#1B1W – “La casa del sonno”, il sorprendente caos narrativo di J. Coe

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Jonathan Coe è un brillante scrittore inglese contemporaneo. Nei suoi romanzi racconta di tematiche sociali usando una pungente satira e spesso ironizzando su di esse. Famoso anche per la Famiglia Whinshaw e Numero 11, pubblica per la prima volta La casa del sonno nel 1997, edito in italia da Feltrinelli Editore nel 2002 nella collana Universale Economica.

Jonathan Coe Humber Mouth Festival, 2006, foto by Flickr user Walnut Whippet

La casa del sonno è un romanzo le cui vicende ruotano attorno a un luogo: Ashtown, una grande e austera residenza che negli anni ’80 era una casa studentesca, diventata nel 1996 una clinica specializzata in disturbi del sonno. La narrazione si divide tra passato e presente, incrociando ricordi, personaggi e vicende attraverso il tempo.

La protagonista del libro è Sarah, studentessa che viene guardata con scherno dai compagni con cui divide la residenza: è considerata folle da tutti perché pare inventarsi di sana pianta cose e fatti sulle persone che la circondano. Il problema che affligge la giovane è però quello di fare sogni troppo vividi, tanto da confonderli con la realtà: crede di ricordare come vissuti veramente avvenimenti che hanno preso vita solo nella sua fase REM, con il risultato di essere scambiata da tutti per pazza. Sarah dopo aver lasciato il suo primo fidanzato Gregory, ossessionato dal sonno altrui, conosce Robert, sensibile studente di lettere che si innamora di lei perdutamente. L’amore è solo a senso unico poiché Sarah intraprende una relazione con Veronica, distruggendo le illusioni del ragazzo, e spezzandogli il cuore.
Nel giugno del 1996, a distanza di anni, Ashtown è diventata una clinica, dove il dottor Dudden e la sua assistente la dottoressa Madison studiano e aiutano le persone afflitte da disturbi del sonno. Terry verrà invitato gratuitamente, in qualità di giornalista, ad alloggiare nella clinica per incrementarne la reputazione dopo un incidente avvenuto il questo luogo poco tempo prima. All’interno della clinica infatti vengono svolti degli oscuri esperimenti e il dottor Dudden si scoprirà ossessionato dall’idea che dormire sia qualcosa di superfluo.

Nota introduttiva dell’autore al libro

La casa del sonno è un romanzo caratterizzato da una narrazione in apparenza caotica, con una trama che a tratti può sembrare contorta e senza un senso specifico, alternando un capitolo nel passato e uno nel presente. Solo con l’avanzare delle pagine, il lettore riconoscerà gli studenti che un tempo vivevano ad Ashtown, che dopo dodici anni si ritrovano a vivere in un presente molto diverso da quello sperato durante il periodo  universitario.

Con un intreccio narrativo fuori dagli schemi dunque Coe ci accompagna nella sua storia, che diventa qualcosa di unico nel suo genere e dove nulla è lasciato al caso, per condurci a un finale che dà un senso a tutto il racconto, in maniera arguta e inaspettata.

Il tema chiave del romanzo, come suggerisce il titolo, è il sonno: l’autore con le sue parole riesce a far riflettere il lettore sull’importanza del sonno nella vita di ognuno. Un tema trattato sotto più punti di vista: si passa da chi non riesce a dormire, da chi non vuole dormire, da chi dorme troppo, da chi vorrebbe sognare ma non riesce, a chi lo fa troppo e troppo realisticamente. Il sonno viene raccontato anche nella sua accezione terapeutica, mostrando patologie come l’insonnia e la narcolessia contestualizzate alla vita di tutti i giorni, disturbi che possono inficiare la quotidianità e le relazioni con chi ci circonda.

Oltre al sonno, sicuramente è interessante osservare la crescita e lo sviluppo psicologico di ogni personaggio all’interno di questa storia. La casa del sonno parla anche e soprattutto dunque di cambiamento, mostrando una chiara contrapposizione tra gioventù ed età matura, mantenendo una vena malinconica di sottofondo. Con un occhio sempre rivolto al passato, l’autore ci mostra i suoi protagonisti che si guardano indietro per vedere come erano e come sono diventati, ma specialmente quello che pensavano di diventare e la sorpresa di capire dove la vita inaspettatamente li ha condotti.

La Casa del sonno, Jonathan Coe, 2002, Universale Economica Feltrinelli

Nel romanzo troviamo anche un’attenzione particolare all’omosessualità e a tematiche LGBT, raccontate in maniera eccezionalmente disinvolta e quasi pionieristica per un libro scritto più di venti anni fa.

La casa del sonno è in fin dei conti un libro sorprendente e psichedelico, con uno sviluppo narrativo originalissimo. Un romanzo che accompagna gli stessi personaggi, negli stessi luoghi, attraverso il tempo riuscendo  coinvolgere il lettore nei cambiamenti nelle vite dei suoi protagonisti, e facendogli  scoprire come il sonno abbia cambiato, in qualche modo, ognuna delle esistenze narrate.

Giorgia Chiaro per MIfacciodiCultura

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