L’arte carnale di ORLAN, la donna dai mille corpi e dalle mille identità

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Il suo vero nome è Mireille Suzanne Francette Porte, ma tutti la conoscono come ORLAN, la performance artist francese che ha fatto del suo corpo un’opera d’arte. Nata il 30 maggio 1947 a Saint-Étienne, la body artist ha iniziato la sua attività artistica intorno agli anni Sessanta, quando ha deciso di utilizzare il proprio corpo per azioni performative, fino ad arrivare, negli anni Settanta-Ottanta, a sottoporsi ad invasive operazioni chirurgiche.

Posso osservare il mio corpo sezionato senza soffrire. Posso vedere me stessa fino in fondo alle mie viscere, sotto un nuovo punto di vista. Posso vedere il cuore del mio amante. Tesoro, mi piace la tua milza, mi piace il tuo fegato, adoro il pancreas e la linea del tuo femore mi eccita.

ORLAN durante una performance di chirurgia plastica

Il corpo, considerato da lei come qualcosa di mutabile, plasmabile come la materia scultorea, rispecchia l’evoluzione della società. Con lo sfrenato avanzamento tecnologico, che ha influito notevolmente sulla carriera di ORLAN, l’artista ha infatti implementato le sue trasformazioni fisiche per continuare la sua ricerca artistica. ORLAN considera il suo aspetto come un “supporto organico” che non è più contraddistinto per la sua unicità, ma al contrario dalla sua versatilità.

Il percorso di una delle più radicali, rivoluzionarie e coraggiose artiste europee è parallelo a quello della società umana: dagli anni Novanta, l’artista francese, ha deciso di alterare viso e corpo, ispirandosi per le fattezze da assumere, a famosi capolavori dell’arte dal Rinascimento. E così ha voluto ricrearsi la fronte come quella della Gioconda di Leonardo da Vinci e il mento come quello della Venere di Botticelli.

Artista poliedrica, ORLAN è contraria alle convenzioni sociali, già a partire dall’obbligo di dare un nome alle persone, perché opprime e rinchiude entro degli schemi assoluti i singoli individui. Portavoce di una corrente artistica, è redattrice del Manifesto dell’Art Charnel che, a differenza della Body Art, non concepisce il dolore come un rimedio per purificarsi, ma come un elemento che fa parte di un processo di trasformazione, il cui fine è il dibattito pubblico e la critica sociale.

ORLAN con protesi (innestate nel 1993)

L’arte carnale è una metamorfosi fisica, che si rifà a criteri di bellezza non convenzionali, con l’obiettivo di distruggere l’idea stessa di identità. Essa trasforma il corpo in linguaggio, si propone come una nuova forma di autoritratto.

ORLAN, contraria alla mercificazione del corpo femminile e all’imposizione di bellezza, ricerca la destrutturazione fisica dei canoni estetici (come è possibile notare dalle due protesi, impiantate per rialzare gli zigomi, che per volontà dell’artista, sono state poste simbolicamente sui lati della fronte da un chirurgo donna).

Se da sempre le operazioni chirurgiche sono associate ad incarnare un’ideale di bellezza femminile, l’artista ORLAN ribalta questa concezione e fa l’opposto, tentando di ritrovare, in volti sempre nuovi e diversi, l’animo che la identifichi realmente.

 Io sono contro tutte le discriminazioni, ci sono donne che non possono dire quello che vogliono all’interno delle proprie realtà e noi che possiamo farlo abbiamo il dovere di farlo.

Marta Previti per MIfacciodiCultura

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