al servizio delle eccellenze museali le professionalità tecniche e pratiche che consentano la migliore salvaguardia del patrimonio, ma nel farlo, invogliare anche i cittadini alla visita e alla partecipazione del nostro patrimonio. Tutto ciò presuppone la necessità di approcciarsi a tale compito con una visione globale e lungimirante, qualità per ora latente nella classe dirigente del Paese. Il modello prospettato è quello del Louvre di Parigi che ha riscontrato un successo clamoroso di visitatori negli ultimi anni, ma senza cadere nella mercificazione.

«È inutile continuare a ripetere, con Dostoevskij, che la Bellezza salverà il mondo: la Bellezza non salverà nulla, se noi non salveremo la Bellezza!» afferma Salvatore Settis, invogliando ad un cambiamento che non può che provenire dal basso, dalle istanze dei cittadini: è la Cultura che richiede il nostro aiuto.

Pierfrancesco De Felice per MIfacciodiCultura

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