Inaugurata a la prima edizione della Biennale d’arte internazionale di Riga

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I Paesi Baltici costituiscono ancora un territorio non del tutto conosciuto, nonostante gran parte della produzione artistica provenga da lì. Per rimediare a questa scarsa visibilità, il 2 giugno scorso ha aperto i battenti la prima Biennale d’arte internazionale di Riga, in Lettonia (The Riga International Biennial of Contemporary Art – RIBOCA). Promotrice dell’iniziativa è stata Agniya Mirgorodskaya, giovane appassionata di arte contemporanea, con studi al Sotheby’s Institute of Art di New York ed esperienze lavorative da Christie’s a Londra, che si è assunta l’onere finanziario del progetto.

Agniya Mirgorodskaya, ideatrice della Biennale d’arte internazionale di Riga

In veste di capo – curatore è stata l’ex direttrice di Art Brusselles Katerina Gregos, che ha dato forma e sostanza al concept di questa edizione, Everything Was Forever, Until It Was No More (È stato per sempre, finché non è finita), in concomitanza con il centenario dell’indipendenza dei tre stati baltici Lituania, Lettonia ed Estonia. Il titolo è preso in prestito dal libro omonimo di Alexei Yurchak, che tratta del crollo dell’Unione Sovietica e del sentimento che ha accompagnato questo evento: nonostante il sistema sovietico sembrasse incrollabile, la sua fine è stata percepita come un qualcosa di naturale, e solo in seguito è emerso lo shock dei grandi cambiamenti.

Ciò che colpisce principalmente di questa Biennale d’arte è il numero di artisti invitati, 103 tra cui 10 collettivi, quasi un terzo proveniente dai paesi baltici. Le opere selezionate, 113 tra cui 49 nuove commissioni, sono esposte in otto sedi sparse per tutta Riga, con una distanza di 20 minuti a piedi l’una dall’altra per creare un percorso che consenta ai visitatori non solo di calarsi nell’atmosfera dell’arte contemporanea ma anche di scoprire le bellezze e la storia della città. Gli spazi selezionati riflettono la variegata storia culturale e architettonica della capitale lettone: dai tradizionali edifici in legno medievali ed ottocenteschi, all’Art Nouveau prebellico, al modernismo sovietico e all’imponente architettura industriale.

Esterno dell’ex fabbrica tessile Bolshevichka, Riga

La Biennale d’arte internazionale di Riga si configura come una nuova piattaforma per il dialogo artistico e intellettuale perchè gli artisti sono da sempre un passo avanti rispetto a politici e storici nel riflettere su ciò che accade nel mondo, facendo dell’arte una forza unificante. RIBOCA è solo il primo atto di un’evoluzione costante della scena artistica baltica: il più raffinato museo di arte contemporanea si trova a Tallinn, la galleria Temnikova&Kasela in Estonia partecipa attivamente alle maggiori fiere internazionali, mentre in Lituania, Galerija Vartai ha il programma più attivo.

La tendenza in atto ha come sostegno l’iniziativa privata a volte in unione con gli sforzi dello Stato: il collezionista e mecenate Janis Zuzans sta costruendo un centro di arte contemporanea a Riga e Victoras Butkus sta realizzando il Museum of Modern Art a Vilnius. La Biennale d’arte contemporanea di Riga si pone invece come esempio di un’istituzione che ha un grande potenziale per contribuire al futuro dell’infrastruttura artistica della regione. Inoltre, la struttura punta a creare un modello sostenibile, basato sulle migliori pratiche che diano priorità agli artisti, alla produzione espressiva e alla mediazione dell’arte per trasmettere significati.

Zuzeum, Riga

Si tratta di processo operativo che comincia dal locale, espandendosi poi al regionale e al nazionale, per giungere al transazionale. Lo scopo ultimo della Biennale è di piantare le radici culturali lì dove queste sono nate, senza però rifiutare il confronto internazionale che diventa ancor più fondamentale per la comprensione della propria territorialità artistica.

The Riga International Biennial of Contemporary Art
Riga (Sedi varie)
Dal 2 giugno al 28 ottobre 2018

Rosa Araneo per MIfacciodiCultura

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