A Roma l’arte italiana del Novecento ridà vita a Palazzo Merulana

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Come una fenice che rinasce dalle proprie ceneri, così anche lo storico Palazzo Merulana a Roma torna a risplendere con una mostra sull’arte italiana del Novecento. Ci sono voluti più di 5 anni di restauro e un investimento di 6 milioni di euro per sopperire ai decenni di abbandono dell’edificio.

Elena e Claudio Cerasi

Palazzo Merulana era stato per anni sede dell’Ufficio di Igiene del Comune di Roma per poi trasformarsi in un vuoto urbano degradato: è stato grazie alla volontà della Fondazione Elena e Claudio Cerasi se il palazzo è stato restituito ai cittadini nella sua nuova veste di polo museale e punto di contatto di diverse realtà e zone della città. Un progetto di rivalutazione urbana portato avanti dai coniugi Cerasi, nota famiglia di costruttori e collezionisti, che ci hanno creduto sin dagli inizi e sono riusciti a realizzare uno spazio multifunzionale di altissimo livello che ospiterà conferenze, eventi culturali, presentazioni di libri e mostre oltre ad una sezione permanente comprendente 90 opere della collezione della famiglia Cerasi.

Il percorso di rinascita di Palazzo Merulana non è stato affatto semplice. Situato in un quartiere difficile, l’Esquilino, noto per il suo degrado tra pusher, delinquenza e immondizia, era sede dell’Ufficio d’igiene del Comune ma durante la seconda Guerra Mondiale venne danneggiato dai bombardamenti e successivamente, negli anni Sessanta, venne parzialmente abbattuto. Un altro tassello che va ad aggiungersi all’opera di riqualifica di questo quartiere controverso diviso tra degrado, delinquenza e la bellezza dei tesori artistici e architettonici ereditati della ricchezza di un tempo.

Palazzo Merulana, in stile umbertino, è composto da ben 4 piani ed una terrazza per un totale di 1800 metri quadrati di superficie. Una meravigliosa e luminosa Sala delle sculture, che è già un’opera d’arte di per sé con le sue grandi vetrate, accoglie il visitatore all’ingresso del pian terreno, dove sono presenti anche un bookshop ed una caffetteria così come alcuni lavori di Pericle Fazzini, Giuseppe Penone, Antonietta Raphaël e altri artisti.

Il fulcro del palazzo e della Fondazione Elena e Claudio Cerasi si trova al secondo piano dove il visitatore viene accolto dal meraviglioso dipinto che Giacomo Balla aveva dedicato al campione del mondo di pugilato Primo Carrera.

Appassionati d’arte, Claudio Cerasi e sua moglie hanno iniziato a collezionare opere a partire dal 1985, dopo l’acquisto di Piccoli Saltimbanchi di Antonio Donghi. Le loro scelte artistiche si sono sempre orientate verso la scuola romana nelle sue varie espressioni e l’arte italiana del Novecento, in particolare tra due guerre.

Giacomo Balla, Primo Carnera

L’atmosfera che si respira lungo tutto il percorso espositivo è accogliente e rilassata, il visitatore si sente a casa e può tranquillamente ammirare le opere sedendosi su di un comodo divanetto. Opere di artisti importantissimi come De Chirico, Savinio, Sironi e molti altri, ma il percorso non termina qui; salendo al terzo piano si arriva alla Galleria che sfocia in uno stile più contemporaneo con opere di Boetti, Pirandello, Tano Festa. Foto e documenti riguardanti la storia ed il restauro del palazzo si possono invece ammirare nell’Attico all’ultimo piano.

Il palazzo, di proprietà del comune, è stato interamente restaurato grazie ad un project financing da parte della famiglia Cerasi e la loro azienda di costruzioni edili, la SAC S.p.A. La Fondazione per la gestione della struttura si avvale della collaborazione di CoopCulture.

La Fondazione Cerasi tiene particolarmente a far diventare Palazzo Merulana non solamente uno spazio espositivo ma un vero e proprio punto di riferimento culturale e sociale sia per il quartiere che per l’intera città di Roma, tramite anche a collaborazioni con teatri, scuole, laboratori con artisti emergenti e attività multiculturali.

Maria Cristina Merlo per MIfacciodiCultura

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