Paolina Bonaparte: la Venere anticonformista di Canova

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Paolina Bonaparte, il cui vero nome era Maria Paola, sorella di Napoleone Bonaparte, nacque il 20 ottobre 1780 ad Ajaccio, in Corsica. La sua fama era dovuta al fascino, alla grazia e alla bellezza che sempre la contraddistinsero, sin da bambina. Non casualmente era considerata una delle donne più belle e sensuali del suo tempo.

Paolina BonaparteAd accorgersi della sua seduzione e del suo atteggiamento anticonformista fu sicuramente Antonio Canova, uno dei migliori scultori di epoca neoclassica. Infatti, tra il 1805 e il 1808 realizzò l’opera intitolata Paolina Borghese Bonaparte come Venere Vincitrice. A commissionare la scultura fu il secondo marito della donna, Camillo Borghese, con il quale si era sposata in segreto, destando scandalo a causa della sua troppo recente e prematura fine delle nozze precedenti, avvenute con Victor Emanuel Leclerc, morto nel 1802.

Dal momento in cui Paolina Bonaparte deteneva un prestigioso stato sociale, è immaginabile pensare come fu recepito dal pubblico, dalla critica e dalle autorità il fatto che abbia lasciato che raffigurassero il suo corpo seminudo, secondo la posa di una Venere vittoriosa, una dea gloriosa alla fine della sua battaglia. La classe della donna sembra parlare, in un certo senso: l’espressività che Canova ha saputo mettere in pratica raggiunge un valore talmente sublime, che la principessa, anche tutt’ora, sembra rivendicare il suo status, la sua celebrità, la sua superiorità e vanità nei confronti del genere femminile.

Probabilmente è questa un’accezione dell’anticonformismo di Paolina, comportamento per cui si è sempre fatta notare: essendo consapevole della propria potenza, non si limitava a esercitarla in maniera rigorosa, alto-borghese, disciplinata e canonica, come, magari, altre donne pari a lei di rango avrebbero fatto. La sorella di Napoleone osava, si spingeva oltre il limite di un determinato decoro. Infatti, la scultura di Antonio Canova ne è l’esempio calzante. Al momento del ritratto aveva solo venticinque anni ed era già al culmine della sua affermazione nella vita mondana europea. A questo proposito bisogna ricordare che poco prima, nel 1804, Napoleone era divenuto Imperatore del popolo francese e, dunque, Paolina aveva preso il titolo di Altezza imperiale. Anche in seguito conosciamo la sua caparbietà e la sua sfrontatezza nel sostenere le ideologie e le azioni politiche del fratello, tanto che si dice sia stata una delle poche persone a essergli stata vicina nell’esilio prima all’Elba e poi a Sant’Elena.

paolina_bonaparteEra una principessa che non si accontentava di essere una principessa: voleva essere una dea, forte e vendicativa come Atena, sensuale e ammaliante come Afrodite, potente e senza scrupoli come Era, dolce e perfetta come Venere, appunto. Al di là di quest’ultimo, non sono casuali questi nomi: gli stessi che Paride, nella mitologia, avrebbe potuto scegliere, parlando di quella famosa mela. Se Paride sceglie Afrodite, Canova sceglie Venere. Sceglie Paolina. 

L’artista divenne l’interprete migliore per mettere in risalto l’eccellenza della stirpe napoleonica, come si nota anche da Marte pacificatore, che rappresenta Napoleone stesso. Ma, come ci si poteva aspettare, la reazione dei visitatori non si poteva mettere da parte, e men che meno il giudizio di Papa Leone XII, che non poteva tollerare che si diffondesse un’immagine così provocatoria e accesa di un membro della corte imperiale. Inoltre, pian piano, le sconfitte dell’Imperatore, come quella di Waterloo, incrementarono la mal reputazione della dinastia, tanto che la statua, che ora si trova in Galleria Borghese, in quel periodo venne nascosta.

Sul piano sentimentale, Paolina Bonaparte fece sempre in modo di essere comunque chiacchierata: nonostante fosse sposata col principe Borghese, non le mancarono le relazioni extraconiugali, facendole collezionare un numero non indifferenti di amanti, uomini sempre facoltosi e brillanti del panorama dell’epoca, come il conte di Fourbin, il musicista Blangini, l’attore Talma. Nel 1824 pare si conti il suo ultimo amante, un altro musicista, Giovanni Pacini.

canova-paolina-borghese-dettaglio-1L’ultimo periodo della sua vita Paolina lo trascorse divisa tra Roma e la Toscana, combattendo una salute molto fragile e lottando per una maggiore unione col marito. Morì il 9 giugno 1825, appena quarantaquattrenne, a causa di un tumore al fegato. E nonostante la drammaticità della sua morte, tuttavia, l’immagine che di lei rimarrà sarà sempre quella di una giovane donna dai capelli raccolti, dallo sguardo fiero, dalle forme sinuose, dal portamento vigile, che si è fatta conoscere come la modella che non si era preoccupata del suo corpo senza veli (sempre se così è stato effettivamente), perché nella stanza dove Canova lavorava faceva caldo. Che tanta sfacciataggine cancelli altrettanta memoria?

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

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