“Eco e Narciso”: il dialogo continuo tra arte antica e contemporanea a Palazzo Barberini

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Eco e Narciso è il nome della mostra inaugurata a Roma il 18 maggio scorso presso le gallerie d’arte antica di Palazzo Barberini. Questa esposizione, realizzata in collaborazione con il MAXXI, propone un tentativo del tutto innovativo di costruire un dialogo tra arte antica e contemporanea.

Eco e Narciso

A differenza di quanto molto spesso è avvenuto, in analoghe circostanze, i curatori non si sono limitati a un mero esercizio di giustapposizione tra antico e contemporaneo, ma si sono messi alla prova, piuttosto, con un lavoro di ricerca che ha radici più profonde: costruire un ponte tra passato e presente, in un dialogo che segna un percorso continuo; l’arte racconta se stessa e al contempo racconta l’uomo, riuscendo ad arrivare direttamente al grande pubblico. Esplorare in questa direzione le opere della collezione Barberini è stato da un lato l’occasione per approfondire e ricercare un’estensione del significato dell’opera originaria e dall’altro ha offerto l’opportunità di celebrare la restituzione di ben undici sale del complesso, precedentemente occupate dal Circolo Ufficiali delle Forze Armate.

Il filo conduttore e la parola chiave che caratterizza tutta la mostra è però, senz’altro dialogo ed esso si esprime in tutta la sua forza all’interno di un percorso in cui al messaggio intrinseco d’ogni opera, già presente nella collezione, ne risponde un altro di natura contemporanea. E così il dialogo si arricchisce e s’impreziosisce, costruendo nuove trame narrative. Basti pensare a Eco nel vuoto, opera di Giulio Paolini, posta all’interno della sala ovale. Tale installazione può essere interpretata, infatti, come la perfetta integrazione del Narciso di Caravaggio. Qui al personaggio del mito greco, del giovane Narciso, intrappolato nel riflesso dell’amore verso sé stesso, Paolini affianca l’immagine di Eco, che precipita su di una roccia, vittima di un amore non corrisposto.

Il tema della solitudine, a cui Narciso è condannato, nel respingimento continuo delle sue spasimanti e nella fatale adorazione del sé, riecheggia nell’installazione, a tratti poetica, dell’artista iraniana Shirin Neshat, che sposta il punto d’osservazione focalizzandolo sulla dimensione femminile. Nel video, la bellissima Natalie Portman vaga all’interno di scenari sospesi, al limite tra l’onirico e il surreale, alla ricerca di qualcosa di non meglio definito. Tutto però appare sfocato, come il riflesso nello specchio d’acqua, increspato da un tocco. E l’immagine dell’attrice smarrita instaura un dialogo con il Ritratto di Beatrice Cenci, l’opera di Guido Reni che si narra sia stata realizzata poche ore prima dell’esecuzione della stessa Beatrice, condannata a morte per aver ucciso il violento padre-despota.

Nel racconto della mostra, non si può dimenticare il salone realizzato da Pietro da Cortona, dove a fare da contraltare al fastoso affresco realizzato dall’artista toscano vi è l’installazione Le Ore di Luigi Ontani, egli stesso per definizione Narciso contemporaneo. In tutta la sua lunga produzione artistica, Ontani sceglie come mezzo per rappresentare il mondo sé stesso: così l’artista mettendosi al centro della narrazione può affrontare le tematiche più disparate. Nelle Ore Ontani costruisce un canale comunicativo con l’opera di Pietro da Cortona, perché affianca la componente temporale a quella spaziale: così come per osservare l’affresco occorre passeggiare con il viso rivolto verso l’alto circumnavigando la sala, allo stesso modo occorre ritornare su un ambiente terreno e muoversi circolarmente attorno l’opera di Ontani, in un percorso che scandisce fisicamente le 24 ore del giorno.

Eco e Narciso

Eco e Narciso è quindi davvero una bellissima mostra, capace non solo di valorizzare le preziose opere già presenti all’interno di palazzo Barberini, ma anche di offrire un’occasione per identificare innumerevoli spunti di riflessione, dalle tematiche della solitudine al narcisismo sempre più spinto in cui, simbolicamente cade ogni singolo uomo e contestualmente si frantuma la coesione del tessuto sociale. Questa solitudine, questo senso di profonda estraneazione, emblematicamente rappresentati dalle opere contemporanee inserite nella mostra, si costruisce sul riflesso dell'”io”, guidandoci in una sorta di analisi introspettiva, che ci invita a riflettere sul delicato rapporto con sé stessi e col mondo.

Eco e Narciso
A cura di Flaminia Gennari Santori e Bartolomeo Pietromarchi
Palazzo Barberini Corsini, Roma
Dal 18 maggio al 28 ottobre 2018

Stefano Mauro per MIfacciodiCultura

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