Nino Manfredi: in ricordo di un grande attore italiano

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Nino Manfredi
Nino Manfredi nel 1985

Nino Manfredi (Castro dei Volsci, 22 marzo 1921 – Roma, 4 giugno 2004) è stato uno dei più grandi attori della storia del cinema italiano. Grazie alle sue enormi doti recitative è riuscito a diventare una delle personalità più apprezzate all’interno dell’industria cinematografica italiana insieme a grandi nomi come Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi, con i quali ha collaborato frequentemente.

Dopo una gavetta in teatro, la sua carriera cinematografica inizia attivamente tra la fine degli anni ’40 e l’inizio degli anni ’50. In questi anni, Nino Manfredi partecipa a numerose pellicole come semplice comparsa. Il suo esordio è in Torna a Napoli (1949) di Domenico Gambino, ma per poterlo osservare in un ruolo come protagonista dobbiamo aspettare il 1960 con L’impiegato, film diretto da Gianni Puccini. In quest’opera, Nino Manfredi interpreta Nando in una storia ispirata liberamente al racconto del 1939 di James Thurber The Secret Life of Walter Mitty. Tra sogni disillusi e innamoramenti vari, l’attore italiano contribuisce con il suo personaggio a costruire un racconto verosimile della monotonia del suo lavoro, in quella che risulta essere una delle sue prime commedie di successo.

C'eravamo tanto amati
C’eravamo tanto amati

Nella sterminata filmografia di Nino Manfredi, le opere più interessanti sono svariate. In particolare, il suo sodalizio con Ettore Scola è di notevole importanza. Nel film Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa? del 1968, Manfredi interpreta Oreste Sabatini, cognato di Fausto di Salvio, un personaggio interpretato magistralmente da Alberto Sordi. La commedia è esilarante: grazie al tono avventuresco della pellicola, il viaggio che porta Fausto alla ricerca del cognato scomparso da anni appare come uno degli episodi più divertenti dell’intero cinema italiano. Ettore Scola ha diretto Nino Manfredi come protagonista anche in C’eravamo tanto amati (1974) e in Brutti, sporchi e cattivi (1976). Nel primo, vincitore di numerosi premi internazionali, l’aspetto più comico e umoristico viene affiancato a quello sociale. Antonio, il personaggio idealista interpretato da Manfredi, ci accompagna così in un viaggio lungo trent’anni dall’Italia del dopoguerra sino agli anni ’70. Per quanto riguarda il secondo film, attraverso il personaggio di Giacinto Mazzatella, Manfredi e Scola offrono un affresco grottesco della vita quotidiana di Roma soffermandosi soprattutto sullo “sporco” e sull’atmosfera di degrado morale della periferia.

Per grazia ricevuta
Per grazia ricevuta

Lungo la sua carriera, Nino Manfredi si è occupato anche di televisione e in particolare è apparso in diversi spot pubblicitari della Lavazza. Personalità eclettica, Manfredi ha dimostrato così di saper affrontare diversi ruoli, non solo come attore per il cinema, per la televisione e per il teatro, ma anche dietro alla macchina da presa. La sua opera più importante come regista è Per grazia ricevuta, film del 1971 che gli è valsa anche la vittoria di un premio al Festival di Cannes. La pellicola, che ha anche scritto e interpretato, racconta la storia di Benedetto Parisi, un uomo sopravvissuto ad un tentativo di suicidio. Attraverso numerosi flashbacks e attraverso la sua ottima interpretazione del personaggio, Manfredi ci lascia entrare nella vita di Benedetto e dimostra di saper interpretare anche ruoli di profondo spessore simbolico e drammatico.

Definito da molti come “il ciociaro“, Nino Manfredi spesso utilizzava il dialetto nei suoi film. A tal proposito, l’attore riteneva che il dialetto potesse assumere i tratti di una vera e propria forma di espressione artistica:

Gli italiani sono fatti di dialetti e allora questa è la lingua degli italiani.

In particolare, Manfredi si riferiva polemicamente verso i registi teatrali e cinematografici che avevano deciso di eliminare la componente dialettale dalle loro opere. Il dialetto è l’espressione più veritiera del popolo italiano e il suo utilizzo può permettere al teatro e al cinema di far emergere pienamente questo aspetto. Questa tuttavia è solo una delle tante lezioni che Nino Manfredi ci ha insegnato. Grazie ai suoi personaggi e al suo umorismo, Nino Manfredi ci ha insegnato soprattutto a osservare la realtà in un modo diverso.

Daniele Sacchi per MIfacciodiCultura

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