L’eredità delle donne: festival del patrimonio al femminile

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I giorni dal 21 al 23 settembre saranno dedicati al patrimonio europeo, ma in parallelo si terrà a Firenze L’eredità delle donne, un festival dedicato al patrimonio femminile. L’iniziativa è gemella all’evento parigino Les Journes du Matrimoine: matrimoine andrebbe tradotto come matrimonio, ovvero la controparte femminile del patrimonio. Ad alcuni potrà sembrare sciocco creare parole ad hoc o lottare per cambiare anche una sola lettera, eppure è proprio tramite il linguaggio che i cambiamenti si manifestano o si ottengono. In Italia chiamare l’evento I giorni del Matrimonio avrebbe dato l’idea di un evento per san Valentino dedicato agli sposi, quindi è stato cambiato il titolo.

Conferenza di stampa di presentazione de L’eredità delle donne

L’angelo custode scelto per la manifestazione è Maria Luisa de’ Medici, altresì chiamata Elettrice Palatina. Ultima della famiglia Medici, donò ai Lorena tutto il patrimonio familiare, con la clausola che rimanesse all’interno di Firenze. Ciò ha permesso alla città di rimanere intatta in gran parte del suo patrimonio.

Riguardo gli eventi, non è stato ancora rivelato niente di specifico, se non che le tre giornate saranno dedicate a visite guidate, talk e quant’altro, tutto incentrato sulla figura femminile, troppo spesso lasciata in disparte, ovviamente con la partecipazione di eccellenze nazionali ed internazionali, coinvolgendo tutti i campi del sapere; ogni evento sarà gratuito. L’altro motivo per cui non è stato detto niente è la volontà di voler far partecipare le cittadine tramite una call, consentendo loro di proporre progetti o eventi: le proposte vanno presentate entro il 30 giugno, esclusivamente online, sul sito dedicato.

Il main sponsor sarà Gucci, casa fiorentina d’alta moda che da molto appoggia cause umanitarie. In realtà la scelta dello sponsor è un po’ fuori luogo: la moda è un sistema che necessita di esseri-immagine, svincolandoli da qualsiasi loro attività intellettuale, nel caso ne avessero una. È un dubbio se sia più lecito utilizzare la parola “paradosso” o “controsenso”. Da un lato appare un chiaro controsenso poiché emancipazione femminile e sistema della moda sembrano due mondi in una non dialettica antitesi, dall’altro il senso è dato dalla necessità di fondi, ma rimane comunque una scelta dubbia.

L’altro lato opinabile è dato dal volantino scelto: Maria Luisa appare viola, in primo piano rispetto alla E, di colore lilla, quindi a suggerire un piano più distanziato. L’elemento di disturbo è la figura di Dante, anche lui nel volantino: non solo è una figura maschile, ma è posta in secondo piano, visto che è dello stesso gradiente lilla. La prima stonatura è che sarebbe stato più pertinente mettere la figura di Beatrice Portinari; la seconda è che, come è stato detto durante la conferenza stampa, il festival sarà sulla parità dei sessi. Perché allora l’Alighieri sta dietro e non accanto all’Elettrice Palatina? Senza considerare che nel De vulgari eloquentia, il sommo Poeta scrive che la prima parola non può essere stata detta da una donna, poiché è «[…] inconseguente pensare che un così eccellente atto del genere umano [l’atto del parlare] non sia proceduto dall’uomo prima che dalla donna». Inoltre Serena Dandini, ovvero colei che curerà il festival L’eredità delle donne, ha asserito che i grandi maestri del passato si facciano da parte. Il sopracitato Dante Alighieri ad esempio è morto e sepolto a Ravenna, quindi a meno che non venga concettualmente o immaginificamente chiamato in causa, se ne starà fermo. Non sta ai grandi del passato spostarsi di lato, sta alle nuove generazioni muoversi in avanti.

La soprastante polemica sembrerà argomento sterile, eppure anche la pubblicità è comunicazione, perciò deve anch’essa rispecchiare il messaggio che si vuol portare. A parte ciò, è auspicabile che il festival sia culturalmente rilevante, il femminismo è lungi dall’essere inutile, ciò che lo fa apparire tale sono le esponenti becere, in grado di fornire appigli ai detrattori del movimento.

Alex D’Alise per MIfacciodiCultura

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