Libri tattili al Salone del Libro: quando la cultura è davvero divulgativa!

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Si è da poco concluso a Torino il Salone del Libro, uno degli eventi editoriali più attesi dell’anno. Ed è proprio in questa rinomata cornice, tra libri di ogni sorta, che è stato presentato un progetto molto particolare. La Lega del Filo D’Oro, che opera dal 1964 in Italia e si occupa di assistere, educare e riabilitare le persone sordocieche e pluriminorate sensoriali ritiene che anche le persone affette da tali disturbi abbiano il diritto di dedicarsi alla lettura e al piacere di entrare in contatto con un libro. Ecco perché i volontari dell’associazione hanno voluto dimostrare chiaramente il loro sostegno anche nell’ambito della lettura, presentando uno speciale progetto al Salone del Libro. In mezzo a tutti i libri fatti di pagine e di parole, La Lega del Filo d’Oro ha presentato i cosiddetti “libri tattili”. Si tratta di particolari libri adatti ad un pubblico sordocieco o pluriminorato sensoriale: chi lo legge può vivere l’esperienza diretta dell’apprendimento e del mondo esterno attraverso ciò che tocca. E allora saranno proprio i più piccini a fare il maggior numero di scoperte! La consistenza della buccia della frutta, le foglie di un albero, il pelo degli animali: possono essere tutti sperimentati attraverso le favole tattili.

Si tratta indubbiamente di un approccio molto diverso da quello della classica lettura: in questo caso nessuna parola, nessun suono, solo sensazioni date dall’esperienza tattile. In un certo senso potrebbe essere considerata un’esperienza più concreta e vicina al mondo della realtà. Ciò permette ai bambini e alle persone sordocieche di avere un contatto diretto con la vita quotidiana con cui noi siamo abituati ad approcciarci.

Fortunatamente al giorno d’oggi esistono molte esperienze di questo tipo nel settore culturale, che permettono anche a chi non può ammirare un’opera d’arte, di percepirla e di averne comunque esperienza. Si tratta della realtà dei Musei Tattili, forse poco conosciuti, ma ben presenti sul territorio italiano. Tali luoghi permettono la libera divulgazione dell’arte e della cultura, e soprattutto favoriscono il contatto diretto del fruitore con l’opera d’arte, in totale libertà.

Il primo Museo Tattile sorto sul territorio è stato il Museo Tattile Omero, risalente al 1993, e nato grazie al contributo dell’Unione Italiana Ciechi e alla Regione Marche. Si trova ad Ancona e consente ai non vedenti (e non solo) di conoscere l’arte attraverso il tatto. Ciò che lo rende davvero innovativo è l’essere l’unico Museo interamente tattile, mentre le altre strutture talvolta propongono solo delle sale adibite alla fruizione per i non vedenti, aggiungendo alle opere didascalie in braille e corrimano per seguire il percorso.

Anche il Museo Egizio di Torino negli anni si è attrezzato per permettero alle persone affette da questo tipo di disabilità di venire in contatto con l’Antico Egitto: attraverso l’itinerario Tocca l’Arte e l’iniziativa Museo Egizio da toccare, si può avere accesso a molto materiale didattico ed educativo rivolto a persone cieche o ipovedenti.

Libri tattili e Musei tattili, sono senza dubbio due iniziative dal forte impatto sociale, che aiutano a rendere la cultura e l’arte fruibili al 100%, anche quando una disabilità pare ostacolare l’apprendimento.

Lucia Giannini per MIfacciodiCultura

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