#Letsfeelgood – Shiatsu, un massaggio per riequilibrare i contrari

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Yin e Yang, un mondo di finti opposti

Yin e yang, nero e bianco, una conciliazione degli opposti che annuncia, confusamente convinta, che ogni giorno termina nella notte, anche se ogni buio stellato evapora sempre nella mattina. L’inverno e l’estate, l’acqua e il fuoco, il freddo e il calore, tutti complementari ma di per sé non ontologicamente inattaccabili, in quanto come essenza esistono ognuno per quello specifico periodo e poi svaniscono. Ma, come la fisica ci insegna, nulla scompare per sempre, nemmeno un buco nero: qualsiasi opposto, nel suo evaporare via lascia sempre un granulo che si trasforma dando vita ad un opposto, in un infinito circolo di possibilità contrarie sparse per l’universo. Una di queste coppie è costituita da materia ed energia, a richiamare profondità e superficie. Ognuno è intrappolato in un corpo che inevitabilmente è subissato da stimoli, esterni o interni in un interscambio continuo e incessabile, e non per scelta di alcuno. Nessuno può fermare lo scorrere del tempo, nemmeno una creatura può considerare l’ipotesi di un solipsismo avulso da modifiche esterne, è letteralmente impossibile. Allora come si può fare a mettere ordine e gestire le energie per mantenere costante, o perché no migliorare, il proprio benessere psicofisico? Una risposta può essere lo shiatsu.

Seduta di shiatsuPartendo proprio con l’obiettivo di garantire la forza vitale (Ki), ossia un equilibrio interno che permetta al corpo di entrare in armonia con la mente e con il mondo esterno, il torì ossia il massaggiatore esegue il trattamento. Lo shiatsu è una pratica orientale che permette di entrare in relazione con se stessi, avvertendo, da soli o con l’aiuto di un esperto, quali sono i punti in cui vi è un ristagno energetico, ovvero in cui in quel momento non vi è un’integrazione omeostatica tra corpo e mente. Viene eseguito tramite la digitopressione, andando a premere, coi polpastrelli o con le mani o i gomiti, quei punti dove c’è un blocco. Secondo la pratica giapponese, ogni zona del corpo racchiude un certo tipo di energia, che la si chiami prana in India, pneuma in Grecia o Ji in Cina. Il livello di di risposta psicosomatica del corpo dipende dagli stressors quotidiani e si distribuisce e riorganizza costantemente, andando ad allinearsi più o meno ordinatamente lungo i meridiani. I principali sono dodici e si sviluppano in verticale, prendendo il nome dagli organi (es. Meridiano del Cuore). In sei di essi, l’energia della Terra attraversa la persona dal basso verso l’alto, in direzione del Cielo; negli altri sei l’energia fluisce dall’alto verso il basso, in direzione della Terra.

Esistono degli esercizi che possono essere svolti tranquillamente da soli a casa, per ritrovare anche solo momentaneamente l’autoconsapevolezza, concentrandosi sulla proprio ritmo respiratorio e distogliendo l’attenzione da qualsiasi altro stimolo. Ad esempio, c’è il trattamento dell’Hara, da effettuare con cura in quanto si va a trattare una zona delicata cioè l’addome, in cui si riflettono le tensioni psicosomatiche e spesso sede di pesantezza epatica o difficoltà digestive:

  • Occorre sdraiarsi supini e adagiare un cuscino sotto le ginocchia, per poter rilassare la muscolatura addominale
  • Shiatsu e differenti bisogni energetici

    Utilizzando le dita, si procede premendo attorno all’ombelico compiendo dei movimenti circolari. Facendo questo, è importante concentrare il proprio pensiero su una rotazione immaginaria specifica, ad esempio si può immaginare di disegnare un cerchio su una sabbia. Ogni granello deve lasciare spazio al cerchio, dunque si dovrà porre attenzione a non uscire dalla traiettoria, ma a ripetere sempre e costantemente le stesse sequenze

  • Ripetere più volte finchè non si avverte che la tensione si è dissolta

In questa maniera, corpo e mente lavorano all’unisono, con una concentrazione massima sui due che operano quasi in simbiosi, distaccandosi da stimoli esterni e col focus attentivo rivolto unicamente alla pratica shiatsu.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

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