A Carrara nasce il CARMI, il museo del marmo di Michelangelo

0 581

Carrara, il marmo e Michelangelo sono i tre protagonisti che costituiscono il trait d’union del nuovo CARMI – Museo Carrara e Michelangelo che sarà inaugurato il 2 giugno, alle ore 18.00, negli ambienti restaurati di Villa Fabbricotti, edificio ottocentesco situato nel parco della Padula.

CARMI
CARMI – Museo Carrara e Michelangelo

Per la prima volta viene interamente dedicata una sede espositiva al peculiare legame di Michelangelo con il territorio, in un’espressione del rapporto quasi viscerale che sta alla base dei suoi capolavori. Un legame che nasce con il primo viaggio a Carrara di Michelangelo nel 1497, poi interrotto bruscamente nel 1518 con il trasferimento forzato a Serravezza (Lucca) imposto da papa Leone X per dare avvio alle nuove cave dell’Opera di S.Maria del Fiore nel capitanato di Pietrasanta. Queste erano meno gradite a Michelangelo, tanto che per circa due anni avrebbe impegnato le proprie energie cercando di «domesticare i monti e ammaestrare gli uomini».

L’allestimento permanente, affidato all’associazione MetaMorfosi e curato da Emanuele Ferretti e da Davide Turini, evoca nelle sei sale tematiche al piano nobile del palazzo il rapporto privilegiato tra Michelangelo, la città di Carrara e il marmo, suo materiale d’elezione. Nelle sale, tutto è declinato secondo le discipline del celebre paragone tra le arti, pittura, scultura e architettura. Ma tra tutte le arti praticate dal maestro, la scultura rimane la prediletta e il percorso espositivo si innerva sulla figura di un Michelangelo scultore-architetto che, pur padroneggiando in maniera eccelsa la pittura, ne contempla comunque la derivazione dall’arte scultorea. Ciò è testimoniato da riproduzioni quali il Mosè in scala 1:1, da ologrammi come il David che prende vita in una stanza, ma anche da pannelli, immagini, fotografie e documenti storici dell’Archivio di Stato di Massa. E ancora i celebri contribuiti video firmati da Giacomo Manzù, Luigi Moretti e Michelangelo Antonioni che rivelano la portata dell’eredità artistica e culturale del Buonarroti, se non vera e propria venerazione da parte degli artisti del ventesimo secolo, insieme alla profonda attenzione che la critica d’arte più raffinata ha riservato all’artista.

Cave di Carrara

E Carrara, che ieri come oggi accoglie artisti da ogni parte del mondo, non poteva non volgere il proprio sguardo agli intrecci tra Michelangelo e la contemporaneità, indagati tramite fac simili di opere di maestri come Rothko, Le Corbusier e Robert Venturi con il suo vassoio originale ispirato alla romana Piazza del Campidoglio. Ma già prima, le due gigantografie della Pietà Vaticana e della Pietà di Jean Fabre accolgono il visitatore nel pianerottolo intermedio, ai lati dello scalone, mentre al pian terreno tre stanze saranno dedicate a mostre temporanee e all’esposizione, che si rinnoverà annualmente, di alcuni gessi dalla Collezione Lazzerini di proprietà della Scuola del marmo di Carrara, e dalla gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti di Carrara.

Per Michelangelo, scolpire non fu solo una dimensione della sua pratica artistica, ma sopratutto un metodo, una lente attraverso cui guardare la realtà, come dimostrano, insieme ai suoi scritti, il Tondo Doni e altre fondamentali opere pittoriche. Se queste idee prendono corpo nel percorso diviso nelle sei sale tematiche, ampio spazio è riservato alla relazione tra il maestro e Carrara. Qui Michelangelo veniva ad approvvigionarsi personalmente delle materie prime necessarie al lavoro, trattenendosi a lungo nelle cave per scovare le pietre migliori.

Passato, presente e futuro si fondono quindi a Carrara, dichiarata città creativa dall’UNESCO. Quale miglior coincidenza per salutare la nascita di una nuova sede espositiva dedicata all’eccellenza artistica e artigianale del genio di Michelangelo e di altri grandi artisti!

CARMI – Museo Carrara e Michelangelo
Inaugurazione sabato 2 giugno, ore 18.00

Rosa Araneo per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.