#perlaGloria – Storia di un gelato e della legge con il paraocchi

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Capita che succedano fatti reali che assomigliano molto a barzellette che non fanno ridere. Situazioni assurde che ti provocano prima una risatina incredula, poi una rabbia incontenibile e, alla fine, un senso di nausea. Un esempio è il caso Cristian Ciacci, un gelataio di Torino che si è permesso di regalare l’extra di panna montata che un suo cliente abituale si era fatto aggiungere sulla sua coppetta di gelato. Non si è quindi fatto pagare l’esosa cifra di 0,50 centesimi per la panna sul gelato e, a tal motivo, non l’ha nemmeno annoverata  sullo scontrino fiscale. Che ha emesso regolarmente. Fin qui tutto bene, Cristian è un generoso gelataio. Bravo. Invece no. Cristian, per la Guardia di Finanza che ha fermato il suo avventore fuori dalla gelateria, è un evasore fiscale e in quanto tale va sanzionato con una multa di 500,00 euro per la mancata battitura dei 0,50 centesimi di panna che non ha mai incassato.

gelato

Per fare una proporzione superflua stiamo parlando di una cifra che è l’equivalente di un mese d’affitto a fronte di una presunta evasione di pochi centesimi che, a oggi, se va bene servono per grattare l’argento del gratta&vinci.

Non sono servite a nulla le contestazioni del gestore, al massimo potrà impugnare la sanzione in altre sedi, deciderà il giudice.

La legge è legge.

Ecco, questa è la frase alla quale ci si appella, quella che scrivono alcuni nei commenti sotto l’articolo che racconta la storia ( sì, sono masochista e li leggo, lo so).

Come la definizione rendesse di per sé lecita la sua applicazione a dispetto del contesto nella quale viene applicata.

La legge è legge. Non si discute. Giusta, inconfutabile, corretta a priori. È una norma che si conosce e che non si deve violare per evitare problemi, certo. Facile. È necessaria per una vita comune sana e civile.

gelatoLa legge è la stessa che prevede che una vittima di stupro che non urla durante l’abuso non sia abbastanza riluttante per definirsi vittima, che prevede 180 giorni di retribuzione per malattia sia che tu abbia l’influenza o il cancro senza tenere minimamente conto della differenza o che può sanzionare il panettiere che regala un panino a un mendicante.

Le leggi sono necessarie, ma è altrettanto necessario contestualizzarle, soprattutto lì dove la sproporzione e l’assurdità sono palesi.

Perché in mezzo a tutte le leggi di stato esiste anche la legge naturale che è connaturata all’uomo come essere libero e ragionevole. O almeno dovrebbe.

Ci stiamo dimenticando di quanto le norme nascano per tutelarci, non per renderci meno liberi e con un guinzaglio sempre più corto.

Grazie alle leggi così intese, da domani, molti Cristian avranno un po’ più paura e saranno meno liberi.

E con meno panna sui coni gentilmente offerta.

Gloria Sacchi per MIfacciodiCultura

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