28 maggio 1974 – La strage di Piazza della Loggia

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Il 28 maggio del 1974 si verificava a Brescia la strage di Piazza della Loggia: perdevano la vita 8 persone, ne rimanevano ferite 102. Una bomba, lasciata in un cestino, esplode durante una manifestazione contro il terrorismo fascista indetta dai sindacati.

28 maggio 1974 - La strage di Piazza della Loggia
Piazza della Loggia

Erano quelli che poi saranno chiamati gli Anni di piombo: una battaglia continua tra estremisti, battuta a suon di stragi e bombe. Le Brigate Rosse sono quelle passate alla storia come attiviste di questi anni, ma non erano le uniche. Movimenti di destra e sinistra si scontravano continuamente, e lo fecero per quasi un decennio, tra gli anni ’70 e ’80.

La strategia della tensione ricalcava quello che accadeva, nel mondo, tra Russia e USA: sono stati anni di subbuglio internazionale, dopo gli avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale. Il Sessantanove è stato infatti un movimento mondiale, dove ci si è battuti per i diritti, per il lavoro, per la pace. In America si lottava contro la guerra del Vietnam, in Italia per i diritti dei lavoratori e degli studenti. Le tante stragi terroristiche nel nostro paese infatti sono una reazione all’autunno caldo del ’69 e allo Statuto dei Lavoratori ottenuto nel 1970. Come spesso accade in un periodo di innovazione e cambiamento, c’è chi lo apprezza e chi non lo accetta; il sempre maggior peso di sindacati e PCI non erano sempre ben graditi. Tra le tensioni nazionali e internazionali si creava sempre un maggior clima di terrore e insicurezza, intervallato da continui attacchi, anche minimi. La politica stava cambiando, e con essa si instaurò un clima instabile.

28 maggio 1974 - La strage di Piazza della Loggia1969, Milano e la strage di piazza Fontana. 1974, l’attacco al treno Italicus. 1980, la bomba alla stazione di Bologna. Solo alcuni esempi dei tanti esplosivi piazzati per l’Italia. Di questi anni, sono anche il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro (1978) e l’uccisione di Pier Paolo Pasolini (1975). Quest’ultimo, aveva accusato (facendo nomi e cognomi) chi riteneva coinvolto nelle stragi di quegli anni: spuntano gli appartenenti al governo, che confermano il sentore che dietro alla mano terroristica ci sia un appoggio dall’alto.

Ad esempio, ancora oggi lasciano perplessi tre particolari della strage di Brescia: dopo sole due ore dal’attacco, viene ordinato ai pompieri di utilizzare le idro pompe per ripulire la piazza; ovviamente, sarà impossibile a quel punto fare i dovuti rilevamenti. Anche i reperti prelevati dai corpi in ospedale, tanto sui deceduti quanto sui feriti, vengono stranamente smarriti. Ancora oggi, le foto sembrano testimoniare la presenza di un elemento dei servizi segreti italiani (SID), Maurizio Tramone, sul luogo dell’esplosione. In teoria ad oggi ancora indagato, si indaga se effettivamente le sue condizioni di salute gli impediscano di presenziare in tribunale.

Dietro ai fatti degli anni di piombo c’era davvero, come credeva e denunciava Pasolini, la mano invisibile dello stato italiano?

Molti credevano che con la morte di Giulio Andreotti molti segreti sarebbero sorti dalle tenebre. Eppure, nulla di nuovo sotto il sole. Forse, sono ancora in vita altri, tra quelli ritenuti responsabili, per cui non possono essere svelati gli altarini?

La teoria complottista, si sa, fa sempre gola. Per tutto, come anche, ad esempio, per l’11 settembre. Forse un po’ per la poca fiducia che ormai abbiamo per le istituzioni, forse un po’ perché è più rassicurante sapere che la minaccia arriva sempre dall’alto e non da altri disperati come noi.

28 maggio 1974 - La strage di Piazza della LoggiaMa, stando ai fatti, sulla strage di piazza della Loggia ancora non si è fatta chiarezza. Vincenzo Vinciguerrra, ergastolano per la strage di Peano, negli ultimi giorni ha sostenuto che vi fosse una confessione firmata dei colpevoli. Mai venuta alla luce. Le sue parole arrivano quando, negli ultimi giorni, si è aperto il processo di appello bis, a quarant’anni dalla strage. Perché, proprio così, dopo tutti questi anni ancora si sta tenendo un processo. Con successive accuse, assoluzioni e annullamenti delle stesse. Dopo anni, ancora non sono stati identificati univocamente i colpevoli. E, intanto, la procura di Roma ha archiviato l’inchiesta sulla morte di Pasolini. Senza nulla di fatto, perché i 5 profili genetici trovati non hanno condotto a nessuno. Pino Pelosi rimane l’unico colpevole. Però, per i casi di cronaca nera, si riesumano i cadaveri dalle tombe per trovare corrispondenze genetiche possibili. Per Pasolini, si archivia il caso.

Dopo più di quarant’anni, gli avvenimenti degli Anni di piombo sono ancora un enorme mistero giudiziario.

Non sapremo mai se lo stato avesse agito direttamente, nelle stragi. Ma sappiamo che, certamente, non ha mai agito fino in fondo per scoprirne i colpevoli.

A Milano muoiono in circostanze misteriose
alcuni testimoni della strage di Stato
intanto alla televisione Mariano Rumor
con calma esorta all’ordine il popolo italiano.

E tu mi vieni a dire “Io amo” come se l’amore…
E tu mi vieni a dire “Io muoio” come se la morte…
E tu mi vieni a dire “Io soffro” come se il dolore…

A Roma gli uscieri gallonati di Palazzo Madama
danno il via ad una solenne cerimonia
è venuta dal Vietnam del Sud una delegazione
confermando la loro amicizia alla nostra nazione.

Giorgio Gaber, E tu mi vieni a dire

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

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