Bel Paese di nome. E di fatto? – Fiorentini chiamati a votare per Folon

0 334
Folon con una copia della statua

Jean-Michel Folon (Uccle, 1934 – Principato di Monaco, 2005), artista belga, ha legato le proprie opere alla città di Firenze, le ha donate e spesso pensate per l’incantevole paesaggio del capoluogo toscano. Passeggiando per la città ci si imbatte spesso nelle sue sculture, uomini minimalisti in bronzo a contatto con l’ambiente urbano, seduti sulla panchina del parco o lungo il belvedere. Sono ormai parte di Firenze tanto che il sindaco Dario Nardella, con un appello attraverso i suoi canali social, ha chiamato in causa tutti i cittadini – e non – per decidere insieme la nuova collocazione della scultura di Folon.

La Pluie, Folon, 2002

Si tratta di La Pluie, l’uomo fontana alto circa 3 metri, donato nel 2002 alla città in occasione del Social Forum Europeo. L’uomo della pioggia, l’elegante scultura con il cilindro e il manico d’ombrello, spruzzava getti d’acqua per richiamarne visivamente le falde. Già nel 2003 quando venne inaugurata era stato il popolo fiorentino a deciderne la disposizione optando per il sud della città: al centro di una rotonda tra il lungarno Aldo Moro e il viale Enrico de’ Nicola, nei pressi del ponte di Varlungo, fin quando un incidente a marzo del 2015 lo ha danneggiato spaccando in due la scultura in bronzo. Non era neanche la prima volta che delle auto colpivano l’istallazione artistica accidentalmente procurandole dei danni.
Adesso dopo il restauro l’uomo della pioggia è pronto per ritornare sulla scena fiorentina e Nardella chiede ai cittadini di esprimersi, ancora una volta, motivando le proprie scelte.

Le proposte dei fiorentini potevano arrivare tramite un semplice commento sui canali social oppure scrivendo alla mail istituzionale della città (firenze@repubblica.it). Chiamati in causa sono stati registrati più di 2000 commenti fra chi preferiva la vecchia collocazione e chi proponeva invece qualcosa di nuovo, alla fine le più accreditate sono risultate la piazza del Carmine, dei Ciompi e la rotonda all’Obihall. Molti cittadini concordano con il collocamento della scultura alle porte della città, per accogliere il visitatore con qualcosa di bello e artistico, fuori dagli schemi rinascimentali e che offra un diversivo rispetto alle numerosissime sculture del centro storico. Alla fine ad avere la meglio è stata la ricollocazione originaria ma con l’aggiunta di adeguati sistemi di sicurezza, promette il sindaco, che possano proteggerla da ulteriori azioni umane.

Il sondaggio di Nardella su Facebook

A molti è piaciuta questa partecipazione attiva della cittadinanza, chiamata a dire la propria su un tema artistico, segno dell’apprezzamento di queste opere come parte integrante della città ma soprattutto di una sensibilità culturale che non può che essere presente a Firenze.

 

D’altronde il comune stesso promuove la partecipazione e la comunicazione con i suoi cittadini come punto fondamentale per la crescita della città. Azioni come queste servono a preservare e proteggere i beni comuni, le proprie opere d’arte, la bellezza del paesaggio da eventuali atti vandalici purtroppo ancora all’ordine del giorno. Sul sito del comune di Firenze si legge al riguardo:

I cittadini attivi sono persone che si assumono volontariamente verso la collettività doveri ulteriori rispetto a quelli che comporta normalmente lo status di cittadino, cercando di dare risposte non solo ai loro problemi ma anche a quelli che riguardano tutti. Questo ruolo dei cittadini attivi può trovare un riconoscimento anche sul piano della partecipazione alle scelte che riguardano i beni comuni di cui si prendono cura. La comunicazione, allora, assume una dimensione ancora più profondo e diventa partecipazione.

Alejandra Schettino per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.