Presentata “La Stazione delle Muse” al Museo MAiO per il suo terzo compleanno

0 478

Il 3 giugno il Museo MAiO – Museo dell’Arte in Ostaggio e delle grafiche visionarie di Cassina de’ Pecchi, in provincia di Milano, ha compiuto tre anni e in occasione di tale anniversario ha presentato la Stazione delle Muse: un nuovo allestimento studiato e realizzato ad hoc.

Spesso non ci accorgiamo o non sappiamo dell’esistenza di piccoli luoghi lontano dai grandi musei che racchiudono l’inestimabile ricchezza e la storia della nostra cultura.

Inaugurato il 16 maggio 2015, il MAiO nasce dall’idea di Salvatore Giannella, giornalista e scrittore che ha voluto e continua a voler sottolineare l’importanza di ciò che è “assenza” ma che per questo non è di meno valore. I 1653 tesori rubati in Italia tra il periodo fascista e la Seconda Guerra Mondiale racchiudono 800 dipinti, numerose sculture, arazzi, tappeti, strumenti musicali tra cui i violini Stradivari. Moltissimi manoscritti sono ancora mancanti all’appello, disseminati tra la Germania e l’Europa dell’Est.

Il museo ha sicuramente uno spirito ambizioso e innovativo, per questo ha scelto un allestimento multimediale pensato e realizzato da Streamcolors, un famoso studio di arte digitale milanese, che ha collaborato con lo studio di architettura Dossi e Tranchino. L’idea parte dal desiderio di rendere partecipe il pubblico, per far riaffiorare la memoria su ciò che ancora è assente. Il pubblico ha avuto la possibilità di fruire di ciò che non è presente alla mostra attraverso video in 3D e vivere l’esperienza delle opere “prigioniere di guerra” in modo interattivo. Il tutto è accompagnato dalle parole di Salvatore Giannella l’ideatore di questa bellezza.

Salvatore Giannella

Il progetto La Stazione delle Muse, che è stato presentato al pubblico durante la seconda Giornata Nazionale dedicata ai Piccoli Musei, è costituito da due nuove principali installazioni. In primo luogo, il MAiO Play: un videogioco pensato sopratutto per il ragazzi dai 13 ai 25 anni ma fruibile a tutti, con il quale i visitatori hanno potuto scoprire i capolavori trafugati di artisti come Michelangelo, Raffaello, Botticelli, Canaletto e Tintoretto. Lo scopo del gioco era quello di recuperare più pezzi possibili in uno spazio tridimensionale, per ricostruire le opere grazie a questi frammenti di memoria. Attraverso questo strumento interattivo i ragazzi  hanno potuto entrare a conoscenza delle opere esistenti e di quelle mancanti, avvicinandosi all’arte in un modo diverso.

La seconda realtà virtuale, MAiO virtual Museum, ha dato ai fruitori la possibilità di scoprire un allestimento fatto di foto e testi. Sfruttando un caschetto VR, i visitatori hanno compiuto un viaggio a 360 gradi per approfondire i temi e questioni di interesse comune.

La giornata è stata organizzata in stazioni, punti di arrivo in cui si sono sviluppate le tematiche scelte per il progetto. Dal pomeriggio l’evento è iniziato con l’intitolazione della Corte del Casale a Guglielmo Pacchioni e Pasquale Rotondi, personalità molto stimate da Giannella per essere conosciuti come i salvatori dell’arte durante l’ultima guerra.

I visitatori hanno avuto anche la possibilità di prendere parte ad un aperitivo musicale, in cui sono state trattate nuove tematiche quali La presenza del Teatro e La presenza della Musica. Il tutto è stato accompagnato da un concerto intitolato Musica delle opere dimenticate. Due artisti di fama internazionale, Simone Zanchini alla fisarmonica e Eloisa Manera al violino, hanno allietato gli ospiti soffermando ancora una volta la loro musica  sulle immagini di tesori assenti.

La Stazione delle Muse è un progetto innovativo che ha aperto le porte a un pubblico giovane, voglioso di scoprire l’arte attraverso nuovi modi di sfiziose che si scostano dai tradizionali, in piccole realtà culturali, non meno importanti dei grandi musei.

Il progetto ha vinto nel luglio del 2017 il Bando Partecipazione Culturale Fondazione Cariplo e, al termine della giornata, è stato donato un piccolo segnalibro, simbolo di cultura ma anche di ricordo, memoria e punto da cui ripartire insieme.

Laura Testa per MifacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.