“Loro”: Paolo Sorrentino ed il ritratto di Berlusconi tra eccesso e solitudine

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Recentemente si è molto parlato dell’ultima pellicola diretta da Paolo Sorrentino, un film suddiviso in due parti, uscite quasi contemporaneamente nelle sale italiane, ottenendo un discreto successo. Loro, osannato da alcuni e criticato da molti, ha come protagonista la figura di Silvio Berlusconi.

Il protagonista, interpretato da un leggendario Toni Servillo, non appare solamente come il personaggio che ci critica l’Europa. non è solo un predatore sessuale, ma è anche (e soprattutto) un uomo solo. Come già fatto precedentemente ne Il Divo e in Young Pope, Sorrentino descrive, delineando con leggerezza, i tratti del destino del suo protagonista. Berlusconi, infatti viene disegnato come un grande uomo, ricco, potente con ambizioni e con un passato glorioso alle spalle: proprio la visione di questo successo passato riflette in una condizione paradossale il protagonista che si trova a far i conti con la sua inettitudine.
Sorrentino gioca molto sulla visione e sul ricordo di questi giorni felici, mettendoli in contrasto con quelli noiosi e vuoti del presente. Per questo motivo il Berlusconi di Sorrentino si dilegua nei festini folcloristici, o si disperde nelle forme delle donne che incontra.

Pascal, filosofo francese aveva teorizzato il divertissement: questo atteggiamento calza a pennello sulla figura del protagonista del film di Sorrentino. Secondo il filosofo infatti, l’uomo tenderebbe ad essere sempre in movimento e distratto perché una volta fermo sentirebbe il nulla attorno a lui e avrebbe coscienza della morte:

Gli uomini, non avendo potuto guarire la morte, la miseria, l’ignoranza, hanno deciso di non pensarci per rendersi felici.

Loro

Il Berlusconi di Sorrentino oscilla tra eccesso e tenerezza, tra mistero e desiderio. Dalle riprese dei party e delle feste ai momenti intimi e solitari, Sorrentino fa viaggiare lo spettatore nei lati mondani ed intimi del suo protagonista.

In contrapposizione alla figura Sorrentiniana di Berlusconi, troviamo quella femminile di Veronica. Il personaggio, interpretato da una splendida Elena Sofia Ricci, è la nemesi dei Berlusconi. Su questo contrasto gioca in parte Loro: Sorrentino descrive i pettegolezzi e le accuse sulla figura del cavaliere, ma inserisce anche la storia d’amore tra i due ex coniugi. Un amore tradito ferito, che sancirà la rottura degli schemi e la fine, in parte, del protagonista.

Loro è anche però una visione di un Italia passata e attuale. Tra i diversi personaggi troviamo anche chi, come quello interpretato Kasia Smutniak, che sperano di arricchirsi alla corte del Cavaliere, ma che si lasciano ingannare. Tra ruffiani, paparazzi, persone infime, persone di successo, atmosfere vuote lente e festose, Sorrentino alterna nella stessa pellicola, commedia, amore e tragedia.

Loro non è un film che vuole farci la morale, né che vuole dare una visione sfarzosa o grottesca di Berlusconi, bensì è una rappresentazione dei limiti umani. Una pellicola che per molti non doveva essere divisa in due parti, ma che forse proprio per la sua complessità è un bene che lo sia stata. Un film consigliato agli amanti del cinema di Sorrentino e a chi vuole vedere il profilo di uno dei personaggi italiani più controversi degli ultimi anni.

Gianmaria Turco per MifacciodiCultura

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