Margherita Hack, astrofisica della semplicità al di là dell’Universo e delle stelle

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Margherita Hack, astrofisica della semplicità al di là dell'Universo e delle stelleMargherita Hack superava di poco la sufficienza al liceo e scelse Lettere come prima facoltà, perché aveva «facilità per scrivere». Questo si evince da alcune interviste rilasciate dalla Hack, disponibili su Youtube. Ma la grande astrofisica, alla fine, virò proprio sulla fisica, in quanto si ricordava come essa fosse stata la sua materia preferita al liceo.

La Hack nasce il 12 giugno 1922 a Firenze, da Roberto Hack, contabile fiorentino di origini svizzere di religione protestante e da Maria Luisa Poggesi, la quale è stata miniaturista alla Galleria degli Uffizi. L’educazione della futura astrofisica è stata, inizialmente, di stampo teosofico, ovvero una dottrina che vede un’unità tra le varie religioni, fondata nel 1875 a New York da Helena Petrovna Blavatsky, da distinguersi dalla dottrina neoplatonica, la quale vede nell’estasi e nella mistica il raggiungimento della sapienza divina. La Hack per tutta la sua vita professerà l’ateismo.

Come detto, la sua prima scelta fu Lettere, ma la lezione di De Robertis era troppo noiosa, così “ripiegò”su Fisica.

Quando preparavo la tesi di laurea, a Firenze, durante la guerra, si poteva fare un buon lavoro anche con telescopi di 30-40 centimetri di diametro e con osservatori in città. Non c’era inquinamento luminoso, allora. Era ancora fresca la scoperta dell’espansione dell’Universo, frutto delle osservazioni di Edwin Hubble nei primi anni Trenta. Ma non si conosceva nulla o quasi dell’evoluzione di stelle e galassie. E si usavano le lastre fotografiche.

La tesi, che inizialmente doveva essere in elettrostatica, invece si è concentrata sullo studio delle Cefeidi, «Le cefeidi sono importanti perché permettono di misurare le distanze delle galassie. Si sa infatti che il tempo che passa tra un picco e l’altro di massima luminosità (il “periodo”) è costante, ma varia da stella a stella: più lungo è il periodo, maggiore è la luminosità. Misurando il periodo di una cefeide si può risalire alla sua luminosità reale che, confrontata con quella apparente, consente di stimare la distanza. Il sistema è stato impiegato per calcolare la distanza della Piccola Nube di Magellano: 230 mila anni luce da noi.» ( tratto da Focus del 2 agosto 2016).

Margherita Hack, astrofisica della semplicità al di là dell'Universo e delle stelleDopo aver condotto le sue ricerche ad Arcetri, già famoso per aver ospitato Galileo dopo la sua abiura, lavora prima all’osservatorio di Merate, poi a quello di Trieste, arrivando a insegnare astrofisica e radioastronomia presso l’Istituto di Fisica dell’Università di Milano; collabora con numerose Università straniere (Università di Berkeley (California), l’Institute for Advanced Study di Princeton (New Jersey), l’Institut d’Astrophysique di Parigi (Francia), gli Osservatori di Utrecht e Groningen (Olanda) e l’Università di Città del Messico).

A Trieste Margherita Hack ha avuto un enorme impatto: infatti fonda  nel 1980 un Istituto di Astronomia che viene poi sostituito nel 1985 da un Dipartimento di Astronomia, di cui è stata direttrice fino al 1990, diventando così la prima donna in Italia a dirigere un osservatorio astronomico. Inoltre,  ha collaborato con numerosi giornali e periodici specializzati, fondando nel 1978 la rivista bimensile L’Astronomia di cui è stata a lungo direttore, e successivamente diresse la rivista di divulgazione scientifica e cultura astronomica Le Stelle.

Durante la sua carriera, la Hack è stata anche un’ottima divulgatrice scientifica, scrivendo per esempio Stelle, pianeti e galassie. Viaggio nella storia dell’astronomia: dall’antichità a oggi; Margherita Hack racconta Tolomeo e Copernico. Dalle stelle la misura dell’uomo.

In un’intervista di Ilo Nardi, inserita nel suo libro Riflessioni sul senso della vita, la Hack risponde a dieci domande, di cui riportiamo la 5°:

Ilo Nardi: Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?

Margherita Hack: Ormai ho 88 anni e gli obiettivi che posso avere è di morire senza soffrire, senza dipendere dagli altri; nella vita ho raggiunto alcuni obiettivi, ho fatto della discreta ricerca,  ho comunicato a molti giovani l’importanza e la bellezza della scienza, e anche della vita.

Margherita Hack, astrofisica della semplicità al di là di Universo e stelleAl di là di qualsiasi riflessione, di qualsiasi giudizio, la Hack è stato un esempio di come ci si possa accettare, di come si possa guardare alla vita con ambizione, ma riconoscendo sempre i propri limiti, restare uomini e umili. In una intervista doppia con Zichichi, la scienziata ha detto di essere «una scimmia evoluta, e nemmeno tanto evoluta»,  segno di una modestia che parte dallo sguardo della donna, che stupisce per la vena malinconica, ma anche per l’ironia e la felicità di chi sembra parlare del proprio giocattolo preferito.

La Hack, però, non è stata solo un’ottima scienziata, ma anche una sostenitrice dei diritti civili e del riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali:

Noi invece siamo un paese arretrato, che non sa cos’è il rispetto della libertà. Il Vaticano è certamente un deterrente che influenza la classe politica, ma la politica non è libera e non ha il coraggio di reagire. E se non reagisce questo significa che è più bacchettona della Chiesa e non sa cos’è il rispetto della libertà altrui.

Margherita Hack muore a Trieste il 29 giugno 2013, giorno in cui l’Italia non ha perso solo una grande astrofisica. È stata, forse, qualcos’altro oltreché una grande scienziata: una donna che ha ammesso la sua mediocrità, che non aveva paura di dire di essere in errore. Fedele per settant’anni al suo Aldo, amore che ha sfidato qualsiasi legge umana, ma che racchiude l’essenza di una donna e una scienziata, emblema della semplicità: «Io le vacanze le faccio a Topolini, a Barcola».

Edoardo Poli per MIfacciodiCultura

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