Andrea Pazienza – Uno come Paz “ogni sacco d’anni”

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Il 16 giugno 1988 Andrea Pazienza, Paz, veniva ritrovato senza vita dalla moglie, nel bagno di casa sua, morto a causa del suo più grande nemico: la droga. A stroncarlo un’overdose di eroina.

Eppure, nella sua breve vita, ha lasciato il segno nel mondo dei fumetti.

Andrea Pazienza - Uno come Paz "ogni sacco d'anni"

Nasce 23 maggio 1956: frequenta il liceo artistico, inizia il DAMS di Bologna, ma lo lascerà a pochi esami dalla laurea.

I suoi personaggi più grandi si strutturano nelle varie riviste a cui collabora, come ad esempio Il Male, a stampo satirico, dove nascono Pert e Paz, personaggio altamente autobiografico persino nel nome. Zanardi, Pompeo sono solo alcune delle sue creazioni che lo hanno fatto distinguere durante la sua carriera.

Ma Pazienza era molto di più: pittore, dipingeva scenografie, copertine d’album: collabora addirittura a video musicali. Per esempio, è sua la copertina di Robinson di Roberto Vecchioni. Collabora anche con Fellini, preparando la locandina del film La città delle donne del 1980.

Sono tanti quelli che lo hanno ricordato nel mondo dello spettacolo: Benigni, ad esempio, gli ha dedicato il film Il piccolo diavolo del 1988. Nel numero duecento di Dylan Dog, invece, Sclavi ha ideato un personaggio, Virgil, che è in tutto e per tutto uguale a Andrea: teoricamente è il figlio di Bloch, ma in più momenti sembra quasi un ritratto a fumetto dell’autore scomparso.

Anche un suo collega del DAMS, Gino Nardella, ha pubblicato in un libro con gli scatti fatti nel 1975 per un esame di fotografia, lasciandosi un prezioso e particolare ricordo del fumettista. Il titolo stesso fa passare un po’ dell’affetto per questo amico scomparso: Uno ogni sacco d’anni, Tante foto e qualche scritto in memoria di un genio del XX secolo. Un Andrea spensierato, giocoso, un po’ pazzo che gira per la città con il metro: un lampo di genio o semplicemente un gesto senza senso?

Ma Andrea era così: coglieva qualcosa già prima che accadesse e la buttava su carta.

Andrea Pazienza - Uno come Paz "ogni sacco d'anni"

Parlò di tutto: il movimento del ’77, l’amore non corrisposto, la satira e la droga. Già, proprio la nemica di sempre, che alla fine ha avuto la meglio, è una delle protagoniste delle sue storie. Conoscendo quel mondo da vicino, negli anni ’80 pubblica due serie di fumetti: Detective Mama e Perché Pippo sembra uno sballato?. Erano essenzialmente delle guide, un vademecum per le mamme per capire se i propri figli fossero entrati in contatto con il mostro della droga, soprattutto l’eroina. Che, allora più che oggi, ha mietuto moltissime vittime. E lui, vittima tra le vittime, ha scritto strisce per insegnare ai genitori come salvare i loro figli. L’ironia del destino, l’ironia della vita: chissà quante vite ha salvato con le sue strisce, proprio lui che per una striscia di troppo ha perso la vita.

I fumetti, oggi, hanno avuto sicuramente una nuova vita, e molti sono tornati a leggerli. Ma fumetti come quelli di Paz raccoglievano lo spirito e il dolore di un’era. O dell’uomo. Raccontavano storie che, leggendole oggi, sono più attuali che mai. Chissà oggi di cosa disegnerebbe? Chissà come mostrerebbe questa società che, oltre al mostro della droga, ne ha così tanti da fare timore.

Eppure, viene da pensare a dove sarebbe oggi, se avesse seguito i suoi stessi consigli. Se, oltre a salvare i giovani adolescenti, avesse salvato sé stesso.

Buon compleanno, Paz.

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

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