Alfa Castaldi e l’inizio della fotografia di Moda: mostra a Palazzo Malaspina

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Alfa Castaldi

C’è chi è appassionato di cultura, chi di moda e chi di fotografia: e poi ci sono gli amanti dell’arte che fondamentalmente amano tutte e tre le discipline indistintamente, perché, da quando la moda è diventata una delle più sublimi forme d’arte contemporanea, fotografarla è diventato molto più di un mestiere e ciò rende il fotografo un artista a 360 gradi. Uno dei fotografi di moda più celebri – anche perché uno dei primi – è Alfa Castaldi (Milano, 19 dicembre 1926 – Milano, 17 dicembre 1995), al quale è dedicata una mostra visitabile fino a domenica 8 luglio presso Palazzo Malaspina, nella deliziosa cittadina medievale di San Donato in Poggio (Firenze).

L’esposizione Alfa Castaldi – Retrospettiva 1956-1995 ripercorre gli scatti più celebri del fotografo, intendendo raccontare non solo la sua carriera, ma anche tutte le innovazioni che il suo estro e la sua genialità hanno apportato a questo campo in costante evoluzione.

Castaldi nasce nel lontano 1926 a Milano, ma nel ’47 appena finita la guerra, si trasferisce a Firenze, dove si iscrive all’Università per studiare Storia dell’arte e diviene alunno – prediletto – del grande storico dell’arte Roberto Longhi. Seguendo con passione le lezioni del suo maestro, Alfonso Castaldi acquisisce il senso del bello, le nozioni di estetica che poi lo accompagneranno nel suo percorso fotografico, differenziandosi dai suoi colleghi perché grazie a ciò che ha imparato durante gli anni universitari di fatti mette un valore aggiunto alle sue foto che è la cultura: Castaldi sarà infatti il primo ad ideare la fotografia “Still Life”, basata fondamentalmente sul principio artistico di natura morta, e sarà anche il primo ad inserire nelle fotografie di moda riferimenti a Picasso, al cubismo o ad Alfons Mucha.

Vogue, 1972

Di ritorno a Milano, dopo la breve – ed inconcludente – carriera universitaria, carico del bagaglio estetico che ha acquisito, inizia a frequentare il quartiere Brera ed il Bar Giamaica, importante circolo della Milano intellettuale che riunisce poeti, giornalisti e scrittori. Nel 1958, grazie alle conoscenze del circolo, conosce la donna che diventerà sua moglie, Anna Piaggi, collaboratrice della rivista femminile Annabella, amatissima dal grande fotografo e forse determinante nella carriera del marito, avendo il merito di averlo avvicinato alla moda.

Nel 1969 inizia la collaborazione con la rivista Vogue e da quel momento ha  conquistato il grande pubblico, firmando riviste, copertine, campagne pubblicitarie e addirittura due libri dedicati allo stile italiano, Mass-moda con il testo di Adriana Mulassano e L’Italia della moda con il testo di Silvia Giacomoni. Evidentemente, tutta l’attività di Castaldi non è mai stata finalizzata solo all’estetica o al guadagno, ma ha sempre avuto qualcosa da dire, contribuendo a rendere il bello e lo stile un fenomeno prima di tutto sociologico.

Donatella Versace e Castaldi

Dopo una lunga e ammirevole carriera, Alfonso Castaldi si spegne nella sua Milano nel 1995, all’età di 69 anni. Oggi, a celebrarlo e a rendere partecipi i posteri del suo straordinario lavoro, un archivio a lui dedicato e varie iniziative fra le quali spunta proprio la mostra di San Donato in Poggio. L’esposizione, a tema fotografico ed artistico merita di essere vista e contribuisce ad apprezzare ancora di più la moda, spesso valutata come un fenomeno effimero mentre, come ci ha insegnato Castaldi, il fashion può essere anche un trionfo di bellezza e cultura.

Alfa Castaldi – Retrospettiva 1956-1995
A cura di Archivio Alfa Castaldi
Palazzo Malaspina, San Donato in Poggio (Firenze)
Dal 19 maggio all’8 luglio 2018

Ilenia Carbonara per MIfacciodicultura 

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